Aprile 2020: il clima ai tempi del lockdown


Il clima ad aprile 2020 sarà analizzato per anni, perché probabilmente non ci sarà mai un’ altra occasione di “misurare” il clima con quasi tutto il mondo intero bloccato da metà marzo fino appunto a fine aprile. L’ aria è stata sicuramente più respirabile e il non inquinamento ha sicuramente salvato più di vite di quelle che purtroppo ha portato via il corona virus.
A livello di temperature, aprile è stato davvero anomalo: per 17 giorni la media delle temperature minime è riuscita a rimanere uguale alla media stagionale, ma con differenze di 11 gradi, dopodiché, nei restanti 14 giorni è stata superiore di oltre 4,4 gradi rispetto alla media; nel complesso del mese è stata 2,2 gradi sopra la media. La media delle temperature massime invece è stata un po’ più costante, con 4,2 gradi sopra la media, ma comunque con differenze eclatanti passando da 12 a 26 gradi in 9 giorni. Un mese dunque imprevedibile, forse una prova di assestamento mal riuscita dovuta al lockdown. 

Giorni di pioggia 5, ma solo negli ultimi 3 giorni del mese si può parlare di giornate di pioggia significative! Il clima è impazzito e dovremo pregare tanto per non avere alluvioni a maggio.
1 apr    min. 1  max. 12  (1 aprile tra i più freddi degli ultimi 20 anni)
2 apr    min. 0  max. 13  (minima così bassa ad aprile non si vedeva da 17 anni)
3 apr    min.
2  max. 17    
6 apr    min. 9 max. 22 
10 apr  min. 7 max. 26
12 apr  min. 11 max. 25
16 apr  min.max. 21 
20 apr  min. 15 max. 19
26 apr  min. 15 max. 20 


(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

E’ stato un mese pieno di record e paradossi climatici.
Per la prima volta di sempre ad aprile la differenza tra la minima più bassa e la minima più alta è stata di 15 gradi e in soli 18 giorni.
La differenza tra la minima più bassa e la massima più alta è stata di 26 gradi
, situazione molto rara ad aprile, ma già successa nel 2011 e in altri mesi dell’ anno, ma ancor più raro è che si è verificato in soli 9 giorni, (ad aprile 2011, altro mese di follia climatica, successe in 5 giorni, a marzo 2005 i 26 gradi tra minima e massima si verificarono in 15 giorni, a dicembre 2009 per avere una differenza di 26 gradi ci vollero 12 giorni).
In questi ultimi anni non è un record, ma fa capire come aprile 2020 sia stato paradossale, la differenza tra la più bassa e la più alta temperatura massima è stata di 14 gradi in 9 giorni.
Follia climatica!

Come sempre monitoriamo la temperatura minima e questa volta qualcosa è cambiato, perché 5 giorni con la temperatura minima sotto la media stagionale non si vedeva da 24 mesi con l’ aggiunta di altri 4 giorni in cui la temperatura minima è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora però sono 25 i mesi consecutivi in cui le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione catastrofica. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 siamo soltanto a 10, andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?! Il lockdown e conseguente minor inquinamento per almeno 50 giorni al momento hanno fatto impazzire ancor di più il clima, ma forse le conseguenze le vedremo a maggio e giugno.

Da oltre un mese non si parla d’ altro che di coronavirus e di “fanta” miliardi per salvare l’ economia, ma fra 2 giorni saremo pronti a respirare nuovamente aria inquinata?! Se abbiamo e dobbiamo investire miliardi, devono essere spesi per l’ Ambiente e in un colpo solo salveremo economia, l’ aria che ci piace tanto respirare e ci proteggeremo da virus che trovano nel particolato un alleato letale! 

Come sempre, per concludere, la poca pioggia, o meglio il record di siccità, ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse il migliore di sempre, unica nota consolante, 683 kWh.
Speriamo di tornare presto alla normalità che non sia però quella di mettere in primo piano le fonti fossili, bensì fotovoltaico + auto elettrica + accumulo 

Hyundai Ioniq plug-in ai tempi del corona virus


Dai primi di marzo a fine aprile il mondo si è fermato e con esso anche la mia Hyundai Ioniq plug-in. Questo però è capitato a tutte le auto, mentre non si è fermata la convinzione che Hyundai Ioniq plug-in sia la soluzione per molte cose.  

