Dicembre 2019: si chiude il secondo anno più caldo di sempre


Il 2019 è stato il secondo anno più caldo degli ultimi 140 anni a livello mondiale, ma dicembre, per noi, è stato il più caldo di sempre.
La media delle temperature massime è stata di 2.4 gradi sopra la media stagionale, mentre la media delle temperature minime è stata di 4.4 gradi sopra la media stagionale! I giorni di pioggia sono stati soltanto 9 e solo 2 di nebbia, quindi non così tanti da favorire delle temperature minime così alte come nel 2014 (minima 4.6 gradi sopra la media con 13 giorni di pioggia e 8 con nebbia). Le anomalie sono state molte e incredibili: la neve ormai è un miraggio, soltanto pioggia mista neve il 12 e 13 dicembre, mentre il 18 dicembre è stato il più caldo di sempre e il 19 dicembre è stata raggiunta la minima più alta mai registrata a dicembre. Il clima è impazzito e non vogliamo ammetterlo.
12 dic   min. -1  max.5
13 dic   min  0  max. 5
17 dic   min.
11 max.13
18 dic   min. 11 max.16  (giorno di dicembre più caldo di sempre)

19 dic   min. 12 max.14  (minima più alta di sempre a dicembre)
20 dic   min. 11 max 12  (il 21 dicembre 2009 la minima fu -13)
30 dic  min. -2 max. 7 
(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Per la prima volta di sempre a dicembre, la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale solo una volta e soltanto 2 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 21 i mesi consecutivi che le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione a dir poco allarmante, completata dal fatto che, nel 2019, solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, una situazione catastrofica.

Tra la minima del 19 dicembre (+12) e la minima del 21 dicembre 2009 (-13) ci sono 25 gradi, un’ anomalia assurda.
Dimenticavo, forse avrete notato che nell’ immagine iniziale dell’ articolo c’è un arcobaleno, la foto è stata scattata il 21 dicembre 2019 !

Ogni giorno, ormai da più di 2 anni, tutti i telegiornali hanno una notizia su eventi climatici che da straordinari sono diventati ordinari, per poi passare a parlare di plastica e di specie animali in via di estinzione. Come al solito in questo periodo aria irrespirabile perché non piove, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse migliore che a novembre, risultato 153 kWh, massimo storico per dicembre

Mercato auto dicembre 2019: finale elettrizzante


Il mercato auto di dicembre 2019 chiude a +12.2 % rispetto a dicembre 2018 e chiude l’ anno con un leggerissimo +0.1 % confrontando i dati sull’ intero anno. Come ultimamente accade, positivo per tutti tranne per il diesel che con un -16.3 % segna il sedicesimo negativo consecutivo in doppia cifra. Anche a dicembre gli eco-incentivi statali hanno fatto la loro parte, sono stati utilizzati 6.09 milioni e di fatto, non sono stati utilizzato 7.66 milioni che erano ancora disponibili per il 2019. Chissà se verranno rimessi a disposizione, per ora il contatore è ripartito da 40 milioni come previsto per il 2020 fino al 30 giugno. Per i veicoli di categoria L invece gli incentivi sono finiti con la fine del 2019 anche se a fine dicembre erano disponibili ancora 8.3 milioni.

Dai dati unrae, si può vedere come le ibride abbiamo avvicinato e superato le GPL. Ancora poche le diesel+elettrica per pensare ad una rinascita del diesel, segno che anche le case automobilistiche ci credono poco. Nel complesso ibride sempre in crescita, +70.1 % con significativo +287.2 % delle plug-in. La quota di mercato delle ibride si ferma al 6.0 % su base annua (compresa di plug-in). Nel 2020 è atteso un superamento del 10 %.
Toyota rimane padrona dell’ ibrido, ma comincia a non essere così scontato che anche nel 2020 possa mantenere le prime 4 posizioni per questa alimentazione, Rover, Hyundai, Kia, Suzuki, Audi e Volvo potrebbero cambiare tutto.Dal grafico EcomobilityIdea si può vedere come negli ultimi mesi l’ ibrido abbia cominciato a crescere molto di più che in passato, sarà interessante vedere l’ andamento nel corso del 2020.
Tra alti e bassi il GPL chiude in bellezza con un +22.8 % a dicembre e quota di mercato su base annua stabile al 7.1 %. Sarà interessante analizzare l’ andamento 2020, già fra 2 mesi potrebbero esserci dei cambiamenti, per ora il GPL rimane un’ alternativa importante.

Anche il metano chiude in bellezza con un
+140.6 %, ma rimane il terzo peggior anno di sempre per questa alimentazione con solo un +3.0 % su base annua rispetto al 2018. La quota di mercato su base annua rimane al 2.0%, un po’ poco per un’ alimentazione che 10 anni fa era al 5.0%.

GPL+metano stabili, quota di mercato al 9.1 % che, considerando tutto, non è poi così male.

Diesel al sedicesimo negativo consecutivo in doppia cifra, -16.3 % in un mese in cui il mercato segna +12,2 %.
Quota di mercato mensile al 34.6 % e 40.0 % su base annua,
le peggiori di sempre!
Un crollo rapido, ma inevitabile e se continua così fra qualche anno non si venderanno più auto diesel. Le case automobilistiche producono sempre meno modelli diesel e non investono sugli stessi, gli italiani comprano sempre meno auto diesel, i petrolieri preferiscono la benzina perché a parità di petrolio ne producono di più e a meno costi.
Il 2020 è arrivato e per il diesel sarà decisivo, se non darà segni di vita, investire su questa alimentazione potrebbe rivelarsi un fallimento.
Il brevetto del motore diesel ha 118 anni e ancora molte auto non riescono a percorrere 20 km con un litro, per rispettare i limiti del 2021 le diesel dovrebbero percorrere almeno 27 km con un solo litro, forse non è possibile.

Per l’ andamento del prezzo diesel e benzina vi invito a leggere l’ articolo dedicato. 
Dati del Ministero dello Sviluppo Economico degli ultimi mesi
Differenza diesel-benzina prezzo netto attuale: 597,75-570,70 = 27,05 millesimi

Le solo-benzina di contro chiudono con un ottimo +32.0 % portando la quota di mercato pari al 44.3 % su base annua che non si vedeva da almeno 15 anni. Probabilmente è l’ ultima fiammata, nel corso del 2020 vedremo come le solo-benzina torneranno a valori percentuali negativi.
Analizzando diesel e benzina, scendono all’ 84.3 % su base annua perdendo soltanto lo 0.1 % dal mese scorso
(probabilmente grazie alle offerte di fine anno), ma ormai perdono costantemente ed è un segnale inequivocabile per il motore endotermico. Due anni fa erano all’ 88.3 %, un anno fa erano all’ 86.8 %, quindi nell’ ultimo anno hanno perso il 2.5 %.
Presto il parco auto cambierà radicalmente e con esso anche il nostro modo di fare rifornimento e di usare l’ auto. Aboliamo il motore a scoppio e installiamo energie rinnovabili!

Le Elettriche chiudono un anno importante con un +122.1 % e con una quota di mercato allo 0.5 % su base annua cominciano a farsi sentire.

