Mercato auto dicembre 2019: finale elettrizzante


Il mercato auto di dicembre 2019 chiude a +12.2 % rispetto a dicembre 2018 e chiude l’ anno con un leggerissimo +0.1 % confrontando i dati sull’ intero anno. Come ultimamente accade, positivo per tutti tranne per il diesel che con un -16.3 % segna il sedicesimo negativo consecutivo in doppia cifra. Anche a dicembre gli eco-incentivi statali hanno fatto la loro parte, sono stati utilizzati 6.09 milioni e di fatto, non sono stati utilizzato 7.66 milioni che erano ancora disponibili per il 2019. Chissà se verranno rimessi a disposizione, per ora il contatore è ripartito da 40 milioni come previsto per il 2020 fino al 30 giugno. Per i veicoli di categoria L invece gli incentivi sono finiti con la fine del 2019 anche se a fine dicembre erano disponibili ancora 8.3 milioni.

Dai dati unrae, si può vedere come le ibride abbiamo avvicinato e superato le GPL. Ancora poche le diesel+elettrica per pensare ad una rinascita del diesel, segno che anche le case automobilistiche ci credono poco. Nel complesso ibride sempre in crescita, +70.1 % con significativo +287.2 % delle plug-in. La quota di mercato delle ibride si ferma al 6.0 % su base annua (compresa di plug-in). Nel 2020 è atteso un superamento del 10 %.
Toyota rimane padrona dell’ ibrido, ma comincia a non essere così scontato che anche nel 2020 possa mantenere le prime 4 posizioni per questa alimentazione, Rover, Hyundai, Kia, Suzuki, Audi e Volvo potrebbero cambiare tutto.Dal grafico EcomobilityIdea si può vedere come negli ultimi mesi l’ ibrido abbia cominciato a crescere molto di più che in passato, sarà interessante vedere l’ andamento nel corso del 2020.
Tra alti e bassi il GPL chiude in bellezza con un +22.8 % a dicembre e quota di mercato su base annua stabile al 7.1 %. Sarà interessante analizzare l’ andamento 2020, già fra 2 mesi potrebbero esserci dei cambiamenti, per ora il GPL rimane un’ alternativa importante.

Anche il metano chiude in bellezza con un
+140.6 %, ma rimane il terzo peggior anno di sempre per questa alimentazione con solo un +3.0 % su base annua rispetto al 2018. La quota di mercato su base annua rimane al 2.0%, un po’ poco per un’ alimentazione che 10 anni fa era al 5.0%.

GPL+metano stabili, quota di mercato al 9.1 % che, considerando tutto, non è poi così male.

Diesel al sedicesimo negativo consecutivo in doppia cifra, -16.3 % in un mese in cui il mercato segna +12,2 %.
Quota di mercato mensile al 34.6 % e 40.0 % su base annua,
le peggiori di sempre!
Un crollo rapido, ma inevitabile e se continua così fra qualche anno non si venderanno più auto diesel. Le case automobilistiche producono sempre meno modelli diesel e non investono sugli stessi, gli italiani comprano sempre meno auto diesel, i petrolieri preferiscono la benzina perché a parità di petrolio ne producono di più e a meno costi.
Il 2020 è arrivato e per il diesel sarà decisivo, se non darà segni di vita, investire su questa alimentazione potrebbe rivelarsi un fallimento.
Il brevetto del motore diesel ha 118 anni e ancora molte auto non riescono a percorrere 20 km con un litro, per rispettare i limiti del 2021 le diesel dovrebbero percorrere almeno 27 km con un solo litro, forse non è possibile.

Per l’ andamento del prezzo diesel e benzina vi invito a leggere l’ articolo dedicato. 
Dati del Ministero dello Sviluppo Economico degli ultimi mesi
Differenza diesel-benzina prezzo netto attuale: 597,75-570,70 = 27,05 millesimi

Le solo-benzina di contro chiudono con un ottimo +32.0 % portando la quota di mercato pari al 44.3 % su base annua che non si vedeva da almeno 15 anni. Probabilmente è l’ ultima fiammata, nel corso del 2020 vedremo come le solo-benzina torneranno a valori percentuali negativi.
Analizzando diesel e benzina, scendono all’ 84.3 % su base annua perdendo soltanto lo 0.1 % dal mese scorso
(probabilmente grazie alle offerte di fine anno), ma ormai perdono costantemente ed è un segnale inequivocabile per il motore endotermico. Due anni fa erano all’ 88.3 %, un anno fa erano all’ 86.8 %, quindi nell’ ultimo anno hanno perso il 2.5 %.
Presto il parco auto cambierà radicalmente e con esso anche il nostro modo di fare rifornimento e di usare l’ auto. Aboliamo il motore a scoppio e installiamo energie rinnovabili!