A inizio marzo in pre-lockdown, lavoravo a giorni alterni tra sede lavorativa e smart-working, in più, per limitare gli spostamenti, mi fermavo al lavoro in pausa pranzo, rinunciando alla ricarica fotovoltaica di 50 minuti, ma non necessaria in quanto percorrevo meno chilometri. Dopodiché spostamenti solo all’ interno del Comune di residenza per la spesa e poco altro. Tutto questo mi ha fatto apprezzare la ricarica da fotovoltaico dalle 11:45 alle 14:15, quando il Sole è nel suo picco e con 2 computer e 2 monitor collegati.
La “fortuna” è stata anche che dal 9 marzo non ha praticamente mai piovuto, ma anche se ci fossero stati giorni molto nuvolosi, il fotovoltaico a metà giornata è comunque reattivo.
Quindi, rivedendo il sistema-lavoro, si può anche rivedere il sistema-auto, pensare cioè ad un’ auto elettrica che con 200 km di autonomia ti permetta il tragitto casa-lavoro con ricarica diurna da fotovoltaico a metà settimana mentre sei in smart-working.
Con questo sistema si può risparmiare sull’ acquisto di un’ auto elettrica, in quanto possiamo comprarne una con un’ autonomia bassa, ma anche sul sistema di accumulo fotovoltaico dato che riusciremmo a ricaricare durante il giorno a metà settimana e sabato o domenica. Il costo di un impianto fotovoltaico rimane, perché è impensabile non averne uno, dato che la spesa è ormai ridicola rispetto ai vantaggi che ti può dare a prescindere dall’ avere o meno un’ auto elettrica.
Detto questo, lo stesso ragionamento se non lo possiamo applicare al lavoro, lo possiamo fare pensando all’ auto elettrica come seconda auto di famiglia valutando tutte quelle auto che hanno circa 200 km di autonomia che, ad oggi, con gli incentivi, hanno un costo inferiore ai 16.500 euro.
A onor del vero c’è da dire che fra 3 anni le auto elettriche costeranno di meno ed avranno più autonomia, ma probabilmente gli incentivi saranno molti meno, poi per qualcuno 3 anni possono essere troppi, in più ad oggi è appunto possibile fare una prima esperienza elettrica a costi relativamente contenuti. Non dobbiamo farci ingannare dal fatto che i prezzi alla pompa di diesel e benzina sono crollati in questo periodo, perché saliranno molto velocemente e con essi anche le accise.

Questa volta non mi è possibile confrontare i consumi tra 2019 e 2020, ma possiamo comunque apprezzare le ricariche da fotovoltaico.

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
Già da inizio marzo si può apprezzare quanto un impianto fotovoltaico sia importante.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
A marzo aprile il consumo medio è stato di 59,4 km con un litro di benzina pagata 1,479 euro al litro.
Dopo 18 mesi i consumi totali sono intorno a 46,6 Km/l.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori, nessun carburante o alimentazione costa ed inquina meno di una ricarica domestica, se con fotovoltaico il costo è quasi zero anche dal punto di vista ambientale. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 18 mesi: 842 + 237 + 0 bollo = 1.079 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 28.328 km ?
2.735 euro ? 2.185 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ? Più del doppio!

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Marzo 2020: un mese normale?


Il caldo a marzo si è un po’ arrestato, ma non così tanto. E’ stato abbastanza normale pensando alle medie degli ultimi 10 anni, mentre un po’ caldo pensando alle medie stagionali: la media delle temperature minime, come ormai da 2 anni è stata 2.5 gradi sopra la media stagionale, mentre le temperature massime sono state superiori alla media soltanto di 1.1 gradi. Quindi il caldo si è leggermente attenuato, perché le premesse di febbraio facevano temere un marzo estivo. 
Colpisce il dato sui giorni di pioggia, 10, ma più che giorni, sono stati ore di poca pioggia! Il clima è impazzito, in inverno non piove più e dobbiamo pregare per non avere alluvioni a maggio e giugno.
1 mar    min. 7  max. 9  (1 marzo 2018 minima -3 massima -1)
5 mar    min. 3  max. 11
7 mar    min.
6  max. 16   
13 mar  min. 10 max. 16 
19 mar  min. 9   max. 21
24 mar  min. -1 max. 11  (uno tra i 24 marzo più freddi degli ultimi 30 anni, crollo di 10 gradi in 5 giorni)
29 mar  min. 8  max. 19
31 mar  min.max. 12  (uno tra i 31 marzo più freddi degli ultimi 20 anni)


(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

La differenza tra la minima più bassa e la massima più alta è stata di 22 gradi, non così improbabile a marzo (nel 2005 la differenza fu di 29 gradi), ma molto raro se si verifica in soli 5 giorni, con le temperature più basse dopo quelle più alte e così vicine alla fine del mese e mai accaduto prima se si pensa che dopo altri 5 giorni le temperature sono risalite nuovamente di 8 / 9 gradi per poi ricrollare di 6 gradi dopo 2 giorni. Follia climatica!