E’ iniziata l’ invasione di Tesla davanti a Smart Fortwo e questa volta Hyundai Kona vince su Nissan Leaf, un po’ indietro la Renault ZOE. Il mercato elettrico nel 2020 parte fiducioso, sarà davvero interessante analizzare i dati nei prossimi mesi.
Basta con motori omologati Euro Schifo, vogliamo motori rispettosi della normativa Euro Sempre!
Dal grafico EcomobilityIdea si può notare come dicembre chiuda un anno importante per le elettriche, un cambio deciso rispetto agli anni scorsi.
Finalmente un positivo importante per le plug-in, +287.2 %, ma vedremo come nei prossimi mesi queste percentuali di incremento saranno la norma. Dal grafico EcomobilityIdea si può notare come dicembre chiuda bene un anno controverso per le plug-in.
Spesso le Plug-in sono più convenienti delle elettriche, pertanto vi consiglio la nostra esperienza con Hyundai Ioniq plug-in che dimostra ampiamente come viaggiare a costi bassissimi con un prezzo d’ acquisto più conveniente.

A dicembre 2019 Plug-in ed Elettriche registrano 1541 immatricolazioni “ricaricabili”, +184.4 %, buono, ma non troppo abbassato probabilmente dalle offerte di fine anno su auto e motori “vecchi”.
Il 2020 regalerà una nuova spinta a questo mercato che, a questo punto, non dovrebbe più fermarsi.
Grazie a EcomobiliyIdea, perché solo qui troverete i grafici dell’ andamento di Elettriche+plug-in
Nessun altra idrogeno per il 2019 e ancora non è chiaro il futuro dell’ idrogeno. Per autotrazione sembra che le elettriche ne possano fare a meno, oltre al fatto che esistono pochissimi distributori in Italia (3 funzionanti) ed Europa (circa 50). Si parla di questa tecnologia per il 2030, ma a quel punto l’ evoluzione elettrica sarà completata, quindi potrebbe essere utilizzato per navi, caldaie e tutto quello che ancora oggi va a petrolio, carbone e gas.

Scende di poco questo mese la media ponderata unrae sulle emissioni CO2 di auto all’ acquisto, ma rimane ancora superiore a quella del 2018. Fortunatamente ora è destinata a diminuire costantemente. 
Dati 2019-2018-2017: diesel in metastasi, in 2 anni dalle stelle alle stalle, benzina in crescita, ibride in crescita, GPL e metano in crescita, ibride plug-in ed elettriche pronte per un 2020 da record.

Andamento prezzi diesel e benzina Dicembre 2019


Comprare un’ auto oggi deve esser fatto con molta attenzione per non incappare in un’ auto vecchia, costosa e poco affidabile. Particolare attenzione va fatta sull’ andamento dei prezzi di diesel e benzina, diventa fondamentale per valutare l’ acquisto di una nuova auto.

Nell’ analisi non va dimenticato che
1. da gennaio 2020 entrano in vigore le nuove normative Euro 6d, pertanto controllate che vi vendano auto realmente nuove. I concessionari devono svuotare i magazzini ancora pieni di auto 2018 e 2019 !
2. Dal 2021 i costruttori che vendono le loro auto sul mercato Europeo potrebbero trovarsi a pagare multe molto salate. A partire da quella data infatti la media complessiva delle emissioni di CO2 prodotte dalla gamma di ciascun produttore di auto in UE dovrà essere minore o uguale a 95 grammi per chilometro. Qui trovi l’ approfondimento
3. Ai petrolieri fa comodo che il diesel venga abbandonato, perché molto più costoso da produrre e a parità di petrolio si produce più benzina che diesel.
4. Nel 2023 sembra probabile il pareggio di costo tra auto elettriche ed endotermiche
5. Tutte le case automobilistiche, persino Volkswagen, stanno investendo miliardi e miliardi sull’ elettrico. Perché abbandonare un sistema consolidato che da ancora ampi margini di guadagno, per andare su un sistema che ha molti meno margini anche sulle stesse manutenzioni ?

Negli ultimi 4 mesi il prezzo netto del diesel è tornato ad aumentare di più rispetto al prezzo netto della benzina e anche alla pompa si nota che la forbice tra i 2 prezzi si è ridotta.

Dati del Ministero dello Sviluppo Economico degli ultimi mesi
Differenza prezzo netto dicembre:  597,75-570,70 = 27,05 millesimi
Differenza prezzo netto novembre: 588,59-563,13 = 25,46 millesimi
Differenza prezzo netto ottobre:      589,03-564,05 = 24,98 millesimi
Differenza prezzo netto settembre: 588,67-565,94 = 22,73 millesimi
Differenza prezzo netto agosto:      580,99-562,15 = 18,84 millesimi
Differenza prezzo netto luglio:        597,59-578,60 = 18,99 millesimi
Differenza prezzo netto marzo:       608,19-548,72 = 59,47 millesimi

Volvo prevede di introdurre un’ auto a batterie ogni anno, in modo che nel 2025 le proprie vendite siano per il 50 % del totale composte da vetture a zero emissioni, mentre già nel 2020 punta ad arrivare al 20 % delle vendite complessive con le immatricolazioni plug-in.
Resta informato, vedi anche gli articoli precedenti.

Dicembre 2019: esperienza plug-in


Dicembre è tornato e con esso anche un po’ di freddo, pertanto ho dovuto valutare la strategia di ricarica della mia Hyundai Ioniq plug-in, dopo l’ esperienza dello scorso anno quando il freddo allungava leggermente il tempo di ricarica e l’ assorbimento delle batterie, oltre che il fotovoltaico è nel suo peggior mese dell’ anno.

Come accennato il mese scorso, per scaldare l’ abitacolo si attiva il motore benzina, allora tra dicembre a gennaio conviene valutare la modalità ibrida in modo da non sprecare il calore del motore solo per scaldare l’ abitacolo senza dimenticare che viaggiare in elettrico costa comunque meno di viaggiare a benzina (il limite si affievolisce solo tra il 20 dicembre e il 5 gennaio).

Con questi accorgimenti in realtà non si nota molto la differenza con dicembre 2018, cosa che in realtà dimostra che dicembre è il mese più conveniente per far andare l’ auto in modalità ibrida senza sottrarre troppa elettricità al fotovoltaico che alimenta il resto della casa.
A dicembre 2018 i consumi erano a 39,1 km/l, mentre a dicembre 2019 sono a 37,6 km/l, ma con 883 minuti in meno di ricarica e 9 litri di benzina in più e percorrendo 73 km in più. 

I consumi di benzina sono aumentati, ma viaggiare con questi consumi quando senti che dal 2021 aumenteranno le accise sui carburanti e il petrolio sta salendo ti fa capire di aver fatto la scelta giusta.
24.372 / 76.7 = 317,757 litri x 24 = 7.626 km percorsi in benzina
24.372 – 7.626 = 16.746 km percorsi in modalità EV

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A dicembre sono aumentate le ricariche notturne o con Sole debole e ricariche incomplete, cioè senza raggiungere il 100% di carica, bensì spesso fermate al 65 %.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
A dicembre il consumo è stato di 37,6 km con un litro di benzina pagata 1,524 euro al litro.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 14 mesi: 690,677 + 237 + 0 bollo = 927,677 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 24.372 km ?
2.500 euro ? 1950 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ?

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Quarto mese di Ioniq plug-in: il Sole si fa sentire


Dopo 4 mesi di Hyundai Ioniq plug-in oltre a mostrarvi i consumi, vi parlerò del Sole.
Dal 4 febbraio il Sole sorge alle 7:30, pertanto già dalle 8:00 di mattina il fotovoltaico comincia a dare il suo contributo, ma la cosa importante è che dalle 13:30 alle 14:15 l’ auto può stare in carica senza prelevare corrente dalla rete. Inoltre con le temperature che salgono è sempre più evidente come la batteria si carichi più velocemente e si scarichi più lentamente.
Un piccolo difetto però la Ioniq plug-in ce l’ ha e cioè che se ho lasciato l’ auto parcheggiata e al mattino la voglio caricare, se la batteria è scarica, per utilizzare la schermata “Pianificazione carica” devo premere sul tasto accensione, a quel punto il motore endotermico si accende, mentre il software, a mio avviso, dovrebbe aspettare qualche secondo se sto “pianificando la ricarica-auto”. E’ un difetto infinitamente piccolo, però si può migliorare.