Le Elettriche chiudono un anno importante con un +122.1 % e con una quota di mercato allo 0.5 % su base annua cominciano a farsi sentire.

E’ iniziata l’ invasione di Tesla davanti a Smart Fortwo e questa volta Hyundai Kona vince su Nissan Leaf, un po’ indietro la Renault ZOE. Il mercato elettrico nel 2020 parte fiducioso, sarà davvero interessante analizzare i dati nei prossimi mesi.
Basta con motori omologati Euro Schifo, vogliamo motori rispettosi della normativa Euro Sempre!
Dal grafico EcomobilityIdea si può notare come dicembre chiuda un anno importante per le elettriche, un cambio deciso rispetto agli anni scorsi.
Finalmente un positivo importante per le plug-in, +287.2 %, ma vedremo come nei prossimi mesi queste percentuali di incremento saranno la norma. Dal grafico EcomobilityIdea si può notare come dicembre chiuda bene un anno controverso per le plug-in.
Spesso le Plug-in sono più convenienti delle elettriche, pertanto vi consiglio la nostra esperienza con Hyundai Ioniq plug-in che dimostra ampiamente come viaggiare a costi bassissimi con un prezzo d’ acquisto più conveniente.

A dicembre 2019 Plug-in ed Elettriche registrano 1541 immatricolazioni “ricaricabili”, +184.4 %, buono, ma non troppo abbassato probabilmente dalle offerte di fine anno su auto e motori “vecchi”.
Il 2020 regalerà una nuova spinta a questo mercato che, a questo punto, non dovrebbe più fermarsi.
Grazie a EcomobiliyIdea, perché solo qui troverete i grafici dell’ andamento di Elettriche+plug-in
Nessun altra idrogeno per il 2019 e ancora non è chiaro il futuro dell’ idrogeno. Per autotrazione sembra che le elettriche ne possano fare a meno, oltre al fatto che esistono pochissimi distributori in Italia (3 funzionanti) ed Europa (circa 50). Si parla di questa tecnologia per il 2030, ma a quel punto l’ evoluzione elettrica sarà completata, quindi potrebbe essere utilizzato per navi, caldaie e tutto quello che ancora oggi va a petrolio, carbone e gas.

Scende di poco questo mese la media ponderata unrae sulle emissioni CO2 di auto all’ acquisto, ma rimane ancora superiore a quella del 2018. Fortunatamente ora è destinata a diminuire costantemente. 
Dati 2019-2018-2017: diesel in metastasi, in 2 anni dalle stelle alle stalle, benzina in crescita, ibride in crescita, GPL e metano in crescita, ibride plug-in ed elettriche pronte per un 2020 da record.

Andamento prezzi diesel e benzina Dicembre 2019


Comprare un’ auto oggi deve esser fatto con molta attenzione per non incappare in un’ auto vecchia, costosa e poco affidabile. Particolare attenzione va fatta sull’ andamento dei prezzi di diesel e benzina, diventa fondamentale per valutare l’ acquisto di una nuova auto.

Nell’ analisi non va dimenticato che
1. da gennaio 2020 entrano in vigore le nuove normative Euro 6d, pertanto controllate che vi vendano auto realmente nuove. I concessionari devono svuotare i magazzini ancora pieni di auto 2018 e 2019 !
2. Dal 2021 i costruttori che vendono le loro auto sul mercato Europeo potrebbero trovarsi a pagare multe molto salate. A partire da quella data infatti la media complessiva delle emissioni di CO2 prodotte dalla gamma di ciascun produttore di auto in UE dovrà essere minore o uguale a 95 grammi per chilometro. Qui trovi l’ approfondimento
3. Ai petrolieri fa comodo che il diesel venga abbandonato, perché molto più costoso da produrre e a parità di petrolio si produce più benzina che diesel.
4. Nel 2023 sembra probabile il pareggio di costo tra auto elettriche ed endotermiche
5. Tutte le case automobilistiche, persino Volkswagen, stanno investendo miliardi e miliardi sull’ elettrico. Perché abbandonare un sistema consolidato che da ancora ampi margini di guadagno, per andare su un sistema che ha molti meno margini anche sulle stesse manutenzioni ?