Questo inverno ho acceso il riscaldamento solo 3 giorni nel reparto notte, quando solitamente i giorni in cui non posso fare a meno di riscaldare la zona notte sono almeno 25. E’ bastato tenere caldo il reparto giorno-cucina dalla sera (18:45)  in poi con apertura circolo d’ aria verso il reparto notte dopo le 21 fino alle 23:30. Questo in un periodo comunque ristretto rispetto al normale circa dal 12 dicembre al 13 febbraio, per poi attivarlo sono nei giorni un po’ più freddi. 

Come sempre monitoriamo la temperatura minima ed anche questa volta la situazione è drammatica, solo 2 volte la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale e solo 5 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 24 i mesi consecutivi in cui le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione drammatica. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 siamo soltanto a 5, andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?! Il lockdown e conseguente minor inquinamento per almeno 50 giorni, faranno cambiare le sorti del 2020 anche dal punto di vista climatico?

Per la seconda volta consecutiva a marzo, la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale soltanto 2 volte.

Da oltre un mese non si parla d’ altro che di coronavirus e dati comunicati in modo errato, ma fra 10 giorni saremo pronti a respirare nuovamente aria inquinata?! Vogliamo davvero ricominciare da dove avevamo lasciato? Diremo ancora che se piove l’ aria sarà più pulita, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Per poi portarlo sulla nostra agricoltura e nei nostri piatti? Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse discreto a marzo, unica nota consolante, 466 kWh.
Se il meno freddo favorisse meno bisogno di riscaldamento, se il fotovoltaico e batteria di accumulo favorisse l’ auto elettrica e viceversa (perché avere un’ auto elettrica può scatenare l’ intelligenza di pensare ad un impianto fotovoltaico), forse inquineremo molto di meno e tutto si sistemerà. Purtroppo la Natura non è un sistema matematico, e se il punto di non ritorno fosse già stato superato?

Hyundai Ioniq plug-in a febbraio per la seconda volta


Con un febbraio così caldo le batterie tornano su buoni livelli e l’ effetto sui consumi si comincia a percepire. Con l’ esperienza dello scorso febbraio ho ritenuto corretto caricarmi di meno fino al 5 febbraio, per poi tornare a caricare sempre di più nei giorni a seguire e, come sempre, la mia Hyundai Ioniq plug-in ha risposto “presente”.

Il motore benzina a febbraio torna utile per qualche sera o mattina fredda e, come al solito, nei viaggi lunghi che però sappiamo non essere all’ ordine del giorno. In più il fotovoltaico comincia a risvegliarsi, pertanto, soprattutto dopo il 10 febbraio, dobbiamo valutare la ricarica al mattino prima di partire per il lavoro e durante la pausa pranzo.
Questo mese ho fatto 3 viaggi di 65 km, uno di 130 e uno di 230 km verso le montagne di Trento dove, a Folgaria, il 7 febbraio a 1610 metri di altitudine ho trovato un caldo anomalo, +6 gradi.
Un’ auto plug-in ideale deve unire il meglio di tutte le tecnologie, quindi autonomia elettrica tra 70 e 100 km, utilizzando un quarto di un pacco batterie di una full-Electric, poi un motore benzina con la massima efficienza ma utilizzato al minimo indispensabile, quindi un serbatoio che consenta solo ulteriori 400 km di autonomia. In questo modo non esiste l’ ansia d’ autonomia o l’ attesa da ricarica, non sono necessarie milioni di colonnine di ricarica, si favorisce la ricarica domestica e di conseguenza il fotovoltaico sia esso “casalingo”, condominiale o al posto di lavoro, dopodiché entrerà in funzione il motore benzina che ci farà rendere conto di quante volte facciamo più di 70 km in un solo spostamento. Finita l’ esperienza plug-in o si rimane con lei o, l’ unica alternativa intelligente, sarà passare al full-Electric.

Viaggiando in Ioniq da fine ottobre 2018, possiamo confrontare i consumi tra febbraio 2020 e febbraio 2019.
A febbraio 2019 i consumi erano a 36,8 km/l, mentre a febbraio 2020 sono a 41,5 km/l, ma con 695 minuti in meno di ricarica e 8,5 litri di benzina in meno, percorrendo 296 km in meno. 

I consumi di benzina nel totale sono praticamente solo un terzo, quando l’ autonomia di un’ elettrica sarà oltre 500 km e il tempo di ricarica sarà inferiore a 3 minuti per 100 km allora si potrà fare il salto tutti insieme.
27.751 / 73.2 = 379,11 litri x 24 = 9.098 km percorsi in benzina
27.751 – 9.098 = 18.653 km percorsi in modalità ELETTRICA

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A febbraio si assiste alla rinascita del Sole e ricariche complete.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
A febbraio il consumo è stato di 41,5 km con un litro di benzina pagata 1,496 euro al litro.
Dopo 16 mesi i consumi totali sono intorno ai 46,4 Km/l.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori, nessun carburante o alimentazione costa ed inquina meno di una ricarica domestica, se con fotovoltaico il costo è quasi zero anche dal punto di vista ambientale. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 16 mesi: 828 + 237 + 0 bollo = 1065 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 27.751 km ?
2.700 euro ? 2150 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ? Più del doppio!