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo. Nel mese di febbraio il consumo litri/100 km è tornato a 1.6,  ma è pronto a scendere.
Come scritto a inizio articolo, da notare l’ ora in cui sorge il Sole, ma anche l’ ora in cui tramonta, perché presto si potrà caricare anche di sera.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, per il momento non ho considerato il contributo del fotovoltaico dalle 7:00 alle 8:00 di mattina.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-Febbraio-2019.pngA febbraio il consumo è stato di 36,829 km con un litro di benzina pagata 1,419 euro al litro considerando però, che in questo caso, il serbatoio benzina è ancora lontano dalla riserva. E’ più di un mese che non vado al distributore!
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotSpesaFebbraio-2019Nel conteggio totale dei consumi il risultato è abbastanza in linea: 36,692 km con un litro di benzina pagata 1,480 euro al litro, un ottimo risultato che ora può solo che migliorare.
Fra 3 mesi si potrà intuire il consumo più generale dato che fin’ ora il freddo ha inciso maggiormente.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotaleFebbraio-2019Possiamo ora ipotizzare il consumo senza fotovoltaico, così da dare un’ idea ai non possessori di questo aiuto, su come cambiano le cose: 32,559 km con un litro. La differenza con o senza fotovoltaico si comincia a sentire già a febbraio.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-NoFotovolFebbraio-2019.pngPossiamo anche ipotizzare un assorbimento maggiore (2,2 kWh al posto di 1,7), un’ apporto da fotovoltaico di 2 terzi rispetto a quello rilevato e un costo per fascia oraria di 0,31 per la F1 e 0,29 per F23. Il risultato è comunque soddisfacente: 29,813 km con un litro.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-Fotovolt2terziAssorb22F1031F23029Febbraio-2019Un aspetto sempre da considerare è il bollo auto che andrebbe diviso nei 12 mesi come costo aggiuntivo al costo al km. Se un bollo medio è di 150 euro l’ anno, si potrebbero acquistare 100 litri di carburante con i quali fare quasi 2000 km, quindi non è così indifferente. Nel caso delle plug-in il bollo non si paga per 3 anni. Poi andrebbero aggiunti anche i costi di manutenzione, ma per il momento vediamo cosa cambia con 50 euro (150/12 per 4 mesi) in più.
Come si vede nelle tabelle, il bollo incide molto sul costo chilometrico, si passa da 36,692 km con un litro a 31,456.
Risultato Totale (nov+dic+gen+feb) con Fascia1 a 0.25, Fascia23 a 0.23, Assorbimento a 1.7 +50euro di bollo
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-BolloTotaleFeb-2019Risultato Totale (nov+dic+gen+feb) con Fascia1 a 0.31, Fascia23 a 0.29, Assorbimento a 2.2, Fotovoltaico 2/3 +50euro di bollo: 25,062 km/l é comunque un risultato irraggiungibile da molte auto.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-BolloTotaleF123AssFotovolFeb-2019Per percorsi inferiori ai 70 km non si è più dipendenti dal prezzo del petrolio, ma il suo prezzo potrebbe essere deciso dai miei consumi, dai nostri consumi.

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

 

Terzo mese di Ioniq plug-in: difetti? Trascurabili


Sono trascorsi 3 mesi da quando ho acquistato Hyundai Ioniq plug-in ed anche questo mese voglio parlarvi di lei.
Questa volta vi darò solo alcuni dati riguardo ai consumi, per il resto delle analisi vi rimando agli articoli precedenti.
Unica nota aggiuntiva è che posso dirvi che con il termostato impostato a 18 gradi, la temperatura esce tiepida, mentre a 17.5 la sensazione è quella di aria leggermente fredda. Questo per dire che per risparmiare sul carburante potete mantenere i 18 gradi e la Ioniq regolerà al meglio l’ utilizzo del motore endotermico.

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo. Nel mese di gennaio il consumo litri/100km purtroppo è salito a 1.7 rispetto all’ 1.6 raggiunto nel mese scorso, ma è pronto a scendere.
Da notare l’ ora in cui sorge il sole che a breve consentirà di risparmiare caricando anche di mattina; inoltre ho aggiunto la colonna dell’ orario del tramonto per cominciare a tener sotto controllo anche questo dato.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-Gennaio-2019A gennaio il consumo è stato di 33,401 km con un litro di benzina pagata 1,417 euro al litro
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotSpesaGennaio-2019
Nel conteggio totale dei consumi invece il risultato è leggermente migliore: 36,675 km con un litro di benzina pagata 1,502 euro al litro, un ottimo risultato considerando che siamo nel periodo peggiore sia per il freddo che per la resa del fotovoltaico.
Pertanto da questi 3 mesi si può capire il consumo più alto che si può avere con una Ioniq plug-in.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotaleGennaio-2019
Come detto per i dati approfonditi consultate gli articoli precedenti, mentre volevo concentrare l’ attenzione su quei difetti ritenuti critici da molti.

1. La visibilità del lunotto posteriore, diviso in 2 dallo spoiler e l’ assenza del tergicristallo.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-inVisibRetr
In realtà il vetro diviso in 2 non compromette una visibilità buona, perché sarà sempre visibile un’ auto in corsa dietro di noi o un pedone, mentre facciamo manovra in parcheggio.
Anche l’ assenza del tergicristallo non è un problema, l’ aerodinamica fa si che le gocce di pioggia scivolino in fretta e finito di piovere si asciugano velocemente, poi c’è ovviamente il classico “tasto-lunotto-posteriore” che disappanna e asciuga il vetro.  L’ unica circostanza critica è quando piove poco e piove sporco mentre l’ auto è ferma; in questo caso sarà sufficiente pulire il vetro una volta al mese, anche se, il fatto che “piove sporco”, è dovuto maggiormente all’ inquinamento che sarebbe molto meno se tutti avessero una Ioniq plug-in.

2. Freno di stazionamento “a pedale”
EcomobilityIdea-IoniqPlug-PedaleStaz.jpgUn’ altra nota critica rivolta alla Ioniq è che il freno “a mano”, il classico freno di stazionamento in realtà è “a pedale”.
Premesso che non l’ ho usato più di 2 volte, perché con l’ opzione P (Parcheggio) in pratica l’ auto non necessità del freno “a mano” tirato, in ogni caso non vedo dove stia il problema. Qualcuno potrebbe dire che in caso l’ auto sia parcheggiata in discesa o in salita, se non ci si ricordi di premere il pedale, e si stia per scendere, nel caso di un recupero repentino, con il classico freno “a mano” sarebbe più facile; vero, ma vero anche che l’ auto non la puoi spegnere se il cambio non è posizionato in “P”, che sarebbe simile a mettere una vecchia auto in prima marcia, quindi l’ auto non la lasciamo sicuramente in “folle” in una discesa o salita e come ci ricordiamo di tirare il freno a mano, dovremmo ricordarci di attivare il freno a pedale. Per ripartire, il freno a pedale si disattiva ripremendolo, quindi niente di complicato.

