Andamento prezzi diesel e benzina Febbraio 2020


Comprare un’ auto oggi deve esser fatto con molta attenzione per non incappare in un’ auto vecchia, costosa e poco affidabile. Particolare attenzione va fatta sull’ andamento dei prezzi di diesel e benzina, diventa fondamentale per valutare l’ acquisto di una nuova auto.

Nell’ analisi non va dimenticato che
1. I blocchi del traffico a dicembre hanno compreso le diesel Euro 6, da gennaio 2020 sono entrate in vigore le nuove normative Euro 6d, pertanto controllate che vi vendano auto realmente nuove. I concessionari devono svuotare i magazzini ancora pieni di auto del 2019 !
2. Dal 2021 i costruttori che vendono le loro auto sul mercato Europeo potrebbero trovarsi a pagare multe molto salate. A partire da quella data infatti la media complessiva delle emissioni di CO2 prodotte dalla gamma di ciascun produttore di auto in UE dovrà essere minore o uguale a 95 grammi per chilometro, pertanto se l’ auto che vi vendono non è conforme a questa norma, sarà tra le prime soggetta ai prossimi blocchi del traffico e aumento del bollo. Qui trovate l’ approfondimento
3. Può piacere o no, ma che il diesel è morto è un dato di fatto.
4. Nel 2021 potrebbero aumentare le accise sui carburanti per 3 motivi:
1. perché è già scritto nelle coperture della finanziaria 2020,
2. per far fronte ai danni economici del coronavirus,
3. perché con le auto che consumano sempre meno e consumeranno sempre meno carburante, o il governo tassa adesso i carburanti che stanno per diventare obsoleti, oppure perderà introiti per miliardi.
5. Nel 2023 sembra probabile il pareggio di costo tra auto elettriche ed endotermiche
6. Tutte le case automobilistiche, persino Volkswagen, stanno investendo miliardi e miliardi sull’ elettrico. Perché abbandonare un sistema consolidato che da ancora ampi margini di guadagno, per andare su un sistema che ha molti meno margini anche sulle stesse manutenzioni ?
7. Nel costo di un’ auto va considerato l’ intero ciclo di vita, quindi non solo prezzo dei carburanti, ma anche bollo, manutenzione e durata dell’ auto.
8. Un’ auto elettrica come seconda auto di famiglia presto sarà la normalità
9. Ultimo, ma più importante, il diesel compromette le nostre vie respiratorie, poi non ci lamentiamo se qualche nostro caro anziano muore o ci mettono in quarantena per un virus che attacca proprio il nostro apparato respiratorio e che in un mese mette in ginocchio l’ economia mondiale.

Dopo 5 mesi che il prezzo netto del diesel aumentava di più rispetto al prezzo netto della benzina ora si nota una leggera controtendenza.

Dati del Ministero dello Sviluppo Economico degli ultimi mesi
Differenza prezzo netto febbraio 2020:      565,50-541,05 = 24,45 millesimi
Differenza prezzo netto gennaio 2020:     599,96-571,94 = 28,02 millesimi
Differenza prezzo netto settembre 2019:  588,67-565,94 = 22,73 millesimi
Differenza prezzo netto agosto 2019:       580,99-562,15 = 18,84 millesimi
Differenza prezzo netto luglio 2019:         597,59-578,60 = 18,99 millesimi
Differenza prezzo netto marzo 2019:        608,19-548,72 = 59,47 millesimi

Le notizie sull’ innovazione delle batterie per auto si susseguono di mese in mese, presto l’ autonomia di una qualsiasi auto elettrica sarà di oltre 500 km.
Resta informato, vedi anche gli articoli precedenti.

Gennaio 2020: il terzo più caldo di sempre


Non c’è mese ormai che non sia il secondo o il più caldo di sempre e anche gennaio 2020 non si fa attendere. In realtà è stato il terzo più caldo di sempre, dietro al 2014 e al 2018, ma di questo passo, o avremo 37 gradi a maggio oppure, per la teoria della compensazione del clima, avremo un marzo/aprile turbolento.
La media delle temperature massime è stata di 3 gradi sopra la media stagionale, la più alta di sempre a gennaio, mentre la media delle temperature minime è stata di 2.4 gradi sopra la media stagionale! I giorni di pioggia, per non chiamarla pioggerella, sono stati soltanto 4 e solo 5 di nebbia, al minimo storico, seppur simile al 2019, ma molto più caldo rispetto ad un anno fa. Le anomalie sono state molte e incredibili: la neve ormai è facile non prevederla e per poco le temperature massime non hanno superato la media di quelle di dicembre, già di per sé molto calde, andando a toccare i 10 gradi di media che non si erano mai visti a gennaio. Il clima è impazzito e non vogliamo ammetterlo.
2 gen   min. 0 max. 11
5 gen   min. 1 max. 13
7 gen   min.
-2 max 6    (nel gennaio 1985 la minima fu -14,2 e la massima -2, è stato il giorno più freddo degli ultimi 50 anni)
11 gen min. -1 max.15   (nel 1985 la minima fu -14,3 e la massima +0,2)

14 gen min. -3 max. 7
26 gen min. 6 max 11
31 gen min. max. 12 
(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Come sempre monitoriamo la temperatura minima ed anche questa volta la situazione è drammatica, solo una volta la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale e soltanto 5 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 22 i mesi consecutivi che le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione a dir poco allarmante. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?

Per la prima volta di sempre a gennaio, la temperatura massima è scesa sotto la media stagionale soltanto una volta, un’ anomalia assurda.

Ogni giorno, ormai da più di 2 anni, tutti i telegiornali hanno una notizia su eventi climatici che da straordinari sono diventati ordinari e catastrofici, per poi passare a parlare di plastica e di specie animali in via di estinzione. Come al solito in questo periodo aria irrespirabile perché non piove, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse il migliore di sempre a gennaio, unica nota consolante, 220 kWh.
Se il meno freddo favorisse meno bisogno di riscaldamento, se il fotovoltaico e batteria di accumulo favorisse l’ auto elettrica, forse inquineremo molto di meno e tutto si sistemerà. Purtroppo la Natura non è un sistema matematico, e se il punto di non ritorno fosse davvero già stato superato?

