Hyundai Ioniq plug-in a maggio per la seconda volta, ma a 131 Km/l


Con la bella stagione iniziano le ricariche gratis dal Sole e di conseguenza consumi ridotti. Con l’ esperienza dello scorso maggio ho ritenuto opportuno non ricaricarmi completamente la mattina, a meno di non sapere in anticipo se avessi fatto più di 45 km, così facendo ho ottimizzato al massimo la ricarica da fotovoltaico. Purtroppo ho avuto 3 giorni con il fotovoltaico “a metà” per colpa di un fusibile, ma niente di grave.
Questo mese anche piccola “incomprensione” con la mia Hyundai Ioniq plug-in, il carica-batteria si fermava prima del fine-carica, con il pallino della spina in alto a sinistra invece di essere verde era rosso: blocco per temperatura troppo alta. Avendo la riduzione schuko-industriale, da poco ho provato a cambiare quella per capire se il caricatore torna a rispondere correttamente, staremo a vedere.
Ma parliamo delle cose positive che ci mettono di buon umore.
Il motore benzina a maggio con la Fase2 post lockdown e’ praticamente inutilizzato, perché viaggi più lunghi di 63 km erano improbabili. Il fotovoltaico entra nella sua fase migliore e allora vediamo i numeri.

Viaggiando in Ioniq da fine ottobre 2018, possiamo confrontare i consumi tra maggio 2020 e maggio 2019.
A maggio 2019 i consumi erano a 67,5 km/l, mentre a maggio 2020 sono a 131,6 km/l, ma con 129 minuti in meno di ricarica e 9,1 litri di benzina in meno, percorrendo 239 km in meno. A far la differenza quindi sono stati i 2 viaggi di 120 km e i 4 viaggi di 70 km, nonostante i problemi avuti a maggio 2020 con i 3 giorni di fotovoltaico a metà e ricarica incompleta per 2 volte, oltre che con un prezzo al litro più basso nel 2020, il rapporto benzina-elettrico sarebbe dovuto essere più sfavorevole per l’ elettrico.

I consumi di benzina nel totale sono praticamente solo un terzo, quando l’ autonomia di un’ elettrica sarà oltre 500 km e il tempo di ricarica sarà inferiore a 3 minuti per 100 km allora si potrà fare il salto tutti insieme.
29.666 / 76.1 = 389,82 litri x 24 = 9.356 km percorsi in benzina
29.666 – 9.356 = 20.310 km percorsi in modalità ELETTRICA

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A maggio il Sole splende per molto tempo e regala energia.
In arancione sempre più lieve per il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2 che dopo i primi giorni del mese diventerà anche arancione e da metà maggio un azzurrino anche per la Fascia3 del mattino.
E non dimentichiamo le ricariche gratis (in verde) che si possono fare in alcune colonnine messe a disposizione da alcuni Comuni o centri commerciali.
A maggio 2020 il consumo è stato da record, 131,6 km con un litro di benzina pagata 1,299 euro al litro.
Dopo 19 mesi i consumi totali sono intorno ai 48,1 Km/l, mentre a maggio 2019 erano a 46,4 Km/l.
Si può ipotizzare anche il consumo senza fotovoltaico, ma se avete un tetto o comunque un posto dove poterlo mettere vi consiglio vivamente di non rinunciare all’ energia che il Sole ci regala ogni giorno; la spesa per un impianto fotovoltaico rispetto a quello che può dare è sostanzialmente irrilevante. Per una plug-in come Ioniq non è indispensabile, ma potreste risparmiare più di 500 € all’ anno, con accumulo anche 1000 € all’ anno, dopodiché nessun altra auto raggiunge consumi migliori, nessun carburante o alimentazione costa ed inquina meno di una ricarica domestica, se con fotovoltaico il costo è quasi zero anche dal punto di vista ambientale. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 19 mesi: 850 + 237 + 0 bollo = 1087 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 29.666 km ?
2.750 euro ? 2.200 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ? Più del doppio!

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Maggio 2020: il clima post lockdown


Il clima a maggio 2020 sarà studiato da molti, perché difficilmente ci sarà un’ altra occasione di “misurare” il clima con il mondo che riparte, quindi con l’ onda del lockdown a emissioni tra le più basse di sempre dal dopoguerra. L’ aria è stata sicuramente più respirabile e speriamo abbia reso più consapevoli molte più persone su cosa vuol dire aria inquinata e aria pulita.
A livello di temperature, maggio è stato caldo, ma non troppo: 3,6 gradi è la differenza tra la media stagionale e la media delle temperature minime, di contro la media delle temperature massime è stata di “solo” 2 gradi sopra la media stagionale.
Tutto sommato le temperature sono state costanti senza particolari sbalzi, ma molta pioggia, ben 16 giorni, inevitabile dopo così tanti giorni di siccità come marzo e aprile. Nonostante una temperatura minima mai sotto la media stagionale, si può definire un mese quasi “normale”, segno che il clima potrebbe “rigenerarsi” ad emissioni zero.
Purtroppo non bastano 2 mesi di lockdown, infatti già a inizio giugno il clima è tornato ad impazzire e le preghiere che invocavamo nel precedente articolo, purtroppo sono servite solo per maggio.
1 mag   min. 11  max. 21  (unico giorno con la temperatura minima uguale alla media stagionale)
8 mag  min. 13  max. 25 
16 mag min. 16  max. 20  
17 mag min.
15  max. 28    
25 mag min. 14 max. 27 
31 mag min. 17 max. 22

(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Dal punto di vista delle temperature minime c’è stato un record assoluto:
per la prima volta di sempre a maggio la temperatura minima non è mai scesa sotto la media stagionale con l’ “aggravante” che solo il primo maggio è stata uguale alla media stagionale.