Se i difetti sono questi e si vuole rinunciare a dei consumi irraggiungibili da altre auto, direi che non valgono assolutamente questo svantaggio. 

Mercato auto gennaio 2019: gelo artico sui motori, partenza disastrosa per diesel e metano


EcomobilityIdeaUnrae-Gennaio2019EcomobilityIdeaUnrae_Gennaio2018Il mercato auto 2019 si apre in modo eclatante, pesantissimo negativo per il diesel e, dopo 20 anni, clamoroso sorpasso delle benzina proprio sul diesel. Tanto clamoroso che nemmeno gli addetti unrae hanno provveduto a mettere Benzina in cima alla tabella dati. Quota di mercato diesel 41.1%, è il peggior risultato di sempre. Nel complesso il mercato è in leggera contrazione (-7.9%) per il fatto che a marzo arrivano gli incentivi statali. 

Dai dati unrae vediamo il discreto +17.8% delle ibride dove però stona il -8.7% delle plug-in, altrimenti il positivo sarebbe del 19.0 %Il sorpasso delle ibride sulle GPL sembra probabile per giugno, per ora la quota di mercato delle ibride è del 5.1% (compresa di plug-in)
Toyota nella top-ten delle ibride perde il quarto posto e anche il quinto con l’ Auris in via di sostituzione e solo la Yaris supera gennaio 2018, segno che la concorrenza ha fatto passi in avanti, mentre Toyota è rimasta con la sua vecchia tecnologia del 1997. Toyota presto potrebbe perdere anche il terzo posto, vedremo se a quel punto darà la “scossa” alla sua gamma motori.
Non deve trarre in inganno il +2161.5% delle ibride diesel+elettrica perché giovano ancora della vecchia percezione sulla bontà del diesel che in Italia dura da 30 anni. In realtà si tratta di mild-ibride, una tecnologia nata per morire subito.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideGennaio2019Dal grafico EcomobilityIdea si vede come la partenza 2019 delle ibride sia buona.
EcomobilityIdea-graf-IbrideGennaio2019Buona la partenza per le GPL +8.7% non si vedeva da mesi, come non si vedeva da mesi una quota di mercato al 7.3%. Chi non vuole aspettare gli incentivi o non vuole un’ ibrida, una plug-in o un’ elettrica al momento ha scelto il GPL.

Sempre più disastroso il mercato per
 
il metano che con un -46.1% continua a perdere consenso. A gennaio 2018 partiva con un leggerissimo positivo, quindi siamo di fronte ad una crisi che entro la fine dell’ anno potrebbe portare alla fine per questa alimentazione. Eni e Snam devono rivedere i loro piani, perché così, invece di aumentare le stazioni a metano, presto chiuderanno. La quota di mercato è appena dell’ 1.0%!

GPL e metano rallentano e tornano ad una quota di mercato all’ 8.3%, quota tenuta in piedi solo dal GPL.

Diesel al quinto negativo consecutivo, -31.3% è il secondo peggior negativo di sempre, quota di mercato sgretolata, solo 41.1%!
Non bastano più le pubblicità “diesel al prezzo del benzina”, perché ormai è uguale anche il prezzo del carburante e la convenienza non c’è più! 
La differenza tra i 2 carburanti è in molte città di soli 3 centesimi (30 millesimi) e la forbice del prezzo netto tra diesel e benzina continua ad allargarsi.
Dati del Ministero dello Sviluppo Economico delle ultime settimane
EcomobilityIdea-DiffBenzGasol-WeeksGen2019
A ottobre 2017 il prezzo netto tra benzina e diesel era pressoché identico!
Ultimamente, ogni settimana il diesel aumenta di circa 0.7 millesimi in più rispetto al benzina, da 64.18 a 66.89 nelle ultime 4 settimane, o se preferite, 3 millesimi ogni mese, pertanto di questo passo, a settembre anche alla pompa il diesel avrà superato la benzina nonostante le accise maggiori su quest’ ultima.
EcomobilityIdea-DiffBenzGasol-MesiGen2019E’ tutto scritto, per gennaio 2020 il diesel dev’ essere disincentivato in ogni modo perché non ce n’è per tutti.

Gran partenza per le solo-benzina, +27.8% che sancisce il sorpasso delle benzina sulle diesel. Sinceramente non me l’ aspettavo così presto, avrei scommesso questo sorpasso per aprile, bene per i NOX, male per le emissioni di CO2, speriamo nei prossimi mesi aumenti la coscienza sul clima, sull’ Ambiente e sulle nuove alimentazioni. Quota di mercato al 45.1% già a gennaio è clamorosa.
Speriamo gli scienziati riescano a trovare il modo di convertire la CO2 in qualcosa di utile!

Contratte le Elettriche, +9.3%, inevitabile con l’avvicinarsi di marzo e degli incentivi statali.
Invariate le prime 3 elettriche più vendute in Italia, ma con numeri più distribuiti il che potrebbe essere il segno di una positiva concorrenza.
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheGennaio2019Dal grafico EcomobilityIdea si vede come le elettriche siano partite con il piede giusto, ma dovranno dimostrare il loro vero potenziale nei prossimi mesi.
EcomobilityIdea-graf-ElettricheGennaio2019Contratte anche le Plug-in, -8.7%, non tanto perché la tecnologia non sia valida o costosa, ma frutto dell’ annuncio degli incentivi.
Per capire cosa vuol dire un’ auto plug-in vi invito ad analizzare la mia esperienza.
EcomobilityIdea-graf-Plug-inGennaio2019A gennaio 2019 Plug-in ed Elettriche registrano 566 immatricolazioni “ricaricabili”, -3.41%, primo negativo dopo anni, ma comunque contenuto e frutto appunto degli incentivi in arrivo. Interessante è il numero quasi identico tra le 2 alimentazioni, solo 2 in più per le plug-in.
Come si vede dal grafico EcomobilityIdea, elettriche e plug-in partono quasi come nel 2018, ma ci stupiranno da marzo in poi.
EcomobilityIdea-graf-ElettrichePlug-inGennaio2019.pngAumenta e non poco la media ponderata unrae sulle emissioni CO2 di auto all’ acquisto, anche se è relativo, conta molto di più quanti km si percorrono con auto inquinanti, rispetto a quelli sulla carta. Se una volta si compravano auto diesel per fare molti km, ora si comprano più utilitarie per fare meno km. 
EcomobilityIdea-UnraeCO2-Gennaio2019Dati 2019-2018-2017: diesel disastroso, un anno fa era all’ apice, ora è vicino ad un rapido declino, benzina torna protagonista, ibride in perenne crescita, GPL in leggera crescita, metano catastrofico, ibride plug-in ed elettriche in attesa degli incentivi.
EcomobilityIdeaUnrae-Gennaio2019EcomobilityIdeaUnrae_Gennaio2018EcomobilityIdeaUnrae_Gennaio2017

Mercato auto dicembre 2018: apocalisse sui motori, per diesel e metano è il giorno del giudizio


EcomobilityIdeaUnrae-Dicembre2018EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2017Il mercato auto di dicembre 2018 chiude un anno di cambiamenti, diesel e metano in forte calo ed elettriche alla “riscossa”. Nel complesso il 2018 si è concluso con un -3.3% rispetto al 2017, quindi nei volumi non è cambiato di molto, mentre a cambiare è la ripartizione nelle varie alimentazioni. 