Mercato auto gennaio 2020: diesel sepolto da una valanga elettrica. E’ +586 % !


Il mercato auto di gennaio del nuovo decennio decreta la fine dell’ auto diesel e l’ inizio di una nuova era. Gennaio 2020 chiude con un -5,8 % rispetto allo scorso gennaio, ma apre il decennio con prospettive davvero interessanti. Come sempre, diesel in negativo, -23,4 %, diciassettesimo negativo consecutivo in doppia cifra, in compenso elettriche da record, +586,6 %. Gli eco-incentivi statali sono stati utilizzati più del previsto, quasi 9 milioni e di fatto mostrano che non basteranno i 40 milioni previsti fino al 30 giugno. Per i veicoli di categoria L gli incentivi non spesi nel 2019 sono stati rimessi a disposizione fino ad esaurimento.

Dai dati unrae, si può vedere come la rivoluzione ibrida sia in atto, non solo ha superato la motorizzazione GPL, ma l’ ha quasi doppiata. Ancora troppo poche le diesel+elettrica per pensare ad una rinascita del diesel, segno che nessuno ci crede davvero. Nel complesso gran partenza per le ibride, +82 % con significativo +277,7 % delle plug-in. Come previsto nel precedente articolo la quota di mercato ha già conquistato il 10 %.
Da questo tripudio ibrido, Toyota, ne esce sconfitta, rimane al primo posto solo grazie a Yaris, ma con molte meno immatricolazioni rispetto a gennaio 2019. Potrebbe sembrare un paradosso che chi ha inventato questa tecnologia non tragga vantaggio da questo boom e invece era previsto, perché poche le novità messe in atto da Toyota nell’ ultimo anno e la nuova Yaris, più efficiente dell’ attuale, arriverà troppo tardi per rimediare.Dal grafico EcomobilityIdea si può vedere come l’ ibrido sarà protagonista del 2020 e non solo.
Crisi forse non prevista per le GPL, iniziare con un -21 % è davvero pessimo, soprattutto guardando alla quota di mercato precipitata al 6,2 %. Vedremo a febbraio se si ristabilizzerà, altrimenti sarà un anno probabilmente negativo.

Il metano riapre in bellezza con un
+136,4 %, ma gennaio 2019 era stato il peggiore di sempre per questa alimentazione. La quota di mercato su base annua risale al 2,6 %, un’ alimentazione ancora “ambigua”.

GPL+metano scendono all’ 8,8 %, non tanto bene.

Diesel al diciassettesimo negativo consecutivo in doppia cifra, -23,4 % una partenza sentenza. Il diesel, dopo aver provocato tanti decessi, è morto!
Quota di mercato al 33,5 %,
la peggiore di sempre!
A dicembre a Roma c’è stato il blocco del traffico compreso delle diesel Euro 6, perché diesel è sempre diesel, quindi sempre dannoso; inoltre nei dintorni di Roma sono stati annullati oltre 200 contratti di auto nuove diesel con la caparra già pagata.
A settembre 2020, dopo esattamente 2 anni dal primo crollo, il diesel avrà perso il 50 % di quota di mercato, segno che fa pensare che già fra 3 anni non si venderanno più auto diesel.
Il brevetto del motore diesel ha 118 anni e ancora molte auto non riescono a percorrere 20 km con un litro, per rispettare i limiti del 2021 le diesel dovrebbero percorrere almeno 27 km con un solo litro, impossibile.

Per l’ andamento del prezzo diesel e benzina vi invito a leggere l’ articolo dedicato. 
Dati del Ministero dello Sviluppo Economico degli ultimi mesi
Differenza diesel-benzina prezzo netto attuale: 599,96-571,94 = 28,02 millesimi

Le solo-benzina aprono in negativo -3 %, un po’ imprevisto, ma non così improbabile, quota di mercato che invece, come previsto, sale di poco e si attesta al 46,5 %
Analizzando diesel e benzina, scendono all’ 80 % perdendo in un colpo solo il 4,3 %, il motore endotermico è alle ultime fiammate
.
Il parco auto sta cambiando e cambierà radicalmente. Si parlerà sempre di più di Elettriche+fotovoltaico+Accumulo

Partenza shock per le Elettriche, +586,6 %, una partenza davvero rumorosa. E’ vero che il dato è sfalsato dal fatto che a gennaio 2019 c’ era l’ attesa per gli incentivi statali, ma è pur vero che è il record di immatricolazioni elettriche e il precedente record è stato annientato. Quota di mercato all’ 1,2 % è un altro risultato su cui nessuno avrebbe mai scommesso a dicembre.

Renault ZOE non si fa attendere e si prende subito il primo posto, gran partenza per la Peugeot 208 seguita da Volkswagen UP. Smart Fortwo benino, ma probabilmente la casa tedesca dovrà rivedere quella pubblicità tanto odiata dai sostenitori dell’ elettrico. Hyundai Kona si prende il quinto posto, mentre Tesla Model 3 scivola al decimo, segno che esistono alternative a Tesla a prezzi più contenuti.
Basta con motori omologati Euro Assassini, vogliamo motori rispettosi della normativa Euro Sempre!
Dal grafico EcomobilityIdea si può notare come il 2020 parta deciso per le elettriche verso la conquista del mercato. Se pensiamo che nemmeno le ibride 6 anni fa avevano questi numeri ed erano sul mercato da molto più tempo di quanto non sono le elettriche attualmente, possiamo pensare che le elettriche avranno una progressione incredibile nei prossimi 3 anni con o senza incentivi.
Miglior partenza di sempre anche per le plug-in, +277,7 % e secondo assoluto in termini numerici. Nei prossimi mesi il mercato si riempirà di altri modelli con questa possibilità e vedremo come reagirà il mercato.
Spesso le Plug-in sono più convenienti delle elettriche, pertanto vi consiglio la nostra esperienza con Hyundai Ioniq plug-in che dimostra ampiamente come viaggiare a costi bassissimi con un prezzo d’ acquisto più conveniente.