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

21 marzo 2020: Giorno 0 dell’ umanità


Nel 2030 si dirà “ai tempi del corona virus avevamo capito che l’ inquinamento si poteva azzerare e così abbiamo fatto”.
In un momento così critico dobbiamo per forza trovare un motivo di speranza.
L’ occasione è ghiotta e in una fase storica in cui la Cina stenta a riprendersi, l’ Italia si è quasi fermata, il resto d’ Europa sta per fermarsi e così anche il resto del mondo, possiamo davvero istituire il Giorno 0 dell’ umanità: il 21 marzo potrebbe essere realmente il giorno in cui tutto si ferma (tranne ovviamente i nostri medici salvatori). Un giorno in cui tutto il mondo si ferma a pensare cosa fare di questo pianeta. “The day after tomorrow” della Vita reale.

Allora tutti a casa propria! In un giorno come il 21 marzo il 70 % del mondo potrebbe non aver bisogno di accendere il riscaldamento per il 70 % del giorno, e se tutto si fermasse potremmo apprezzare cosa vuol dire sconfiggere il subdolo virus dell’ inquinamento del quale si è servito benissimo il corona virus. Se in serata dovesse arrivare un’ abbondante pioggia o una fredda brezza a ricordarci che l ‘inverno quest’ anno non c’è mai stato, ricordatevi invece di questo giorno: 21 marzo 2020, nella storia dell’ umanità.

Abbiamo la possibilità di fare tutte le cose per le quali ci lamentiamo sempre di non aver tempo di fare: sistemare la cantina, il garage, fare l’ Amore, leggere un libro, i conti, il cambio armadio, stare con i propri figli, giocare con loro e insegnargli come vivere il futuro, pensare a noi stessi, pensare al nostro pianeta, pensare a respirare aria buona.

21 marzo #ioNonMiMuovo #andràtuttobene
Io no, io no, io no, io non mi muovo!

Febbraio 2020: il paradosso, temperature come a marzo


Il caldo non si ferma più ed anche a febbraio è stato gran protagonista. E’ stato il secondo febbraio più caldo di sempre, secondo solo al 2014, ma è stato protagonista di un paradosso clamoroso: il vortice polare è stato il più forte di sempre a febbraio lasciando temperature miti alla basse latitudini cosicché per la prima volta di sempre in un mese invernale, sia la media della temperature minime che quella delle massime sono state entrambe di almeno 3 gradi sopra la media stagionale, praticamente temperature rilevabili solitamente a marzo.
La media delle temperature massime è stata di 3.5 gradi sopra la media stagionale, la terza più alta di sempre a febbraio dopo quella del 1998 e 2019, mentre la media delle temperature minime è stata di 3 gradi sopra la media stagionale, seconda solo a quella del 2014! I giorni di pioggia, per non chiamarla pioggerella, sono stati soltanto 6 e 7 di nebbia, al minimo come nel 2019, in inverno non piove più ! Il clima è impazzito e non vogliamo ammetterlo.
4 feb    min. 5 max. 15  (4 febbraio 2012 minima -7 massima 0)
7 feb    min. -2 max. 12
14 feb  min.
3 max. 16   
15 feb  min. 3 max. 15   (15 febbraio 1998 minima 2.8 massima 19)

20 feb  min. 0 max. 14
26 feb  min. 7 max. 12  (26 febbraio 2018 minima -6 massima -1)

(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Il 7 febbraio sono stato al passo Coe (Trento) 1610 metri, neve nelle piste e dintorni, ma poco altro, parcheggio senza neve, ai lati della strada neve solo negli ultimi 10 chilometri:
temperatura alle 11:30 5 gradi
temperatura alle 14:30 6 gradi, l’ auto rimasta al sole per 3 ore segnava 19 gradi, poi dopo qualche minuto in movimento è tornata a 9, per poi fermarsi dopo 5 minuti a 6 gradi; temperature almeno 6 gradi sopra la media stagionale!

Come sempre monitoriamo la temperatura minima ed anche questa volta la situazione è inquietante, solo 2 volte la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale e solo 3 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 23 i mesi consecutivi in cui le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione drammatica. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 siamo soltanto a 3, andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?

Per la seconda volta consecutiva a febbraio, la temperatura massima è scesa sotto la media stagionale soltanto 2 volte, nel febbraio 2019 solo una volta.