Dai dati unrae vediamo il lieve +13.6% delle ibride dove però pesa il -29.4% delle plug-in, probabilmente dovuto all’ imminente arrivo degli incentivi statali. Il sorpasso delle ibride sulle GPL è atteso per il 2019, per ora la quota di mercato su base annua è del 4.5% (compresa di plug-in). Nel totale, le ibride nel 2018 sono crescite del 30%. 
Toyota mantiene il monopolio delle ibride, peccato non abbia migliorato la propria gamma con modelli plug-in (a parte la Prius) ed elettrici per l’ Europa. Se pensiamo che la Yaris ibrida fino al 2012 non esisteva ed ora è l’ ibrida più venduta con ampio distacco sulla seconda, forse una nuova plug-in potrebbe dare un’ altro impulso al mercato. Se pensiamo alla prima Prius ibrida del 1997 ed evoluzioni 2004, 2009, 2012 sono comunque 21 anni che c’è questa tecnologia, comincia ad essere vecchia e non apprezzata come potrebbe essere l’ ibrido plug-in.
Incredibile +2583.3% delle ibride diesel+elettrica che danno nuova linfa al motore diesel. In realtà si tratta di mild-ibride, quindi un imbroglio per guadagnare tempo, questa tecnologia avrebbe avuto senso 2 anni fa se fosse stato un’ ibrido serio, mentre così sarà certamente un flop; probabilmente nei prossimi 2 anni avrà una crescita notevole, ma non sostituirà certo il parco auto diesel.
Piccola parentesi: FCA ha annunciato che a maggio uscirà la 500 plug-in, staremo a vedere.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideDicembre2018.pngDal grafico EcomobilityIdea si vede come a dicembre 2018 le ibride abbiano perso un po’ di spinta, ma un +30% su base annua è pur sempre un ottimo risultato.
EcomobilityIdea-graf-IbrideDicembre2018.pngAncora in calo le GPL a dicembre, -4.3%, per chiudere il 2018 con -3.5% rispetto al 2017, ma mantenendo la quota di mercato annua al 6.5%. Difficile prevedere un incremento, visto l’ arrivo degli incentivi su elettriche e plug-in.

Sempre più complicato il mercato per
 
il metano che con un -49.9% chiude l’ anno con gli ultimi 4 mesi più disastrosi della sua storia. A salvare il metano sono stati i primi 7 mesi dell’ anno pertanto alla fine registra un +14.3% rispetto all’ anno precedente. La quota di mercato su base annua per il metano si ferma all’ 1.9%.
Il metano inteso come auto che escono già predisposte dalla casa madre per questa alimentazione, esiste dal 1995/1996,
se l’ Italia è il paese con più immatricolazioni a metano e dopo 22 anni non ha raggiunto il milione di auto,
con tutto il metano possibile immaginabile si sostituirebbe al massimo il 9% del parco auto Europeo,
inquina poco meno di diesel e benzina e non su tutti gli inquinanti,
le stazioni di rifornimento sono davvero poche,
perché continuare con questa alimentazione?
GPL e metano, dopo un discreto recupero nel corso del 2018 perdono quasi tutto e tornano all’ 8.4% di quota di mercato annuale.

Diesel al quarto negativo consecutivo, -19.0% e solo 46.4% di quota di mercato mensile. Su base annua il diesel registra un -12.3% rispetto al 2017 che sembra contenuto perché frutto solo degli ultimi 4 mesi. Quota annuale al 51.5% a fronte di un 56.7% del 2017.
A inizio anno si pensava che il 2018 fosse l’ anno del pareggio tra diesel e benzina nel totale del parco auto italiano con il diesel che dopo decenni raggiungeva le benzina e invece si è rivelato l’ anno dell’ inizio del declino del diesel.
Ora diesel al prezzo del benzina, non solo per il prezzo dell’ auto, ma ormai anche per il prezzo del carburante e la convenienza non c’è più! 
La differenza tra i 2 carburanti è in molte città di soli 3,5 centesimi (35 millesimi) ed infatti voglio analizzare questi dati emblematici sull’ andamento del prezzo netto del diesel. Se il prezzo varia in funzione del greggio, quale miglior confronto se non quello con il variare del prezzo della benzina?
Dati mise dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico
EcomobilityIdea-DiffBenzGasol-Anni2018.pngSe negli anni passati già c’ era una tendenza ad un diesel con un prezzo netto maggiore della benzina probabilmente speculando sul fatto di avere accise più basse, ora si sta riproponendo l’ ascesa del diesel rispetto alla benzina in modo sempre più marcato da settembre 2018, cioè proprio con l’ entrata in vigore delle nuove normative di omologazione auto.
ecomobilityidea-diffbenzgasol-mesi2018Come si vede il divario tra diesel e benzina sul prezzo netto è sempre più ampio a sfavore del diesel, ma vediamo le differenze con il prezzo attuale:
da agosto 2017
benz +7.48 diesel +79.37,  il diesel è aumentato 71.89 millesimi in più
da marzo 2018
benz -31.45 diesel +22.59, il diesel è aumentato 54.04 millesimi in più
ad agosto 2017 la differenza tra benzina e diesel
era di +9.04 millesimi
a marzo 2018 la differenza tra benzina e diesel
era di –8.36 millesimi
a dicembre 2018 la differenza tra benzina e diesel
è di -63.08 millesimi
Questo dimostra che quanto detto nel precedente articolo c’è una reale difficoltà a produrre il diesel con l’ attuale petrolio poco raffinato o forse il fatto che inquina ne fa aumentare il prezzo quanto il disprezzo.

Alla fine, purtroppo, vincono le solo-benzina, +40.4% non si vedeva da decenni. Invece di andare verso ibride plug-in o elettriche andiamo sulla strada apparentemente più semplice, nemmeno le GPL ci convincono più. Al momento ancora contenuto il risultato annuale, +7.9% e quota di mercato al 35.3%, speriamo non aumenti nel 2019! Un’ auto benzina può avere senso se costa meno di 12.000 euro per meno di 12.000 km all’ anno, altrimenti sono soldi buttati.
Speriamo gli scienziati riescano a trovare il modo di convertire la CO2 in qualcosa di utile!

Ultimo show per le Elettriche, +92.9% a dicembre, nonostante l’ annuncio degli incentivi statali. Nel 2018 le elettriche si sono affermate con un +148.5% e oltre 5.000 immatricolazioni, interessante sarà vedere se il 2019 continuerà su questa strada, perché a quel punto i numeri comincerebbero a farsi interessanti. Il 2018 finisce in bellezza con la quota di mercato su base annua allo 0.3%.
Le 3 elettriche che trascinano il mercato sono sempre Nissan Leaf, Renault ZOE, Smart ForTwo, bene Tesla, Bmw i3 e Volkswagen Golf.
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheDicembre2018Dal grafico EcomobilityIdea si vede che le elettriche sono ormai parte delle nostre strade.
EcomobilityIdea-graf-ElettricheDicembre2018Passo falso delle Plug-in, -29.4% frutto forse dell’ annuncio degli incentivi, vedremo nei prossimi mesi cosa ci dirà il mercato.
Per capire cosa vuol dire un’ auto plug-in vi invito ad analizzare la mia esperienza.
EcomobilityIdea-graf-Plug-inDicembre2018A dicembre 2018 Plug-in ed Elettriche registrano 541 immatricolazioni “ricaricabili”, +42.0% ed ancora con le elettriche a trascinare le Plug-in. Come si vede dal grafico EcomobilityIdea, messe assieme, elettriche e plug-in sono un’ alimentazione da tenere d’ occhio.
EcomobilityIdea-graf-ElettrichePlug-inDicembre2018Dedichiamo tutto un paragrafo alla prima immatricolazione ad idrogeno, la Toyota Mirai, probabilmente immatricolata dalla filiale italiana della casa giapponese.
EcomobilityIdeaUnrae-IdrogenoDicembre2018Aumenta e non poco la media ponderata unrae sulle emissioni CO2 di auto all’ acquisto, anche se poi vale molto di più quanti km si percorrono con auto inquinanti, rispetto a quelli sulla carta. 
EcomobilityIdea-UnraeCO2-Dicembre2018Dati 2018-2017-2016: diesel disastroso, 2 anni fa era all’ apice, ora è all’ inzio del declino, ibride in crescita, GPL in leggero calo, metano nettamente in crisi, ibride plug-in ed elettriche pronte a dare la scossa giusta al mercato auto.
EcomobilityIdeaUnrae-Dicembre2018EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2017EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2016