A gennaio 2020 Plug-in ed Elettriche registrano il record di immatricolazioni “ricaricabili”, 3284 e +480 % rispetto allo scorso gennaio, ottimo risultato che crescerà di mese in mese. Al momento quota di mercato al 2,1 %, è pronto il sorpasso al metano.
Grazie a EcomobiliyIdea, perché solo qui troverete i grafici dell’ andamento di Elettriche+plug-in
Idrogeno non pervenuto, eppure in molti ci credono e investono. Avranno ragione? Ma quando? L’ elettrico in 2 anni si è rivoluzionato e si sta rivoluzionando, quindi non è chiaro se l’ idrogeno potrà scalfire le certezze che si consolideranno sull’ elettrico. Certamente andrà a sostituire il petrolio, ma probabilmente non sull’ autotrazione.

Scende e di molto la media ponderata unrae sulle emissioni CO2 di auto all’ acquisto, siamo tornati ai livelli del 2018. 
Dati 2020-2019-2018: diesel morto in 2 anni, benzina pronta a crollare, ibride in crescita incredibile, GPL e metano stabili, ibride plug-in ed elettriche in crescita esponenziale.

Andamento prezzi diesel e benzina Gennaio 2020


Comprare un’ auto oggi deve esser fatto con molta attenzione per non incappare in un’ auto vecchia, costosa e poco affidabile. Particolare attenzione va fatta sull’ andamento dei prezzi di diesel e benzina, diventa fondamentale per valutare l’ acquisto di una nuova auto.

Nell’ analisi non va dimenticato che
1. I blocchi del traffico a dicembre hanno compreso le diesel Euro 6, da gennaio 2020 sono entrate in vigore le nuove normative Euro 6d, pertanto controllate che vi vendano auto realmente nuove. I concessionari devono svuotare i magazzini ancora pieni di auto del 2019 !
2. Dal 2021 i costruttori che vendono le loro auto sul mercato Europeo potrebbero trovarsi a pagare multe molto salate. A partire da quella data infatti la media complessiva delle emissioni di CO2 prodotte dalla gamma di ciascun produttore di auto in UE dovrà essere minore o uguale a 95 grammi per chilometro. Qui trovi l’ approfondimento
3. Ai petrolieri fa comodo che il diesel venga abbandonato, perché molto più costoso da produrre e a parità di petrolio si produce più benzina che diesel.
4. Nel 2023 sembra probabile il pareggio di costo tra auto elettriche ed endotermiche
5. Tutte le case automobilistiche, persino Volkswagen, stanno investendo miliardi e miliardi sull’ elettrico. Perché abbandonare un sistema consolidato che da ancora ampi margini di guadagno, per andare su un sistema che ha molti meno margini anche sulle stesse manutenzioni ?
6. Nel costo di un’ auto va considerato l’ intero ciclo di vita, quindi non solo prezzo dei carburanti, ma anche bollo, manutenzione e durata dell’ auto.
7. Un’ auto elettrica come seconda auto di famiglia presto sarà la normalità

Negli ultimi 5 mesi il prezzo netto del diesel è tornato ad aumentare di più rispetto al prezzo netto della benzina e anche alla pompa si nota che la forbice tra i 2 prezzi si è ridotta.

Dati del Ministero dello Sviluppo Economico degli ultimi mesi
Differenza prezzo netto gennaio:    599,96-571,94 = 28,02 millesimi
Differenza prezzo netto settembre: 588,67-565,94 = 22,73 millesimi
Differenza prezzo netto agosto:      580,99-562,15 = 18,84 millesimi
Differenza prezzo netto luglio:        597,59-578,60 = 18,99 millesimi
Differenza prezzo netto marzo:       608,19-548,72 = 59,47 millesimi

Il Regno Unito ha abbassato la data di divieto per auto benzina e diesel dal 2040 al 2035, in molti altri paesi il divieto è al 2025. Con questi divieti, fra 4 anni sarà impossibile vendere auto con motore a scoppio, di conseguenza sarà sempre meno necessario avere questi 2 carburanti nei distributori, rendendo di fatto le auto pre-2025, prima costose da alimentare, poi obsolete e infine inutilizzabili.
Resta informato, vedi anche gli articoli precedenti.

Hyundai Ioniq plug-in gennaio 2020: quando 63 km in elettrico sono sufficienti


Come a dicembre anche a gennaio il freddo, per quanto mite, si è fatto sentire, pertanto, rispetto allo scorso anno, ho cambiato stile di ricarica per la mia Hyundai Ioniq plug-in.

Come ribadito il mese scorso, per scaldare l’ abitacolo, ma anche per disappannare il vetro si attiva il motore benzina, allora non conviene partire a batteria completamente carica, perché ci potrebbe essere una dispersione di energia, in quanto il motore benzina ricarica anche la batteria e attivandolo subito in partenza con batteria “piena” si andrebbe a perdere questa energia. Inoltre a gennaio potrebbero volerci diversi minuti per scaldare l’ abitacolo e mantenere una temperatura gradevole intorno ai 18 gradi, tanto che in qualche fredda mattina conviene di più viaggiare in modalità ibrida.
Alla fine dei conti, se non usassimo il motore benzina nemmeno a dicembre e gennaio, salvo viaggi maggiori di 63 km, lo useremmo davvero pochissimo. Per questo motivo, dopo più di un anno di esperienza posso dire che il motore benzina potrebbe essere ridimensionato con un serbatoio molto più piccolo. Perché avere 1100 km di autonomia? Allo stesso tempo, un anno fa pensavo che 63 km in modalità elettrica fossero pochi e che averne 110 sarebbe stato molto meglio, in realtà l’ ideale sarebbe avere un’ autonomia elettrica di circa 70 km, perché di più comporterebbe un utilizzo del motore benzina troppo finalizzato ai viaggi molto lunghi che per molti di noi non sono la normalità. Probabilmente le auto plug-in dei prossimi anni avranno un’ autonomia elettrica tra 70 e 90 km. 