Ogni giorno, ormai da più di 2 anni, tutti i telegiornali hanno una notizia su eventi climatici che da straordinari sono diventati ordinari e catastrofici, per poi passare a parlare di plastica e di specie animali in via di estinzione. Come al solito in questo periodo aria irrespirabile perché non piove, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Per portarlo sulla nostra agricoltura? Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse discreto a febbraio, unica nota consolante, 286 kWh.
Se il meno freddo favorisse meno bisogno di riscaldamento, se il fotovoltaico e batteria di accumulo favorisse l’ auto elettrica e viceversa (perché avere un’ auto elettrica può scatenare l’ intelligenza di pensare ad un impianto fotovoltaico), forse inquineremo molto di meno e tutto si sistemerà. Purtroppo la Natura non è un sistema matematico, e se il punto di non ritorno fosse già stato superato?

Gennaio 2020: il terzo più caldo di sempre


Non c’è mese ormai che non sia il secondo o il più caldo di sempre e anche gennaio 2020 non si fa attendere. In realtà è stato il terzo più caldo di sempre, dietro al 2014 e al 2018, ma di questo passo, o avremo 37 gradi a maggio oppure, per la teoria della compensazione del clima, avremo un marzo/aprile turbolento.
La media delle temperature massime è stata di 3 gradi sopra la media stagionale, la più alta di sempre a gennaio, mentre la media delle temperature minime è stata di 2.4 gradi sopra la media stagionale! I giorni di pioggia, per non chiamarla pioggerella, sono stati soltanto 4 e solo 5 di nebbia, al minimo storico, seppur simile al 2019, ma molto più caldo rispetto ad un anno fa. Le anomalie sono state molte e incredibili: la neve ormai è facile non prevederla e per poco le temperature massime non hanno superato la media di quelle di dicembre, già di per sé molto calde, andando a toccare i 10 gradi di media che non si erano mai visti a gennaio. Il clima è impazzito e non vogliamo ammetterlo.
2 gen   min. 0 max. 11
5 gen   min. 1 max. 13
7 gen   min.
-2 max 6    (nel gennaio 1985 la minima fu -14,2 e la massima -2, è stato il giorno più freddo degli ultimi 50 anni)
11 gen min. -1 max.15   (nel 1985 la minima fu -14,3 e la massima +0,2)

14 gen min. -3 max. 7
26 gen min. 6 max 11
31 gen min. max. 12 
(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Come sempre monitoriamo la temperatura minima ed anche questa volta la situazione è drammatica, solo una volta la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale e soltanto 5 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 22 i mesi consecutivi che le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione a dir poco allarmante. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?

Per la prima volta di sempre a gennaio, la temperatura massima è scesa sotto la media stagionale soltanto una volta, un’ anomalia assurda.

Ogni giorno, ormai da più di 2 anni, tutti i telegiornali hanno una notizia su eventi climatici che da straordinari sono diventati ordinari e catastrofici, per poi passare a parlare di plastica e di specie animali in via di estinzione. Come al solito in questo periodo aria irrespirabile perché non piove, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse il migliore di sempre a gennaio, unica nota consolante, 220 kWh.
Se il meno freddo favorisse meno bisogno di riscaldamento, se il fotovoltaico e batteria di accumulo favorisse l’ auto elettrica, forse inquineremo molto di meno e tutto si sistemerà. Purtroppo la Natura non è un sistema matematico, e se il punto di non ritorno fosse davvero già stato superato?

Hyundai Ioniq plug-in gennaio 2020: quando 63 km in elettrico sono sufficienti


Come a dicembre anche a gennaio il freddo, per quanto mite, si è fatto sentire, pertanto, rispetto allo scorso anno, ho cambiato stile di ricarica per la mia Hyundai Ioniq plug-in.

Come ribadito il mese scorso, per scaldare l’ abitacolo, ma anche per disappannare il vetro si attiva il motore benzina, allora non conviene partire a batteria completamente carica, perché ci potrebbe essere una dispersione di energia, in quanto il motore benzina ricarica anche la batteria e attivandolo subito in partenza con batteria “piena” si andrebbe a perdere questa energia. Inoltre a gennaio potrebbero volerci diversi minuti per scaldare l’ abitacolo e mantenere una temperatura gradevole intorno ai 18 gradi, tanto che in qualche fredda mattina conviene di più viaggiare in modalità ibrida.
Alla fine dei conti, se non usassimo il motore benzina nemmeno a dicembre e gennaio, salvo viaggi maggiori di 63 km, lo useremmo davvero pochissimo. Per questo motivo, dopo più di un anno di esperienza posso dire che il motore benzina potrebbe essere ridimensionato con un serbatoio molto più piccolo. Perché avere 1100 km di autonomia? Allo stesso tempo, un anno fa pensavo che 63 km in modalità elettrica fossero pochi e che averne 110 sarebbe stato molto meglio, in realtà l’ ideale sarebbe avere un’ autonomia elettrica di circa 70 km, perché di più comporterebbe un utilizzo del motore benzina troppo finalizzato ai viaggi molto lunghi che per molti di noi non sono la normalità. Probabilmente le auto plug-in dei prossimi anni avranno un’ autonomia elettrica tra 70 e 90 km. 