Negli ultimi 4 mesi il prezzo netto del diesel è tornato ad aumentare di più rispetto al prezzo netto della benzina e anche alla pompa si nota che la forbice tra i 2 prezzi si è ridotta.

Dati del Ministero dello Sviluppo Economico degli ultimi mesi
Differenza prezzo netto dicembre:  597,75-570,70 = 27,05 millesimi
Differenza prezzo netto novembre: 588,59-563,13 = 25,46 millesimi
Differenza prezzo netto ottobre:      589,03-564,05 = 24,98 millesimi
Differenza prezzo netto settembre: 588,67-565,94 = 22,73 millesimi
Differenza prezzo netto agosto:      580,99-562,15 = 18,84 millesimi
Differenza prezzo netto luglio:        597,59-578,60 = 18,99 millesimi
Differenza prezzo netto marzo:       608,19-548,72 = 59,47 millesimi

Volvo prevede di introdurre un’ auto a batterie ogni anno, in modo che nel 2025 le proprie vendite siano per il 50 % del totale composte da vetture a zero emissioni, mentre già nel 2020 punta ad arrivare al 20 % delle vendite complessive con le immatricolazioni plug-in.
Resta informato, vedi anche gli articoli precedenti.

Auto nuove, normative nuove: obiettivi 2021


Da pochi giorni è entrata in vigore la normativa Euro6d per quanto riguarda le omologazioni auto, ma vediamo gli obiettivi 2021 determinanti per tutto il mercato auto.
Prendendo spunto dai dati ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), per raggiungere il target dell’ UE di 95g CO2/km al 2021, occorre che la media delle emissioni si riduca ancora di 25,4 g/km rispetto al valore del 2018, un’ impresa apparentemente impossibile senza un aumento esponenziale di auto elettriche o plug-in considerando che il diesel pur producendo i peggiori inquinanti, di contro, produce meno CO2.
Il target emissivo previsto corrisponde a un consumo di carburante di circa 4,1 l/100 km (24,3 km/l) di benzina o 3,6 l/100 km (27,7 km/l) di gasolio.
Gli obiettivi di emissione vincolanti per i produttori sono fissati in base alla massa media dei loro veicoli, utilizzando una curva del valore limite. Ciò significa che ai produttori di auto più pesanti sono consentite emissioni più elevate rispetto ai produttori di auto più leggere. La curva è impostata in modo tale da raggiungere gli obiettivi per le emissioni medie in tutta la flotta dell’UE.
Dal 2021 i costruttori che vendono le loro auto sul mercato Europeo potrebbero trovarsi a pagare multe molto salate. A partire da quella data infatti la media complessiva delle emissioni di CO2 prodotte dalla gamma di ciascun produttore di auto in UE dovrà essere minore o uguale a 95 grammi per chilometro. Nel 2020 la media totale delle
Case varrà per il 95% della gamma, infatti ciascun produttore potrà scegliere il 5% dei modelli in vendita che non verranno conteggiati. Dal 2021 invece il calcolo sarà fatto su tutti i prodotti.
La Commissione europea ha introdotto anche dei sistemi chiamati “Supercrediti” e “Ecoinnovazioni”. Ai produttori saranno concessi ulteriori incentivi per immettere sul mercato automobili a emissioni zero o che emettono meno di 50 g / km attraverso un sistema di “supercrediti”. Questa procedura è già stata applicata tra il 2012 e il 2015 e si applicherà nuovamente per il periodo 2020-2022.
Ai fini del calcolo delle emissioni specifiche medie di un costruttore, tali auto saranno quindi conteggiate come:
2 veicoli nel 2020
1,67 veicoli nel 2021
1,33 veicoli nel 2022.
Un limite per i supercrediti è fissato a 7,5 g / km per produttore nei tre anni.
Per incoraggiare l’ ecoinnovazione, i produttori potranno ottenere crediti di emissione per veicoli dotati di tecnologie innovative per le quali non è possibile dimostrare gli effetti di riduzione della CO2 durante la procedura di prova utilizzata per l’ omologazione del tipo di veicolo. Tali risparmi sulle emissioni dovranno essere dimostrati sulla base di dati verificati in modo indipendente. I crediti di emissione massimi per queste ecoinnovazioni per produttore sono 7 g / km all’ anno.
I produttori possono raggrupparsi e agire insieme per raggiungere il loro obiettivo di emissioni. Nel costituire un tale pool, i produttori devono rispettare le norme del diritto della concorrenza. Per esempio, per colmare la differenza tra i valori attuali e quelli del target al 2021 ed evitare una multa salatissima, Fiat Chrysler ha deciso di acquistare da Tesla alcuni crediti ambientali. L’acquisto di bonus da altri costruttori per compensare le proprie emissioni è una procedura ovviamente lecita e consentita dall’ Unione Europea: l’obiettivo è consentire a chi è in ritardo di adeguarsi al processo di elettrificazione della gamma senza subire pesanti sanzioni.