Torniamo ai nostri consumi e confrontiamo gennaio 2020 con gennaio 2019.
A gennaio 2019 i consumi erano a 33,4 km/l, mentre a gennaio 2020 sono a 33,8 km/l, ma con 608 minuti in meno di ricarica e 7,5 litri di benzina in più e percorrendo 114 km in più. 

I consumi di benzina negli ultimi 2 mesi sono aumentati, ma viaggiare con questi consumi a basse emissioni ti fa capire di aver fatto la scelta giusta.
26.117 / 73.9 = 353,41 litri x 24 = 8.482 km percorsi in benzina
26.117 – 8.482 = 17.635 km percorsi in modalità ELETTRICA

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A gennaio sono più evidenti le ricariche notturne o con Sole debole e ricariche incomplete, cioè senza raggiungere il 100% di carica, bensì spesso fermate al 70 %.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
In verde ricarica gratis (colonnina ZapGrid)
A gennaio il consumo è stato di 33,8 km con un litro di benzina pagata 1,529 euro al litro.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 15 mesi: 769 + 237 + 0 bollo = 1006 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 26.117 km ?
2.600 euro ? 2050 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ? Più del doppio!

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Quarto mese di Ioniq plug-in: il Sole si fa sentire


Dopo 4 mesi di Hyundai Ioniq plug-in oltre a mostrarvi i consumi, vi parlerò del Sole.
Dal 4 febbraio il Sole sorge alle 7:30, pertanto già dalle 8:00 di mattina il fotovoltaico comincia a dare il suo contributo, ma la cosa importante è che dalle 13:30 alle 14:15 l’ auto può stare in carica senza prelevare corrente dalla rete. Inoltre con le temperature che salgono è sempre più evidente come la batteria si carichi più velocemente e si scarichi più lentamente.
Un piccolo difetto però la Ioniq plug-in ce l’ ha e cioè che se ho lasciato l’ auto parcheggiata e al mattino la voglio caricare, se la batteria è scarica, per utilizzare la schermata “Pianificazione carica” devo premere sul tasto accensione, a quel punto il motore endotermico si accende, mentre il software, a mio avviso, dovrebbe aspettare qualche secondo se sto “pianificando la ricarica-auto”. E’ un difetto infinitamente piccolo, però si può migliorare.

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo. Nel mese di febbraio il consumo litri/100 km è tornato a 1.6,  ma è pronto a scendere.
Come scritto a inizio articolo, da notare l’ ora in cui sorge il Sole, ma anche l’ ora in cui tramonta, perché presto si potrà caricare anche di sera.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, per il momento non ho considerato il contributo del fotovoltaico dalle 7:00 alle 8:00 di mattina.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-Febbraio-2019.pngA febbraio il consumo è stato di 36,829 km con un litro di benzina pagata 1,419 euro al litro considerando però, che in questo caso, il serbatoio benzina è ancora lontano dalla riserva. E’ più di un mese che non vado al distributore!
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotSpesaFebbraio-2019Nel conteggio totale dei consumi il risultato è abbastanza in linea: 36,692 km con un litro di benzina pagata 1,480 euro al litro, un ottimo risultato che ora può solo che migliorare.
Fra 3 mesi si potrà intuire il consumo più generale dato che fin’ ora il freddo ha inciso maggiormente.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotaleFebbraio-2019Possiamo ora ipotizzare il consumo senza fotovoltaico, così da dare un’ idea ai non possessori di questo aiuto, su come cambiano le cose: 32,559 km con un litro. La differenza con o senza fotovoltaico si comincia a sentire già a febbraio.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-NoFotovolFebbraio-2019.pngPossiamo anche ipotizzare un assorbimento maggiore (2,2 kWh al posto di 1,7), un’ apporto da fotovoltaico di 2 terzi rispetto a quello rilevato e un costo per fascia oraria di 0,31 per la F1 e 0,29 per F23. Il risultato è comunque soddisfacente: 29,813 km con un litro.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-Fotovolt2terziAssorb22F1031F23029Febbraio-2019Un aspetto sempre da considerare è il bollo auto che andrebbe diviso nei 12 mesi come costo aggiuntivo al costo al km. Se un bollo medio è di 150 euro l’ anno, si potrebbero acquistare 100 litri di carburante con i quali fare quasi 2000 km, quindi non è così indifferente. Nel caso delle plug-in il bollo non si paga per 3 anni. Poi andrebbero aggiunti anche i costi di manutenzione, ma per il momento vediamo cosa cambia con 50 euro (150/12 per 4 mesi) in più.
Come si vede nelle tabelle, il bollo incide molto sul costo chilometrico, si passa da 36,692 km con un litro a 31,456.
Risultato Totale (nov+dic+gen+feb) con Fascia1 a 0.25, Fascia23 a 0.23, Assorbimento a 1.7 +50euro di bollo
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-BolloTotaleFeb-2019Risultato Totale (nov+dic+gen+feb) con Fascia1 a 0.31, Fascia23 a 0.29, Assorbimento a 2.2, Fotovoltaico 2/3 +50euro di bollo: 25,062 km/l é comunque un risultato irraggiungibile da molte auto.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-BolloTotaleF123AssFotovolFeb-2019Per percorsi inferiori ai 70 km non si è più dipendenti dal prezzo del petrolio, ma il suo prezzo potrebbe essere deciso dai miei consumi, dai nostri consumi.