Torniamo ai nostri consumi e confrontiamo gennaio 2020 con gennaio 2019.
A gennaio 2019 i consumi erano a 33,4 km/l, mentre a gennaio 2020 sono a 33,8 km/l, ma con 608 minuti in meno di ricarica e 7,5 litri di benzina in più e percorrendo 114 km in più. 

I consumi di benzina negli ultimi 2 mesi sono aumentati, ma viaggiare con questi consumi a basse emissioni ti fa capire di aver fatto la scelta giusta.
26.117 / 73.9 = 353,41 litri x 24 = 8.482 km percorsi in benzina
26.117 – 8.482 = 17.635 km percorsi in modalità ELETTRICA

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A gennaio sono più evidenti le ricariche notturne o con Sole debole e ricariche incomplete, cioè senza raggiungere il 100% di carica, bensì spesso fermate al 70 %.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
In verde ricarica gratis (colonnina ZapGrid)
A gennaio il consumo è stato di 33,8 km con un litro di benzina pagata 1,529 euro al litro.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 15 mesi: 769 + 237 + 0 bollo = 1006 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 26.117 km ?
2.600 euro ? 2050 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ? Più del doppio!

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Dicembre 2019: si chiude il secondo anno più caldo di sempre


Il 2019 è stato il secondo anno più caldo degli ultimi 140 anni a livello mondiale, ma dicembre, per noi, è stato il più caldo di sempre.
La media delle temperature massime è stata di 2.4 gradi sopra la media stagionale, mentre la media delle temperature minime è stata di 4.4 gradi sopra la media stagionale! I giorni di pioggia sono stati soltanto 9 e solo 2 di nebbia, quindi non così tanti da favorire delle temperature minime così alte come nel 2014 (minima 4.6 gradi sopra la media con 13 giorni di pioggia e 8 con nebbia). Le anomalie sono state molte e incredibili: la neve ormai è un miraggio, soltanto pioggia mista neve il 12 e 13 dicembre, mentre il 18 dicembre è stato il più caldo di sempre e il 19 dicembre è stata raggiunta la minima più alta mai registrata a dicembre. Il clima è impazzito e non vogliamo ammetterlo.
12 dic   min. -1  max.5
13 dic   min  0  max. 5
17 dic   min.
11 max.13
18 dic   min. 11 max.16  (giorno di dicembre più caldo di sempre)

19 dic   min. 12 max.14  (minima più alta di sempre a dicembre)
20 dic   min. 11 max 12  (il 21 dicembre 2009 la minima fu -13)
30 dic  min. -2 max. 7 
(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Per la prima volta di sempre a dicembre, la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale solo una volta e soltanto 2 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 21 i mesi consecutivi che le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione a dir poco allarmante, completata dal fatto che, nel 2019, solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, una situazione catastrofica.

Tra la minima del 19 dicembre (+12) e la minima del 21 dicembre 2009 (-13) ci sono 25 gradi, un’ anomalia assurda.
Dimenticavo, forse avrete notato che nell’ immagine iniziale dell’ articolo c’è un arcobaleno, la foto è stata scattata il 21 dicembre 2019 !

Ogni giorno, ormai da più di 2 anni, tutti i telegiornali hanno una notizia su eventi climatici che da straordinari sono diventati ordinari, per poi passare a parlare di plastica e di specie animali in via di estinzione. Come al solito in questo periodo aria irrespirabile perché non piove, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse migliore che a novembre, risultato 153 kWh, massimo storico per dicembre

EcomobilityIdea 2019: la scossa


Il bilancio Ambientale 2019 è di quelli che restano nella memoria, un anno caldo da tutti i punti di vista.

Il concetto di plastica “usa e getta” è stato quantomeno scardinato, si è finalmente capito che dal 1970 ad oggi, in soli 50 anni abbiamo devastato il pianeta, ma ora in molti hanno capito che si può vivere facendo scelte diverse e si stanno muovendo per risolvere il problema. Si sta tornando alla spesa “sfusa”, sostenibile e consapevole, cioè i sacchetti di plastica sono ormai spariti e si riempie il proprio contenitore a partire da un unico grande contenitore, senza quindi nuovi imballaggi. Speriamo di non vedere più confezioni di plastica con una banana o un’ arancia già sbucciata, uno spreco che i genere umano non può più accettare.