Mercato auto dicembre 2018: apocalisse sui motori, per diesel e metano è il giorno del giudizio


EcomobilityIdeaUnrae-Dicembre2018EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2017Il mercato auto di dicembre 2018 chiude un anno di cambiamenti, diesel e metano in forte calo ed elettriche alla “riscossa”. Nel complesso il 2018 si è concluso con un -3.3% rispetto al 2017, quindi nei volumi non è cambiato di molto, mentre a cambiare è la ripartizione nelle varie alimentazioni. 

Dai dati unrae vediamo il lieve +13.6% delle ibride dove però pesa il -29.4% delle plug-in, probabilmente dovuto all’ imminente arrivo degli incentivi statali. Il sorpasso delle ibride sulle GPL è atteso per il 2019, per ora la quota di mercato su base annua è del 4.5% (compresa di plug-in). Nel totale, le ibride nel 2018 sono crescite del 30%. 
Toyota mantiene il monopolio delle ibride, peccato non abbia migliorato la propria gamma con modelli plug-in (a parte la Prius) ed elettrici per l’ Europa. Se pensiamo che la Yaris ibrida fino al 2012 non esisteva ed ora è l’ ibrida più venduta con ampio distacco sulla seconda, forse una nuova plug-in potrebbe dare un’ altro impulso al mercato. Se pensiamo alla prima Prius ibrida del 1997 ed evoluzioni 2004, 2009, 2012 sono comunque 21 anni che c’è questa tecnologia, comincia ad essere vecchia e non apprezzata come potrebbe essere l’ ibrido plug-in.
Incredibile +2583.3% delle ibride diesel+elettrica che danno nuova linfa al motore diesel. In realtà si tratta di mild-ibride, quindi un imbroglio per guadagnare tempo, questa tecnologia avrebbe avuto senso 2 anni fa se fosse stato un’ ibrido serio, mentre così sarà certamente un flop; probabilmente nei prossimi 2 anni avrà una crescita notevole, ma non sostituirà certo il parco auto diesel.
Piccola parentesi: FCA ha annunciato che a maggio uscirà la 500 plug-in, staremo a vedere.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideDicembre2018.pngDal grafico EcomobilityIdea si vede come a dicembre 2018 le ibride abbiano perso un po’ di spinta, ma un +30% su base annua è pur sempre un ottimo risultato.
EcomobilityIdea-graf-IbrideDicembre2018.pngAncora in calo le GPL a dicembre, -4.3%, per chiudere il 2018 con -3.5% rispetto al 2017, ma mantenendo la quota di mercato annua al 6.5%. Difficile prevedere un incremento, visto l’ arrivo degli incentivi su elettriche e plug-in.

Sempre più complicato il mercato per
 
il metano che con un -49.9% chiude l’ anno con gli ultimi 4 mesi più disastrosi della sua storia. A salvare il metano sono stati i primi 7 mesi dell’ anno pertanto alla fine registra un +14.3% rispetto all’ anno precedente. La quota di mercato su base annua per il metano si ferma all’ 1.9%.
Il metano inteso come auto che escono già predisposte dalla casa madre per questa alimentazione, esiste dal 1995/1996,
se l’ Italia è il paese con più immatricolazioni a metano e dopo 22 anni non ha raggiunto il milione di auto,
con tutto il metano possibile immaginabile si sostituirebbe al massimo il 9% del parco auto Europeo,
inquina poco meno di diesel e benzina e non su tutti gli inquinanti,
le stazioni di rifornimento sono davvero poche,
perché continuare con questa alimentazione?
GPL e metano, dopo un discreto recupero nel corso del 2018 perdono quasi tutto e tornano all’ 8.4% di quota di mercato annuale.