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

 

Terzo mese di Ioniq plug-in: difetti? Trascurabili


Sono trascorsi 3 mesi da quando ho acquistato Hyundai Ioniq plug-in ed anche questo mese voglio parlarvi di lei.
Questa volta vi darò solo alcuni dati riguardo ai consumi, per il resto delle analisi vi rimando agli articoli precedenti.
Unica nota aggiuntiva è che posso dirvi che con il termostato impostato a 18 gradi, la temperatura esce tiepida, mentre a 17.5 la sensazione è quella di aria leggermente fredda. Questo per dire che per risparmiare sul carburante potete mantenere i 18 gradi e la Ioniq regolerà al meglio l’ utilizzo del motore endotermico.

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo. Nel mese di gennaio il consumo litri/100km purtroppo è salito a 1.7 rispetto all’ 1.6 raggiunto nel mese scorso, ma è pronto a scendere.
Da notare l’ ora in cui sorge il sole che a breve consentirà di risparmiare caricando anche di mattina; inoltre ho aggiunto la colonna dell’ orario del tramonto per cominciare a tener sotto controllo anche questo dato.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-Gennaio-2019A gennaio il consumo è stato di 33,401 km con un litro di benzina pagata 1,417 euro al litro
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotSpesaGennaio-2019
Nel conteggio totale dei consumi invece il risultato è leggermente migliore: 36,675 km con un litro di benzina pagata 1,502 euro al litro, un ottimo risultato considerando che siamo nel periodo peggiore sia per il freddo che per la resa del fotovoltaico.
Pertanto da questi 3 mesi si può capire il consumo più alto che si può avere con una Ioniq plug-in.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-in-TotaleGennaio-2019
Come detto per i dati approfonditi consultate gli articoli precedenti, mentre volevo concentrare l’ attenzione su quei difetti ritenuti critici da molti.

1. La visibilità del lunotto posteriore, diviso in 2 dallo spoiler e l’ assenza del tergicristallo.
EcomobilityIdea-IoniqPlug-inVisibRetr
In realtà il vetro diviso in 2 non compromette una visibilità buona, perché sarà sempre visibile un’ auto in corsa dietro di noi o un pedone, mentre facciamo manovra in parcheggio.
Anche l’ assenza del tergicristallo non è un problema, l’ aerodinamica fa si che le gocce di pioggia scivolino in fretta e finito di piovere si asciugano velocemente, poi c’è ovviamente il classico “tasto-lunotto-posteriore” che disappanna e asciuga il vetro.  L’ unica circostanza critica è quando piove poco e piove sporco mentre l’ auto è ferma; in questo caso sarà sufficiente pulire il vetro una volta al mese, anche se, il fatto che “piove sporco”, è dovuto maggiormente all’ inquinamento che sarebbe molto meno se tutti avessero una Ioniq plug-in.

2. Freno di stazionamento “a pedale”
EcomobilityIdea-IoniqPlug-PedaleStaz.jpgUn’ altra nota critica rivolta alla Ioniq è che il freno “a mano”, il classico freno di stazionamento in realtà è “a pedale”.
Premesso che non l’ ho usato più di 2 volte, perché con l’ opzione P (Parcheggio) in pratica l’ auto non necessità del freno “a mano” tirato, in ogni caso non vedo dove stia il problema. Qualcuno potrebbe dire che in caso l’ auto sia parcheggiata in discesa o in salita, se non ci si ricordi di premere il pedale, e si stia per scendere, nel caso di un recupero repentino, con il classico freno “a mano” sarebbe più facile; vero, ma vero anche che l’ auto non la puoi spegnere se il cambio non è posizionato in “P”, che sarebbe simile a mettere una vecchia auto in prima marcia, quindi l’ auto non la lasciamo sicuramente in “folle” in una discesa o salita e come ci ricordiamo di tirare il freno a mano, dovremmo ricordarci di attivare il freno a pedale. Per ripartire, il freno a pedale si disattiva ripremendolo, quindi niente di complicato.

Se i difetti sono questi e si vuole rinunciare a dei consumi irraggiungibili da altre auto, direi che non valgono assolutamente questo svantaggio. 

Aumento del diesel: manovra fantasma del Governo in 2 mosse


EcomobilityIdea-DivDieselFumFioEcco cosa è trapelato dai corridoi di Palazzo: aumentare il prezzo del diesel senza che nessuno se ne accorga. Salvini l’ aveva detto: “voglio togliere le accise vecchie di 80 anni sui carburanti”.

In realtà la proposta a quanto pare prevede questo: aumentare il diesel di 0.030€/l  e di contro diminuire la benzina di 0.030€/l in modo da livellare la differenza di prezzo dei 2 carburanti.
Se attualmente il diesel alla pompa costa al litro 1.480€ e la benzina 1.600€, con questa manovra il diesel costerebbe 1.510€/l, mentre la benzina passerebbe a 1.570€/l avvicinando notevolmente il prezzo dei 2 carburanti. Ma non è finita, l’ aumento del diesel e diminuzione della benzina arriverebbe in 2 momenti: 0,015€/l il primo settembre 2018 e 0,015€/l il primo gennaio 2019. In questo modo la mano del Governo passerebbe molto inosservata, si potrebbe pensare ad un aumento o diminuzione dei carburanti alla fonte. Mossa molto astuta, visto anche che il consumo nazionale di diesel è maggiore rispetto ai consumi di benzina, quindi le entrate per il Governo sarebbero addirittura maggiori.

I sostenitori anti-diesel sarebbero pure contenti, i motori diesel perderebbero l’ ipotetica convenienza rispetto alle Full-Hybrid, ma anche rispetto alle plug-in e alle elettriche, oltre che a giovarne, ovviamente, sarebbe anche l’ Ambiente. Meno contenti gli utilizzatori di diesel in ambito lavorativo, ma allo stesso tempo anche per i privati. Per i lavoratori ci saranno probabilmente degli sgravi fiscali, mentre i privati saranno finalmente incentivati a non comprare auto diesel.

Far finta di non cambiare niente per cambiare molto? Staremo a vedere.