Secondo mese di Ioniq plug-in


EcomobilityIdea-IoniqPlugin-Crono20181228Dopo 2 mesi e 3889 km di Hyundai Ioniq plug-in posso dire che è la miglior auto che abbia mai avuto.
I dati di consumo sono incoraggianti da qualsiasi punto di vista si voglia analizzarli.
A differenza di quanto ho scritto nel precedente articolo (https://ecomobilityidea.wordpress.com/2018/12/02/primo-mese-di-ioniq-plug-in/) l’ auto, se carica, viaggia in elettrico a qualsiasi velocità, anche sopra i 100 km/h, probabilmente si scaricherà più velocemente anche se poi recupererà l’ energia rallentando o in frenata. E’ davvero bellissimo, ma soprattutto intelligente, recuperare l’ energia in frenata, perché non l’ hanno inventato prima? Con la mia vecchia auto a combustione ho sempre odiato la frenata, perché sapevo di buttare energia, ora ho cambiato il mio stile di guida.
In questi 2 mesi ho percorso 3889 km, di cui 1612 a dicembre.
Il percorso medio casa-lavoro prevede 5 km di exta-urbano e 8 in urbano ripetuto 4 volte al giorno con una “pausa-ricarica” tra i 40 e 45 minuti.
Il percorso medio nei week-end è circa di 15 km in extra-urbano e 35 km su percorso urbano sia sabato che domenica.
Con il freddo, il riscaldamento dell’ auto è un compito lasciato al motore benzina, ma si può consumare poco sapendo il percorso da fare, mantenendo comunque la ventilazione accesa per evitare l’ appannamento dei vetri. Teniamo presente che in auto, per brevi percorsi, ci saliamo ben vestiti, pertanto:

per circa 15 km basta impostare il termostato a 16.5 gradi, il motore una volta caldo si spegnerà e la ventola continuerà a far girare l’ aria. Se la temperatura del termostato è superiore ai 19 gradi rimarrà acceso più a lungo, ma se all’ esterno ci sono pochi gradi anche con 16.5 ci sembrerà di stare bene. Inoltre, nel caso di un’ ibrida plug-in, il motore caricherà anche la batteria, quindi l’ energia non è del tutto fine al riscaldamento.

per percorsi di 20/25 km possiamo impostare il termostato tra 18 o 20 gradi, ideale sarebbe 18.5 gradi e i consumi sarebbero comunque molto ridotti.

per percorsi inferiori a 10 km o 10 minuti di tempo forse non ha senso accendere il riscaldamento, perché non faremo nemmeno in tempo a percepire il calore del motore, pertanto sarebbe carburante sprecato con conseguente inquinamento evitabile.

A tutto questo, con una normale auto a combustione, non ci pensiamo, perché il motore è sempre acceso e ben caldo, con molto calore da disperdere.
EcomobilityIdea-IoniqPlugin-Term
Con questa premessa sarà più significativo capire, che nonostante il freddo, il consumo medio di carburante è davvero esiguo: 1,6 litri per 100 km dopo 3889 km.
EcomobilityIdea-IoniqPlugin-Consumi20181227In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo. Questo mese di dicembre mi sono divertito a fare dei rifornimenti settimanali anche di soli 5 euro, dato che il prezzo alla pompa stava scendendo.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-Dicembre-2018A dicembre il consumo è stato di 39,096 km con un litro di benzina pagata 1,473 euro al litro
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotSpesaDicembre-2018
Nel conteggio totale dei consumi invece il risultato è leggermente più basso perché pesano ancora i 405 km di autostrada del mese scorso: 38,272 km con un litro di benzina pagata 1,544 euro al litro, un ottimo risultato considerando che siamo nel periodo peggiore sia per il freddo che per la resa del fotovoltaico.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotaleDicembre-2018Possiamo ora ipotizzare il consumo senza fotovoltaico, così da dare un’ idea ai non possessori di questo aiuto, su come cambiano le cose, ricordando che è dicembre quindi l’ aiuto sarebbe comunque il più basso dell’ anno: 35,641 km con un litro.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-NoFotovolDicembre-2018Possiamo anche ipotizzare un assorbimento maggiore (2,2 kWh al posto di 1,7), un’ apporto da fotovoltaico dimezzato e un costo per fascia oraria di 0,28 per la F1 e 0,26 per F23. Il risultato è comunque soddisfacente: 30,484 km con un litro.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-FotovoltMezzoAssorb22F1028F23026Dicembre-2018Allo stesso tempo andrebbe considerato anche che la ricarica notturna non è detto che finisca esattamente come programmato, se l’ auto la troviamo al mattino 100% carica in base all’ orario preimpostato, potrebbe essersi caricata prima del previsto.

Un aspetto sempre da considerare è il bollo auto che andrebbe diviso nei 12 mesi come costo aggiuntivo al costo al km. Se un bollo medio è di 150 euro l’ anno, si potrebbero acquistare 100 litri di carburante con i quali fare quasi 2000 km, quindi non è così indifferente. Nel caso delle plug-in il bollo non si paga per 3 anni. Poi andrebbero aggiunti anche i costi di manutenzione, ma per il momento vediamo cosa cambia con 25 euro (150/12 per 2 mesi) in più.
Come si vede nelle tabelle, il bollo incide molto sul costo chilometrico, si passa da 38,262 km con un litro a 33,012.
Risultato Totale (nov+dic) con Fascia1 a 0.25, Fascia23 a 0.23, Assorbimento a 1.7 +25euro di bollo
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-BolloTotaleDic-2018Risultato Totale (nov+dic) con Fascia1 a 0.28, Fascia23 a 0.26, Assorbimento a 2.2, Fotovoltaico dimezzato +25euro di bollo
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-BolloTotaleF123AssFotovolDic-2018Come detto, per percorsi inferiori ai 70 km non si è più dipendenti dal prezzo del petrolio, ma il suo prezzo potrebbe essere deciso dai miei consumi, dai nostri consumi.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-RiassSpesaDicembre-2018
Per rispondere a chi dice che “una plug-in non è ne carne ne pesce, o prendi un’ ibrida o prendi un’ elettrica”, dico che in realtà è la miglior soluzione, non hai l’ ansia da autonomianon sei dipendente ne dal prezzo del petrolio, ne dal prezzo dell’ energia alle colonnine, dato che per ora ho sempre caricato a casa; se ci aggiungiamo il fotovoltaico non sono nemmeno dipendente dal prezzo dell’ energia. Inoltre dovendo caricare al massimo per 3 ore, posso gestirmi anche con soli 3,3kW di potenza, oltre al fatto che sono sufficienti per tenere la lavatrice accesa mentre ricarico l’ auto. Con un pacco batteria di un’ elettrica si possono fare 4 plug-in che non è la stessa cosa che dice Toyota cioè che con un’ elettrica si possono fare 25 ibride, perché il vantaggio di un’ ibrida è molto minore di una plug-in e al distributore si rifornisce sempre di benzina. E’ vero che c’è doppia tecnologia, ma dura più del doppio, perché usata intelligentemente e il peso del pacco batterie è di un quarto rispetto ad una normale elettrica e se devo cambiarlo è appunto un quarto. Lo so, Elon Musk non sarebbe contento, ma capirebbe.