Diesel al quarto negativo consecutivo, -19.0% e solo 46.4% di quota di mercato mensile. Su base annua il diesel registra un -12.3% rispetto al 2017 che sembra contenuto perché frutto solo degli ultimi 4 mesi. Quota annuale al 51.5% a fronte di un 56.7% del 2017.
A inizio anno si pensava che il 2018 fosse l’ anno del pareggio tra diesel e benzina nel totale del parco auto italiano con il diesel che dopo decenni raggiungeva le benzina e invece si è rivelato l’ anno dell’ inizio del declino del diesel.
Ora diesel al prezzo del benzina, non solo per il prezzo dell’ auto, ma ormai anche per il prezzo del carburante e la convenienza non c’è più! 
La differenza tra i 2 carburanti è in molte città di soli 3,5 centesimi (35 millesimi) ed infatti voglio analizzare questi dati emblematici sull’ andamento del prezzo netto del diesel. Se il prezzo varia in funzione del greggio, quale miglior confronto se non quello con il variare del prezzo della benzina?
Dati mise dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico
EcomobilityIdea-DiffBenzGasol-Anni2018.pngSe negli anni passati già c’ era una tendenza ad un diesel con un prezzo netto maggiore della benzina probabilmente speculando sul fatto di avere accise più basse, ora si sta riproponendo l’ ascesa del diesel rispetto alla benzina in modo sempre più marcato da settembre 2018, cioè proprio con l’ entrata in vigore delle nuove normative di omologazione auto.
ecomobilityidea-diffbenzgasol-mesi2018Come si vede il divario tra diesel e benzina sul prezzo netto è sempre più ampio a sfavore del diesel, ma vediamo le differenze con il prezzo attuale:
da agosto 2017
benz +7.48 diesel +79.37,  il diesel è aumentato 71.89 millesimi in più
da marzo 2018
benz -31.45 diesel +22.59, il diesel è aumentato 54.04 millesimi in più
ad agosto 2017 la differenza tra benzina e diesel
era di +9.04 millesimi
a marzo 2018 la differenza tra benzina e diesel
era di –8.36 millesimi
a dicembre 2018 la differenza tra benzina e diesel
è di -63.08 millesimi
Questo dimostra che quanto detto nel precedente articolo c’è una reale difficoltà a produrre il diesel con l’ attuale petrolio poco raffinato o forse il fatto che inquina ne fa aumentare il prezzo quanto il disprezzo.

Alla fine, purtroppo, vincono le solo-benzina, +40.4% non si vedeva da decenni. Invece di andare verso ibride plug-in o elettriche andiamo sulla strada apparentemente più semplice, nemmeno le GPL ci convincono più. Al momento ancora contenuto il risultato annuale, +7.9% e quota di mercato al 35.3%, speriamo non aumenti nel 2019! Un’ auto benzina può avere senso se costa meno di 12.000 euro per meno di 12.000 km all’ anno, altrimenti sono soldi buttati.
Speriamo gli scienziati riescano a trovare il modo di convertire la CO2 in qualcosa di utile!

Ultimo show per le Elettriche, +92.9% a dicembre, nonostante l’ annuncio degli incentivi statali. Nel 2018 le elettriche si sono affermate con un +148.5% e oltre 5.000 immatricolazioni, interessante sarà vedere se il 2019 continuerà su questa strada, perché a quel punto i numeri comincerebbero a farsi interessanti. Il 2018 finisce in bellezza con la quota di mercato su base annua allo 0.3%.
Le 3 elettriche che trascinano il mercato sono sempre Nissan Leaf, Renault ZOE, Smart ForTwo, bene Tesla, Bmw i3 e Volkswagen Golf.
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheDicembre2018Dal grafico EcomobilityIdea si vede che le elettriche sono ormai parte delle nostre strade.
EcomobilityIdea-graf-ElettricheDicembre2018Passo falso delle Plug-in, -29.4% frutto forse dell’ annuncio degli incentivi, vedremo nei prossimi mesi cosa ci dirà il mercato.
Per capire cosa vuol dire un’ auto plug-in vi invito ad analizzare la mia esperienza.
EcomobilityIdea-graf-Plug-inDicembre2018A dicembre 2018 Plug-in ed Elettriche registrano 541 immatricolazioni “ricaricabili”, +42.0% ed ancora con le elettriche a trascinare le Plug-in. Come si vede dal grafico EcomobilityIdea, messe assieme, elettriche e plug-in sono un’ alimentazione da tenere d’ occhio.
EcomobilityIdea-graf-ElettrichePlug-inDicembre2018Dedichiamo tutto un paragrafo alla prima immatricolazione ad idrogeno, la Toyota Mirai, probabilmente immatricolata dalla filiale italiana della casa giapponese.
EcomobilityIdeaUnrae-IdrogenoDicembre2018Aumenta e non poco la media ponderata unrae sulle emissioni CO2 di auto all’ acquisto, anche se poi vale molto di più quanti km si percorrono con auto inquinanti, rispetto a quelli sulla carta. 
EcomobilityIdea-UnraeCO2-Dicembre2018Dati 2018-2017-2016: diesel disastroso, 2 anni fa era all’ apice, ora è all’ inzio del declino, ibride in crescita, GPL in leggero calo, metano nettamente in crisi, ibride plug-in ed elettriche pronte a dare la scossa giusta al mercato auto.
EcomobilityIdeaUnrae-Dicembre2018EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2017EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2016