EcomobilityIdea-FumoCompl

Mercato auto aprile 2018: vendite in crescita e cala il diesel, ibride +53%, elettriche +96%, metano +107%


EcomobilityIdeaUnrae-Aprile2018EcomobilityIdeaUnrae_Aprile2017Il mercato auto di aprile 2018 mostra una sostanziale crescita rispetto allo stesso mese del 2017 e mostra un diesel alle corde, cala ancora, -3.7%, mentre crescono tutte le altre alimentazioni, ibride +53%, elettriche +96%, metano +107%.

Le ibride continuano a crescere, +54.2% che abbinato al +16.3% delle ibride plug-in fa +53% totale. Quota di mercato ibride 2018 al 3.8%, +1% su base annua.
Toyota rilancia e raddoppia: incentivi per chi cambia una vecchia auto, non più solo se diesel e quasi raddoppia le vendite rispetto ad aprile 2017.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideAprile2018Grafico green-start: ad aprile 2018 ibride inarrestabili: solitamente c’ era un calo significativo ad aprile sia rispetto a marzo che anche agli altri mesi di inizio anno, invece quest’ anno rimane sui numeri di marzo e gennaio. Se maggio si riconferma tra i migliori mesi dell’ anno per le ibride, ne vedremo delle belle.
EcomobilityIdea-greenStart-IbrideAprile2018Dopo 3 mesi in negativo, risorge il GPL, +9.8%, quota di mercato 2018 al 6.0%.
Il metano raddoppia e segna un +107%, sembra ormai passata la crisi nera del 2017 che dava il metano vicino all’ estinzione. Merito di Volkswagen che ha capito che in Italia chi non vuole più il diesel e non vuole spendere troppo potrebbe optare su un’ auto a metano.

GPL e metano nel complesso risalgono dopo mesi in negativo, ora detengono l’ 8.2% di quota di mercato, ancora lontani dai tempi migliori.

Le Immatricolazioni Diesel  lasciano per strada un 3.7 % rispetto ad aprile 2017. Un mercato italiano che da inizio anno è in linea con i volumi del 2017, +0.3% mostra un diesel che lentamente perde un 2.7%, ma al contempo le altre alimentazioni fanno numeri da record. Attenzione perché -2.7% significa che tutte le case automobilistiche perdono numeri importanti sul diesel, soprattutto per chi vende più diesel di altri,  ecco perché F.C.A. ha annunciato che nel 2022 non produrrà più diesel, perché deve già cominciare a convertire gli stabilimenti dedicati ai motori diesel con ciclo produttivo per altre alimentazioni, altrimenti significherebbe chiusura degli stabilimenti e perdite ingenti. 

Dopo anni in sordina, le solo-Benzina guadagnano un +16.2% rispetto allo stesso mese dell’ anno precedente riportandosi al 33.2% di quota di mercato. Questo è un segnale forte e importantissimo, perché significa un aumento delle emissioni di CO2, quindi diventa importante disincentivare il diesel, ma ancor più incentivare le altre alimentazioni e abolire le solo-benzina. Ricordiamo che la CO2 è il responsabile maggiore per il surriscaldamento globale del pianeta, ma i NOX (polveri sottili), prodotte dai diesel, sono nocive e mortali nell’ immediato.

Sotto la spinta della FormulaE, le Elettriche cambiano marcia e sfrecciano con un +96% e per la prima volta di sempre si sbloccano dai bassi numeri di aprile e mantengono lo 0.2% di quota di mercato. La quota di mercato è ancora molto bassa, però in moltissimi ormai abbiamo già visto almeno una volta un’ auto elettrica in carica. Se fossero equamente distribuite, ad oggi, ci sarebbero più di 100 elettriche per ogni provincia d’ Italia e quasi 2 per ogni Comune. E potrebbero essere molte di più se le colonnine fossero efficienti, perché il problema non è più la mancanza di colonnine di ricarica, ma il loro funzionamento. Pensate che, in Italia, per ogni colonnina esistente corrispondono 2 auto elettriche (anche se dovrebbero essere equamente distribuite sul territorio), ma spesso non sono funzionanti e il servizio che se ne occupa impiega ore a risolvere il problema. E qui cascano le nuove tariffe di Enel-X: 0.45€ al kWh per ricariche normali e 0.50 al kWh per ricarica fast. Tutti d’ accordo che non si può avere la ricarica gratis e che non è compito di Enel-X rendere appetibile l’ auto elettrica e va bene che ci sono costi di gestione e manutenzioni varie, ma allora non deve esistere che trovo una e una sola colonnina guasta. Per evitare questo i dipendenti e amministratori vari di Enel-X dovrebbero avere l’ auto elettrica e andare a ricaricarsi in tutte le loro stazioni per rendersi conto di cosa vuol dire efficienza. Sulle tariffe proposte si possono fare varie considerazioni, come per esempio che anche benzina e diesel non sono gratis, con l’ auto elettrica almeno potresti sfruttare la tariffa domestica o ancor meglio un impianto fotovoltaico, vantaggi che benzina e diesel non potranno mai darti.

Sui numeri, Smart-ForTwo è irraggiungibile, a tenere il passo c’è l’ efficiente Renault ZOE, staccate le altre a cominciare dalla Tesla Model S e stranamente, ad aprile, molto bassi i numeri della Nissan Leaf .
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheAprile2018Dal grafico green- start si vede il solito triangolo febbraio-marzo-aprile, ma si vede anche che i numeri di aprile per la prima vola di sempre sono il doppio dell’ aprile dell’ anno precedente. Vedremo se questo entusiasmo sarà frenato dalle nuove tariffe di ricarica o se l’ aumentare delle colonnine favorirà un maggio elettrizzante.
EcomobilityIdea-greenStart-ElettricheAprile2018Questo mese Elettriche molto avanti rispetto alle plug-in, insieme registrano 429 immatricolazioni “ricaricabili”, un po’ poche ma sono circa 4 auto ricaricabili in più per ogni provincia d’ Italia.