Mercato auto aprile 2018: vendite in crescita e cala il diesel, ibride +53%, elettriche +96%, metano +107%


EcomobilityIdeaUnrae-Aprile2018EcomobilityIdeaUnrae_Aprile2017Il mercato auto di aprile 2018 mostra una sostanziale crescita rispetto allo stesso mese del 2017 e mostra un diesel alle corde, cala ancora, -3.7%, mentre crescono tutte le altre alimentazioni, ibride +53%, elettriche +96%, metano +107%.

Le ibride continuano a crescere, +54.2% che abbinato al +16.3% delle ibride plug-in fa +53% totale. Quota di mercato ibride 2018 al 3.8%, +1% su base annua.
Toyota rilancia e raddoppia: incentivi per chi cambia una vecchia auto, non più solo se diesel e quasi raddoppia le vendite rispetto ad aprile 2017.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideAprile2018Grafico green-start: ad aprile 2018 ibride inarrestabili: solitamente c’ era un calo significativo ad aprile sia rispetto a marzo che anche agli altri mesi di inizio anno, invece quest’ anno rimane sui numeri di marzo e gennaio. Se maggio si riconferma tra i migliori mesi dell’ anno per le ibride, ne vedremo delle belle.
EcomobilityIdea-greenStart-IbrideAprile2018Dopo 3 mesi in negativo, risorge il GPL, +9.8%, quota di mercato 2018 al 6.0%.
Il metano raddoppia e segna un +107%, sembra ormai passata la crisi nera del 2017 che dava il metano vicino all’ estinzione. Merito di Volkswagen che ha capito che in Italia chi non vuole più il diesel e non vuole spendere troppo potrebbe optare su un’ auto a metano.

GPL e metano nel complesso risalgono dopo mesi in negativo, ora detengono l’ 8.2% di quota di mercato, ancora lontani dai tempi migliori.

Le Immatricolazioni Diesel  lasciano per strada un 3.7 % rispetto ad aprile 2017. Un mercato italiano che da inizio anno è in linea con i volumi del 2017, +0.3% mostra un diesel che lentamente perde un 2.7%, ma al contempo le altre alimentazioni fanno numeri da record. Attenzione perché -2.7% significa che tutte le case automobilistiche perdono numeri importanti sul diesel, soprattutto per chi vende più diesel di altri,  ecco perché F.C.A. ha annunciato che nel 2022 non produrrà più diesel, perché deve già cominciare a convertire gli stabilimenti dedicati ai motori diesel con ciclo produttivo per altre alimentazioni, altrimenti significherebbe chiusura degli stabilimenti e perdite ingenti. 

Dopo anni in sordina, le solo-Benzina guadagnano un +16.2% rispetto allo stesso mese dell’ anno precedente riportandosi al 33.2% di quota di mercato. Questo è un segnale forte e importantissimo, perché significa un aumento delle emissioni di CO2, quindi diventa importante disincentivare il diesel, ma ancor più incentivare le altre alimentazioni e abolire le solo-benzina. Ricordiamo che la CO2 è il responsabile maggiore per il surriscaldamento globale del pianeta, ma i NOX (polveri sottili), prodotte dai diesel, sono nocive e mortali nell’ immediato.

Sotto la spinta della FormulaE, le Elettriche cambiano marcia e sfrecciano con un +96% e per la prima volta di sempre si sbloccano dai bassi numeri di aprile e mantengono lo 0.2% di quota di mercato. La quota di mercato è ancora molto bassa, però in moltissimi ormai abbiamo già visto almeno una volta un’ auto elettrica in carica. Se fossero equamente distribuite, ad oggi, ci sarebbero più di 100 elettriche per ogni provincia d’ Italia e quasi 2 per ogni Comune. E potrebbero essere molte di più se le colonnine fossero efficienti, perché il problema non è più la mancanza di colonnine di ricarica, ma il loro funzionamento. Pensate che, in Italia, per ogni colonnina esistente corrispondono 2 auto elettriche (anche se dovrebbero essere equamente distribuite sul territorio), ma spesso non sono funzionanti e il servizio che se ne occupa impiega ore a risolvere il problema. E qui cascano le nuove tariffe di Enel-X: 0.45€ al kWh per ricariche normali e 0.50 al kWh per ricarica fast. Tutti d’ accordo che non si può avere la ricarica gratis e che non è compito di Enel-X rendere appetibile l’ auto elettrica e va bene che ci sono costi di gestione e manutenzioni varie, ma allora non deve esistere che trovo una e una sola colonnina guasta. Per evitare questo i dipendenti e amministratori vari di Enel-X dovrebbero avere l’ auto elettrica e andare a ricaricarsi in tutte le loro stazioni per rendersi conto di cosa vuol dire efficienza. Sulle tariffe proposte si possono fare varie considerazioni, come per esempio che anche benzina e diesel non sono gratis, con l’ auto elettrica almeno potresti sfruttare la tariffa domestica o ancor meglio un impianto fotovoltaico, vantaggi che benzina e diesel non potranno mai darti.

Sui numeri, Smart-ForTwo è irraggiungibile, a tenere il passo c’è l’ efficiente Renault ZOE, staccate le altre a cominciare dalla Tesla Model S e stranamente, ad aprile, molto bassi i numeri della Nissan Leaf .
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheAprile2018Dal grafico green- start si vede il solito triangolo febbraio-marzo-aprile, ma si vede anche che i numeri di aprile per la prima vola di sempre sono il doppio dell’ aprile dell’ anno precedente. Vedremo se questo entusiasmo sarà frenato dalle nuove tariffe di ricarica o se l’ aumentare delle colonnine favorirà un maggio elettrizzante.
EcomobilityIdea-greenStart-ElettricheAprile2018Questo mese Elettriche molto avanti rispetto alle plug-in, insieme registrano 429 immatricolazioni “ricaricabili”, un po’ poche ma sono circa 4 auto ricaricabili in più per ogni provincia d’ Italia.

Dati 2017-2016: diesel peggior quota di mercato degli ultimi 5 anni, ibride avanzano continuamente, GPL+metano costanti, elettriche e ibride plug-in sono intorno a noi.
EcomobilityIdeaUnrae_Aprile2017EcomobilityIdeaUnrae-Aprile2016

Mercato auto marzo 2018: diesel -9%, elettriche da record, è +81.7%, ibride plug-in +107.5%


EcomobilityIdeaUnrae-Marzo2018EcomobilityIdeaUnrae_Marzo2017Il mercato auto di marzo 2018 è emblematico per la mobilità del futuro, diesel a -9%, elettriche al record di immatricolazioni mensili ed ibride plug-in a +107.5%.