Il clima si è surriscaldato, è stato l’ anno più caldo di sempre, temperature minime quasi sempre sopra la media e con minime da record come i 12 gradi a metà dicembre nelle pianure del nord-est d’ Italia.
L’ Amazzonia brucia, le foreste del mondo bruciano, ma a pochi interessa, perché fanno più danni 10 “cattivi” rispetto a quello che possono fare 100 persone che si definiscono oneste, oppure ci sbagliamo?

La mobilità sta cambiando, ma non è ancora del tutto matura per la mobilità elettrica. Il ventennio storico per il diesel è finito nel peggiore dei modi, dopo aver conquistato quasi tutti, nell’ ultimo anno e mezzo ha perso tutta la sua credibilità e probabilmente fra 2 anni non si potranno più vendere e comprare auto diesel. I blocchi del traffico aumentano per le auto immatricolate pre-2012 e le restrizioni sulle omologazioni cominciano a farsi sentire. L’ aria è irrespirabile e qualche decisione dura a volte va presa, non ne faccio una colpa per chi ha comprato un’ auto prima del 2016, anche perché non c’ erano molte alternative, ma tutti per vivere respiriamo e saremmo ipocriti a dire oggi “Per quello che serviva a me, non esisteva un’ altra auto meno inquinane di questa”. Gli incentivi ci sono, ed oggi ci sono elettriche e plug-in per tutte le tasche.

Come da tradizione, facciamo un piccolo bilancio su EcomobilityIdea:

9.007 visitatori per 12.542 visualizzazioni. Un miglioramento rispetto al 2018 per quel che riguarda i visitatori cresciuti dell’ 8.1 %, mentre rallentano le visualizzazioni che perdono il 3.6 %.
Gli articoli nuovi sono stati 48 e si è aggiunta una pagina importante per il clima
https://ecomobilityidea.wordpress.com/category/clima/ .
– 64.866 visualizzazioni e 38.259 visitatori totali dal 2013 ad oggi. Non si può dire che sono numeri da influencer, ma non si può nemmeno dire che EcomobilityIdea non esista, è un po’ come le auto elettriche, qualche anno fa sembrava non esistessero, ora le conosciamo e vogliamo saperne sempre di più.
– miglior risultato giornaliero: 457 visualizzazioni, 332 visitatori  (23 giugno 2018)
70 paesi nel mondo ci hanno visitato nel 2019, di cui 4 con più di 100 visualizzazioni. In totale, dal 2013 sono 116 paesi nel mondo in visita di cui 10 con più di 200 visualizzazioni e 4 paesi con più di 1.000.
– Articoli più visitati
Twizy, plug-in vs elettriche, FreeEnergy, V.o.l.p.e. car e Hyundai Ioniq.

– il petrolio rimane abbastanza costante intorno ai 57 dollari al barile, ormai nemmeno le guerre lo fanno spostare di molto, segno che saranno anni difficili per i petrolieri. Al momento, ad aumentare è il prezzo netto del diesel e non si fermerà.

– Le immatricolazioni di auto elettriche nel mondo sono oltre 6 milioni, nel 2019 in crescita del 90 % rispetto al 2018. Le nuove normative Euro 2020-2021 saranno decisive per tutti.

Vi ringraziamo tutti: chi ci ha letto, chi ci ha condiviso, chi ci ha criticato in modo costruttivo, i 791 amici di facebook, i 359 follower su twitter, chi ha a cuore l’ Ambiente, questo povero amico indifeso, e spera di migliorarlo e proteggerlo .
Vi auguriamo un buon 2020 pieno di Eco-mobility-Idee, senza petrolio, motori diesel e plastica per un’ aria e una Terra più pulita.
Ringraziamo inoltre Hyundai Ioniq plug-inElon Musk per Tesla e SolarCity e le info di “Aboliamo il motore a scoppio e installiamo energie rinnovabili“.