Dati 2017-2016: diesel peggior quota di mercato degli ultimi 5 anni, ibride avanzano continuamente, GPL+metano costanti, elettriche e ibride plug-in sono intorno a noi.
EcomobilityIdeaUnrae_Aprile2017EcomobilityIdeaUnrae-Aprile2016

Mercato auto marzo 2018: diesel -9%, elettriche da record, è +81.7%, ibride plug-in +107.5%


EcomobilityIdeaUnrae-Marzo2018EcomobilityIdeaUnrae_Marzo2017Il mercato auto di marzo 2018 è emblematico per la mobilità del futuro, diesel a -9%, elettriche al record di immatricolazioni mensili ed ibride plug-in a +107.5%.

Le ibride continuano a crescere, +26.1% che abbinato al +107.5% delle ibride plug-in fa +28.5% totale. Quota di mercato ibride stabile al 3.7% (+1% su base annua), se continua così entro un anno supereranno le GPL.
Toyota fa numeri da capogiro e gli altri stanno a guardare.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideMarzo2018Grafico green-start: a marzo 2018 riprende la marcia delle ibride, del resto in positivo da oltre 100 mesi consecutivi. 
EcomobilityIdea-greenStart-IbrideMarzo2018GPL da 3 mesi in costante flessione, -10.2%, quota di mercato solo al 5.9%.
Di contro il metano segna un +27.9%, ma del resto dopo mesi in negativo e cifre molto basse o toccava lo zero o dava dei segnali. Il segnale arriva da Volkswagen che questo marzo detiene quasi il 50% delle immatricolazioni a metano.

GPL e metano nel complesso sono in netta crisi, insieme hanno solo l’ 8% di quota di mercato, molto indietro rispetto a qualche hanno fa quando avevano quasi il 15%.

Le Immatricolazioni Diesel crollano a -9 % rispetto a marzo 2017. Un mercato che nel complesso questo mese è in negativo del -5.7% potrebbe alleggerire questo dato, in realtà lo accentua perché, avendo il diesel ancora una quota di mercato al 55.3%, nei volumi il dato evidenzia una crisi importante. Nel resto d’ Europa il diesel ha perso oltre il 15% di quota di mercato negli ultimi 5 anni, mentre in Italia solo il 4.2% ed è l’ unica ad avere ancora il diesel sopra al 50%. Vedremo comunque se questo comporterà un aumento del prezzo del diesel alla pompa.

Le solo-Benzina ancora in negativo, -3.9% rispetto a marzo 2017 e perde lo 0.6% di quota di mercato, ma alla fine è sempre intorno al 30%. Non capisco perché non vietare la vendita di auto solo-benzinaci sono ibride, ibride plug-in, GPL, metano ed elettriche, perché permettere motorizzazioni solo-benzina?!

Come previsto nell’ articolo di febbraio, Elettriche da record per il numero di immatricolazioni, 416 grazie alla realtà Smart e alla nuova Nissan Leaf. Marzo è sempre un buon mese per le elettriche, ma per la prima volta hanno superato quota 400 e soprattutto la quota di mercato ora è dello 0.2%. Aprile però potrebbe segnare una percentuale eclatante e dare definitivamente la spinta giusta alla nuova mobilità.
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheMarzo2018Dal grafico green- start si vede che le elettriche non sono più mosche “verdi” e curioso sarà il dato di aprile che negli anni ha sempre frenato l’ entusiasmo elettrico.
EcomobilityIdea-greenStart-ElettricheMarzo2018Sempre simili i numeri tra Elettriche e plug-in che insieme registrano 777 immatricolazioni “ricaricabili” e detengono lo 0.4% del mercato, il metano è avvisato.

Dati 2017-2016: diesel calano ma non troppo, ibride avanzano prepotentemente, GPL+metano in calo, di elettriche e ibride plug-in ne sentiremo parlare sempre di più.
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Mercato auto febbraio 2018: ibride +19.9%, ibride plug-in +65.5%, elettriche “Smart” +105%, risorge il metano con un +62.6%


EcomobilityIdeaUnrae_Febbraio2018EcomobilityIdeaUnrae_Febbraio2017Il mercato auto febbraio 2018 si apre con i dati unrae disaggregati tra ibride tradizionali e ibride plug-in, sembra poco, ma in realtà mostra l’ importanza del cambiamento in atto: signori e signore ci sono anche le ibride plug-in, cioè motore benzina più elettrico ma con batterie ricaricabili anche da presa di corrente, l’ anello mancante tra ibride ed elettriche.

Detto questo, i dati rivelano un “solo” +18.6% per le ibride classiche che abbinato al +65.5% delle ibride plug-in fa +19.9% totale. Quota di mercato che ora per le ibride si attesta al 3.8%, le GPL sono sempre più vicine.

Toyota sempre in testa, ma si macchia con disonore per la nuova pubblicità diffamante nei confronti delle auto elettriche dove dice che le sue ibride viaggiano il 50% in elettrico e le batterie si ricaricano senza il bisogno di lunghe soste. Va bene che le ibride sono molto meglio delle diesel, ma 50% in elettrico non è vero e le elettriche le ricarichi anche di notte o mentre fai altro, inoltre, visto che l’ hanno messa su questo piano, dopo 21 anni di tecnologia ibrida potrebbero fare di meglio. Toyota si salva in corner presentando la nuova Auris al Salone di Ginevra dove le uniche motorizzazioni possibili saranno ibride, quindi niente diesel e niente solo-benzina, ma per farsi perdonare dovrebbe fare almeno 35km/l così da convincere gli irriducibili del diesel.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideFebbraio2018Grafico green-start: febbraio 2018 un po’ a rilento per le ibride, ma un +19.9% su febbraio 2017 non è poi così male
EcomobilityIdea-greenStart-IbrideFebbraio2018GPL ancora in flessione, -10.1%, sembra finire l’ impulso degli ultimi anni, le GPL non sostituiranno le auto diesel.
Di contro risorge il metano, un +62.6% non se lo aspettava nessuno, in realtà più di un terzo delle immatricolazioni metano sono Golf, quindi  da capire se è un’ onda del momento o se continuerà. Come detto nei mesi scorsi, GPL e metano spesso si scambiano le rispettive quote di mercato senza mai raggiungere il 10% di quota mercato sommando le 2 alimentazioni. Questo almeno negli ultimi 4 anni, cioè da quando sono prepotentemente subentrate le  ibride.