Mercato auto dicembre 2017: gelo in casa diesel, è -7.5%


EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2017EcomobilityIdeaUnrae_Febbraio2017Il mercato di dicembre 2017 si chiude, come previsto, con il segno negativo per le auto diesel, -7.5%, aggiunto al -0.7% su base annua fa presagire l’ andamento 2018 quando si vedrà il declino di questa alimentazione. Le ibride chiudono con  un +32.9% rispetto a dicembre 2016 e con un eclatante +71% su base annua. La quota di mercato è salita al 3.4 % e non è più ignorabile.
Toyota su tutte come alimentazione ibrida con il clamoroso annuncio che dal primo gennaio 2018 non saranno più disponibili motorizzazioni diesel nella propria gamma. E se lo dice Toyota, primo o secondo produttore degli ultimi anni significa molto; il mercato diesel di Toyota non era imponente, ma vuol dire cambiare completamente marcia. Probabilmente Toyota nel 2018 concentrerà le proprie risorse per il cambio della filiera produttiva dei motori diesel verso le ibride e speriamo anche ibride plug-in ed elettriche.EcomobilityIdeaUnrae_IbrideDicembre2017Grafico green-start: peccato che dicembre non sia rimasto sulla scia di novembre, ma rimane comunque un 2017 storico
EcomobilityIdea-greenStart-IbrideDicembre2017Le immatricolazioni metano restano stabili verso il basso, -1.3% rispetto al mese scorso ma -25.4% su base annua. I primi mesi del 2018 faranno capire il futuro del metano. Seat anche questo mese insiste a pubblicizzare il metano, ma con risultati pessimi, 156 auto immatricolate a metano questo mese.

Le GPL rallentano e si fermano ad un +5.6% mensile, ma chiudono con un buon +26.5 su base annua e 6.5% di quota di mercato anche se cominciano a sentire sempre di più la vicinanza delle ibride.

Come detto, il Diesel è sotto scacco e segna un, non più di tanto clamoroso, –7.5%, è alla resa dei conti. Se aggiungiamo che nel resto d’ Europa e del mondo il declino è già iniziato e che Toyota ha tolto dalla sua flotta-privati la motorizzazione diesel, è certo che il segno negativo sarà il trend 2018 per questa alimentazione.
In negativo anche le solo-Benzina -4.6%, ma mantengono il -0.8% di quota mercato su base annua e si attestano al 31.6% di quota mercato attuale.

Peccato per il -21.9% delle Elettriche per questo dicembre, rimane comunque un confortante +38.6% su base annua. L’ Italia rimane tra le più indietro verso la mobilità elettrica, vedremo come cosa cambierà nel 2018, l’ importante per voi è non comprare auto diesel perché potreste ritrovarvi con un bidone.
Nissan Leaf, Renault ZOE, come sempre, le protagoniste, ma ora anche Tesla ha il suo mercato in Italia.
EcomobilityIdeaUnrae_ElettricheDicembre2017Per la prima volta, un anno sostanzialmente sempre in positivo per le elettriche, vedremo se il 2018 rispetterà le attese, per il momento si presenta cosī il grafico vendita-auto-elettriche di green-start.
EcomobilityIdea-greenStart-ElettricheDicembre2017Come detto nel mese scorso, Novembre segna il punto di non ritorno per l’ auto diesel e dicembre l’ ha pienamente dimostrato.

Dati 2016: l’ auto diesel a dicembre 2017 ha lo 0.7% in meno di quota di mercato rispetto a dicembre 2016.
Il metano nel 2015 aveva il 4% di quota di mercato, mentre il 2.4% nel 2016, ora è all’ 1.6%.
Le GPL nel 2015 avevano il 7.6% di quota di mercato, mentre il 5.6% nel 2016, ora è al 6.5%.
Le ibride nel 2015 avevano l’ 1.6% di quota di mercato, mentre il 2.1% nel 2016, ora hanno il 3.4%, una crescita esponenziale.EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2016EcomobilityIdeaUnrae_Novembre2016