Auto nuove, normative nuove: obiettivi 2021


Da pochi giorni è entrata in vigore la normativa Euro6d per quanto riguarda le omologazioni auto, ma vediamo gli obiettivi 2021 determinanti per tutto il mercato auto.
Prendendo spunto dai dati ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), per raggiungere il target dell’ UE di 95g CO2/km al 2021, occorre che la media delle emissioni si riduca ancora di 25,4 g/km rispetto al valore del 2018, un’ impresa apparentemente impossibile senza un aumento esponenziale di auto elettriche o plug-in considerando che il diesel pur producendo i peggiori inquinanti, di contro, produce meno CO2.
Il target emissivo previsto corrisponde a un consumo di carburante di circa 4,1 l/100 km (24,3 km/l) di benzina o 3,6 l/100 km (27,7 km/l) di gasolio.
Gli obiettivi di emissione vincolanti per i produttori sono fissati in base alla massa media dei loro veicoli, utilizzando una curva del valore limite. Ciò significa che ai produttori di auto più pesanti sono consentite emissioni più elevate rispetto ai produttori di auto più leggere. La curva è impostata in modo tale da raggiungere gli obiettivi per le emissioni medie in tutta la flotta dell’UE.
Dal 2021 i costruttori che vendono le loro auto sul mercato Europeo potrebbero trovarsi a pagare multe molto salate. A partire da quella data infatti la media complessiva delle emissioni di CO2 prodotte dalla gamma di ciascun produttore di auto in UE dovrà essere minore o uguale a 95 grammi per chilometro. Nel 2020 la media totale delle
Case varrà per il 95% della gamma, infatti ciascun produttore potrà scegliere il 5% dei modelli in vendita che non verranno conteggiati. Dal 2021 invece il calcolo sarà fatto su tutti i prodotti.
La Commissione europea ha introdotto anche dei sistemi chiamati “Supercrediti” e “Ecoinnovazioni”. Ai produttori saranno concessi ulteriori incentivi per immettere sul mercato automobili a emissioni zero o che emettono meno di 50 g / km attraverso un sistema di “supercrediti”. Questa procedura è già stata applicata tra il 2012 e il 2015 e si applicherà nuovamente per il periodo 2020-2022.
Ai fini del calcolo delle emissioni specifiche medie di un costruttore, tali auto saranno quindi conteggiate come:
2 veicoli nel 2020
1,67 veicoli nel 2021
1,33 veicoli nel 2022.
Un limite per i supercrediti è fissato a 7,5 g / km per produttore nei tre anni.
Per incoraggiare l’ ecoinnovazione, i produttori potranno ottenere crediti di emissione per veicoli dotati di tecnologie innovative per le quali non è possibile dimostrare gli effetti di riduzione della CO2 durante la procedura di prova utilizzata per l’ omologazione del tipo di veicolo. Tali risparmi sulle emissioni dovranno essere dimostrati sulla base di dati verificati in modo indipendente. I crediti di emissione massimi per queste ecoinnovazioni per produttore sono 7 g / km all’ anno.
I produttori possono raggrupparsi e agire insieme per raggiungere il loro obiettivo di emissioni. Nel costituire un tale pool, i produttori devono rispettare le norme del diritto della concorrenza. Per esempio, per colmare la differenza tra i valori attuali e quelli del target al 2021 ed evitare una multa salatissima, Fiat Chrysler ha deciso di acquistare da Tesla alcuni crediti ambientali. L’acquisto di bonus da altri costruttori per compensare le proprie emissioni è una procedura ovviamente lecita e consentita dall’ Unione Europea: l’obiettivo è consentire a chi è in ritardo di adeguarsi al processo di elettrificazione della gamma senza subire pesanti sanzioni.

Dicembre 2019: esperienza plug-in


Dicembre è tornato e con esso anche un po’ di freddo, pertanto ho dovuto valutare la strategia di ricarica della mia Hyundai Ioniq plug-in, dopo l’ esperienza dello scorso anno quando il freddo allungava leggermente il tempo di ricarica e l’ assorbimento delle batterie, oltre che il fotovoltaico è nel suo peggior mese dell’ anno.

Come accennato il mese scorso, per scaldare l’ abitacolo si attiva il motore benzina, allora tra dicembre a gennaio conviene valutare la modalità ibrida in modo da non sprecare il calore del motore solo per scaldare l’ abitacolo senza dimenticare che viaggiare in elettrico costa comunque meno di viaggiare a benzina (il limite si affievolisce solo tra il 20 dicembre e il 5 gennaio).

Con questi accorgimenti in realtà non si nota molto la differenza con dicembre 2018, cosa che in realtà dimostra che dicembre è il mese più conveniente per far andare l’ auto in modalità ibrida senza sottrarre troppa elettricità al fotovoltaico che alimenta il resto della casa.
A dicembre 2018 i consumi erano a 39,1 km/l, mentre a dicembre 2019 sono a 37,6 km/l, ma con 883 minuti in meno di ricarica e 9 litri di benzina in più e percorrendo 73 km in più. 

I consumi di benzina sono aumentati, ma viaggiare con questi consumi quando senti che dal 2021 aumenteranno le accise sui carburanti e il petrolio sta salendo ti fa capire di aver fatto la scelta giusta.
24.372 / 76.7 = 317,757 litri x 24 = 7.626 km percorsi in benzina
24.372 – 7.626 = 16.746 km percorsi in modalità EV

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A dicembre sono aumentate le ricariche notturne o con Sole debole e ricariche incomplete, cioè senza raggiungere il 100% di carica, bensì spesso fermate al 65 %.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
A dicembre il consumo è stato di 37,6 km con un litro di benzina pagata 1,524 euro al litro.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 14 mesi: 690,677 + 237 + 0 bollo = 927,677 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 24.372 km ?
2.500 euro ? 1950 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ?

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.