Le Immatricolazioni Diesel sembrano stabili con un -0.9 % rispetto a febbraio 2017, ma a questo punto sarebbe da chiedersi di quanto è sceso il fatturato per le diesel visto che un’ auto diesel di pari gamma costa circa 1000 euro in meno rispetto all’ anno scorso. Ecco perché i numeri sono ancora alti, perché i concessionari sono bravi a svendere dei bidoni. Se anche  Fiat ha dichiarato che non commercializzerà più diesel dal 2022 ancor prima di presentare il piano industriale c’è da credere che molto presto il diesel crollerà. A differenza di Toyota Fiat vende molti diesel, quindi questa dichiarazione è pesantissima.

Dopo mesi di mercato costante le solo-Benzina vanno in negativo, -5.4% rispetto a febbraio 2017 e cede un 1.3 % di quota mercato fermandosi al 32.2%. A questo punto c’è da dire anche che le solo-benzina andrebbero abolite tanto quanto le diesel, ci sono ibride, ibride plug-in, GPL, metano ed elettriche, perché permettere motorizzazioni solo-benzina?!

Incredibile +105% delle Elettriche e anche se è ancora merito della Smart ForTwo ora non è più un’ incognita, ma una buona alternativa.
Dopodiché troviamo Citroen C-Zero e la Nissan Leaf, ma, come detto nei mesi scorsi, dipende dai tempi di attesa, quindi a marzo i dati potrebbero essere più significativi.
EcomobilityIdeaUnrae-ElettricheFebbraio2018Dal grafico green- start si vede come il 2018 è cominciato con buoni propositi elettrici.
EcomobilityIdea-greenStart-ElettricheFebbraio2018Curioso è il dato quasi identico tra elettriche ed ibride plug-in che, da sole sembrano irrilevanti, ma insieme fanno numeri interessanti, 491 immatricolazioni “ricaricabili”.

Dati 2017-2016: diesel resistono, ibride avanzano, ma ricordate che ora ci sono anche le ibride plug-in.
EcomobilityIdeaUnrae_Febbraio2017EcomobilityIdeaUnrae_Ottobre2016

 

Mercato auto gennaio 2018: gran partenza per le ibride, è +51.1%, partenza Smart per le elettriche, è +38.3%


EcomobilityIdeaUnrae_Gennaio2018EcomobilityIdeaUnrae_Dicembre2017Il mercato auto 2018 si apre con una gran partenza per le ibride che con un + 51.1% si portano ad un quasi inaspettato 4% di quota di mercato. Inaspettato come il segno + su quel +3.8% per le diesel o come il -2.0% per le GPL. Metano stabile con un +3.5%, mentre le elettriche, trainate dalle promozioni Smart ForTwo, segnano un +38.3%.

Toyota fa il pieno e quasi raddoppia, tutte le ibride aumentano i loro numeri rispetto a gennaio 2017, tranne la Suzuki Baleno. Un +51.1% è davvero importante considerando il solo +3.4% delle immatricolazioni complessive e un +0.6% di quota di mercato in un solo mese non si era mai verificato, ora le ibride sono una realtà che conoscono tutti.
EcomobilityIdeaUnrae-IbrideGennaio2018Grafico green-start: il 2018 parte con il miglior risultato di sempre per le ibride, pertanto si preannuncia una gran rincorsa al terzo posto di quota di mercato a scapito delle GPL
EcomobilityIdea-greenStart-IbrideGennaio2018Le immatricolazioni metano restano stabili, +3.5% rispetto al gennaio scorso e mostrano un mercato non in grado di competere con le altre alimentazioni.

Primo segno negativo dopo tanti mesi per le GPL, -2.0%, inaspettato perché sembrava una buona via di mezzo per sostituire le diesel in attesa di elettriche a costi più accessibili. Forse è già tempo per le ibride di sopravanzare.

Come detto, avrei scommesso su un segno negativo per le Diesel, è vero che la svendita al ribasso sembra un buon affare, ma mi aspettavo una reazione di intelligenza da parte degli italiani. E’ vero anche che qualcuno sostiene che il segno negativo di dicembre sia dovuto ai 2 giorni lavorativi in meno rispetto al precedente e così anche questo segno positivo sia dovuto ad un giorno lavorativo in più rispetto a gennaio 2017, però mi aspettavo qualche immatricolazione diesel in meno. Diciamo che, per il momento, il mercato diesel è stabile, vedremo nei prossimi mesi.

Costante il mercato delle solo-Benzina –0.2% rispetto a gennaio 2017 e non molla la sua quota mercato, detengono ancora il 32.6%.

Il +38.3% delle Elettriche è il riflesso della Smart ForTwo più che altro per promozioni e test-drive per il lancio della nuova elettrica.
Dopodiché troviamo Renault ZOE e Tesla Model S, manca la nuova Nissan Leaf probabilmente perché le ordinazioni arriveranno nei prossimi mesi, quindi sarà da aspettare il mercato di marzo-aprile per capire se le elettriche sono considerate dagli italiani.
EcomobilityIdeaUnrae_ElettricheGennaio2018La partenza sembra buona per le elettriche, lo si vede anche dal grafico green-start, da vedere se Smart continuerà con questo passo.

EcomobilityIdea-greenStart-ElettricheGennaio2018In conclusione, il 2018 si apre benissimo per le ibride, mentre incerto per tutte le altre alimentazioni.

Dati 2017-2016-2015: diesel e benzina mantengono ancora i loro numeri anche se con difficoltà. Ibride, GPL e metano si scambiano le quote di mercato sempre più a favore delle ibride, ma di questo passo la sostituzione delle diesel, almeno per l’ Italia, sembra ancora una questione a lungo termine.
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