Le ibride continuano a crescere, +26.1% che abbinato al +107.5% delle ibride plug-in fa +28.5% totale. Quota di mercato ibride stabile al 3.7% (+1% su base annua), se continua così entro un anno supereranno le GPL.
Toyota fa numeri da capogiro e gli altri stanno a guardare.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideMarzo2018Grafico green-start: a marzo 2018 riprende la marcia delle ibride, del resto in positivo da oltre 100 mesi consecutivi. 
EcomobilityIdea-greenStart-IbrideMarzo2018GPL da 3 mesi in costante flessione, -10.2%, quota di mercato solo al 5.9%.
Di contro il metano segna un +27.9%, ma del resto dopo mesi in negativo e cifre molto basse o toccava lo zero o dava dei segnali. Il segnale arriva da Volkswagen che questo marzo detiene quasi il 50% delle immatricolazioni a metano.

GPL e metano nel complesso sono in netta crisi, insieme hanno solo l’ 8% di quota di mercato, molto indietro rispetto a qualche hanno fa quando avevano quasi il 15%.

Le Immatricolazioni Diesel crollano a -9 % rispetto a marzo 2017. Un mercato che nel complesso questo mese è in negativo del -5.7% potrebbe alleggerire questo dato, in realtà lo accentua perché, avendo il diesel ancora una quota di mercato al 55.3%, nei volumi il dato evidenzia una crisi importante. Nel resto d’ Europa il diesel ha perso oltre il 15% di quota di mercato negli ultimi 5 anni, mentre in Italia solo il 4.2% ed è l’ unica ad avere ancora il diesel sopra al 50%. Vedremo comunque se questo comporterà un aumento del prezzo del diesel alla pompa.

Le solo-Benzina ancora in negativo, -3.9% rispetto a marzo 2017 e perde lo 0.6% di quota di mercato, ma alla fine è sempre intorno al 30%. Non capisco perché non vietare la vendita di auto solo-benzinaci sono ibride, ibride plug-in, GPL, metano ed elettriche, perché permettere motorizzazioni solo-benzina?!

Come previsto nell’ articolo di febbraio, Elettriche da record per il numero di immatricolazioni, 416 grazie alla realtà Smart e alla nuova Nissan Leaf. Marzo è sempre un buon mese per le elettriche, ma per la prima volta hanno superato quota 400 e soprattutto la quota di mercato ora è dello 0.2%. Aprile però potrebbe segnare una percentuale eclatante e dare definitivamente la spinta giusta alla nuova mobilità.
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheMarzo2018Dal grafico green- start si vede che le elettriche non sono più mosche “verdi” e curioso sarà il dato di aprile che negli anni ha sempre frenato l’ entusiasmo elettrico.
EcomobilityIdea-greenStart-ElettricheMarzo2018Sempre simili i numeri tra Elettriche e plug-in che insieme registrano 777 immatricolazioni “ricaricabili” e detengono lo 0.4% del mercato, il metano è avvisato.

Dati 2017-2016: diesel calano ma non troppo, ibride avanzano prepotentemente, GPL+metano in calo, di elettriche e ibride plug-in ne sentiremo parlare sempre di più.
EcomobilityIdeaUnrae_Marzo2017EcomobilityIdeaUnrae-Marzo2016

Mercato auto febbraio 2018: ibride +19.9%, ibride plug-in +65.5%, elettriche “Smart” +105%, risorge il metano con un +62.6%


EcomobilityIdeaUnrae_Febbraio2018EcomobilityIdeaUnrae_Febbraio2017Il mercato auto febbraio 2018 si apre con i dati unrae disaggregati tra ibride tradizionali e ibride plug-in, sembra poco, ma in realtà mostra l’ importanza del cambiamento in atto: signori e signore ci sono anche le ibride plug-in, cioè motore benzina più elettrico ma con batterie ricaricabili anche da presa di corrente, l’ anello mancante tra ibride ed elettriche.

Detto questo, i dati rivelano un “solo” +18.6% per le ibride classiche che abbinato al +65.5% delle ibride plug-in fa +19.9% totale. Quota di mercato che ora per le ibride si attesta al 3.8%, le GPL sono sempre più vicine.

Toyota sempre in testa, ma si macchia con disonore per la nuova pubblicità diffamante nei confronti delle auto elettriche dove dice che le sue ibride viaggiano il 50% in elettrico e le batterie si ricaricano senza il bisogno di lunghe soste. Va bene che le ibride sono molto meglio delle diesel, ma 50% in elettrico non è vero e le elettriche le ricarichi anche di notte o mentre fai altro, inoltre, visto che l’ hanno messa su questo piano, dopo 21 anni di tecnologia ibrida potrebbero fare di meglio. Toyota si salva in corner presentando la nuova Auris al Salone di Ginevra dove le uniche motorizzazioni possibili saranno ibride, quindi niente diesel e niente solo-benzina, ma per farsi perdonare dovrebbe fare almeno 35km/l così da convincere gli irriducibili del diesel.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideFebbraio2018Grafico green-start: febbraio 2018 un po’ a rilento per le ibride, ma un +19.9% su febbraio 2017 non è poi così male
EcomobilityIdea-greenStart-IbrideFebbraio2018GPL ancora in flessione, -10.1%, sembra finire l’ impulso degli ultimi anni, le GPL non sostituiranno le auto diesel.
Di contro risorge il metano, un +62.6% non se lo aspettava nessuno, in realtà più di un terzo delle immatricolazioni metano sono Golf, quindi  da capire se è un’ onda del momento o se continuerà. Come detto nei mesi scorsi, GPL e metano spesso si scambiano le rispettive quote di mercato senza mai raggiungere il 10% di quota mercato sommando le 2 alimentazioni. Questo almeno negli ultimi 4 anni, cioè da quando sono prepotentemente subentrate le  ibride.

Le Immatricolazioni Diesel sembrano stabili con un -0.9 % rispetto a febbraio 2017, ma a questo punto sarebbe da chiedersi di quanto è sceso il fatturato per le diesel visto che un’ auto diesel di pari gamma costa circa 1000 euro in meno rispetto all’ anno scorso. Ecco perché i numeri sono ancora alti, perché i concessionari sono bravi a svendere dei bidoni. Se anche  Fiat ha dichiarato che non commercializzerà più diesel dal 2022 ancor prima di presentare il piano industriale c’è da credere che molto presto il diesel crollerà. A differenza di Toyota Fiat vende molti diesel, quindi questa dichiarazione è pesantissima.

Dopo mesi di mercato costante le solo-Benzina vanno in negativo, -5.4% rispetto a febbraio 2017 e cede un 1.3 % di quota mercato fermandosi al 32.2%. A questo punto c’è da dire anche che le solo-benzina andrebbero abolite tanto quanto le diesel, ci sono ibride, ibride plug-in, GPL, metano ed elettriche, perché permettere motorizzazioni solo-benzina?!

Incredibile +105% delle Elettriche e anche se è ancora merito della Smart ForTwo ora non è più un’ incognita, ma una buona alternativa.
Dopodiché troviamo Citroen C-Zero e la Nissan Leaf, ma, come detto nei mesi scorsi, dipende dai tempi di attesa, quindi a marzo i dati potrebbero essere più significativi.
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheFebbraio2018Dal grafico green- start si vede come il 2018 è cominciato con buoni propositi elettrici.
EcomobilityIdea-greenStart-ElettricheFebbraio2018Curioso è il dato quasi identico tra elettriche ed ibride plug-in che, da sole sembrano irrilevanti, ma insieme fanno numeri interessanti, 491 immatricolazioni “ricaricabili”.

Dati 2017-2016: diesel resistono, ibride avanzano, ma ricordate che ora ci sono anche le ibride plug-in.
EcomobilityIdeaUnrae_Febbraio2017EcomobilityIdeaUnrae_Ottobre2016