Follia climatica!

Come sempre monitoriamo la temperatura minima nel corso degli anni e, dopo l’ illusione di aprile, si torna indietro, il record della temperatura minima sotto la media stagionale per più di 6 giorni continua e siamo a 26 mesi consecutivi, una situazione catastrofica. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 siamo soltanto a 10, il rischio di un nuovo record c’è, speriamo la Natura non voglia pareggiare il conto tutto in una volta! Per ora il lockdown non sembra aver cambiato più di tanto il clima, sono ancora troppe le emissioni di inquinanti nell’ aria.

Da oltre 2 mesi non si parla d’ altro che di corona virus e di centinaia di miliardi per salvare l’ economia, ma per ora l’ aria è tornata irrespirabile! Se abbiamo e dobbiamo investire miliardi, devono essere spesi per l’ Ambiente e in un colpo solo salveremo economia, l’ aria che ci piace tanto respirare e ci proteggeremo da virus che trovano nel particolato un alleato letale! 

Come sempre, per concludere, pioggia e nuvole hanno portato ad un maggio non molto redditizio dal punto di vista fotovoltaico, ma pur sempre meglio di aprile, anche se di poco, 691 kWh, testimonianza per quelli “Sì, ma quando piove o ci sono nuvole produce poco”.
Speriamo di tornare presto alla normalità e di seppellire le fonti fossili, favorendo fotovoltaico + auto elettrica + accumulo 

Aprile 2020: il clima ai tempi del lockdown


Il clima ad aprile 2020 sarà analizzato per anni, perché probabilmente non ci sarà mai un’ altra occasione di “misurare” il clima con quasi tutto il mondo intero bloccato da metà marzo fino appunto a fine aprile. L’ aria è stata sicuramente più respirabile e il non inquinamento ha sicuramente salvato più di vite di quelle che purtroppo ha portato via il corona virus.
A livello di temperature, aprile è stato davvero anomalo: per 17 giorni la media delle temperature minime è riuscita a rimanere uguale alla media stagionale, ma con differenze di 11 gradi, dopodiché, nei restanti 14 giorni è stata superiore di oltre 4,4 gradi rispetto alla media; nel complesso del mese è stata 2,2 gradi sopra la media. La media delle temperature massime invece è stata un po’ più costante, con 4,2 gradi sopra la media, ma comunque con differenze eclatanti passando da 12 a 26 gradi in 9 giorni. Un mese dunque imprevedibile, forse una prova di assestamento mal riuscita dovuta al lockdown. 

Giorni di pioggia 5, ma solo negli ultimi 3 giorni del mese si può parlare di giornate di pioggia significative! Il clima è impazzito e dovremo pregare tanto per non avere alluvioni a maggio.
1 apr    min. 1  max. 12  (1 aprile tra i più freddi degli ultimi 20 anni)
2 apr    min. 0  max. 13  (minima così bassa ad aprile non si vedeva da 17 anni)
3 apr    min.
2  max. 17    
6 apr    min. 9 max. 22 
10 apr  min. 7 max. 26
12 apr  min. 11 max. 25
16 apr  min.max. 21 
20 apr  min. 15 max. 19
26 apr  min. 15 max. 20 


(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

E’ stato un mese pieno di record e paradossi climatici.
Per la prima volta di sempre ad aprile la differenza tra la minima più bassa e la minima più alta è stata di 15 gradi e in soli 18 giorni.
La differenza tra la minima più bassa e la massima più alta è stata di 26 gradi
, situazione molto rara ad aprile, ma già successa nel 2011 e in altri mesi dell’ anno, ma ancor più raro è che si è verificato in soli 9 giorni, (ad aprile 2011, altro mese di follia climatica, successe in 5 giorni, a marzo 2005 i 26 gradi tra minima e massima si verificarono in 15 giorni, a dicembre 2009 per avere una differenza di 26 gradi ci vollero 12 giorni).
In questi ultimi anni non è un record, ma fa capire come aprile 2020 sia stato paradossale, la differenza tra la più bassa e la più alta temperatura massima è stata di 14 gradi in 9 giorni.
Follia climatica!

Come sempre monitoriamo la temperatura minima e questa volta qualcosa è cambiato, perché 5 giorni con la temperatura minima sotto la media stagionale non si vedeva da 24 mesi con l’ aggiunta di altri 4 giorni in cui la temperatura minima è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora però sono 25 i mesi consecutivi in cui le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione catastrofica. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 siamo soltanto a 10, andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?! Il lockdown e conseguente minor inquinamento per almeno 50 giorni al momento hanno fatto impazzire ancor di più il clima, ma forse le conseguenze le vedremo a maggio e giugno.

Da oltre un mese non si parla d’ altro che di coronavirus e di “fanta” miliardi per salvare l’ economia, ma fra 2 giorni saremo pronti a respirare nuovamente aria inquinata?! Se abbiamo e dobbiamo investire miliardi, devono essere spesi per l’ Ambiente e in un colpo solo salveremo economia, l’ aria che ci piace tanto respirare e ci proteggeremo da virus che trovano nel particolato un alleato letale! 

Come sempre, per concludere, la poca pioggia, o meglio il record di siccità, ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse il migliore di sempre, unica nota consolante, 683 kWh.
Speriamo di tornare presto alla normalità che non sia però quella di mettere in primo piano le fonti fossili, bensì fotovoltaico + auto elettrica + accumulo 

Hyundai Ioniq plug-in ai tempi del corona virus


Dai primi di marzo a fine aprile il mondo si è fermato e con esso anche la mia Hyundai Ioniq plug-in. Questo però è capitato a tutte le auto, mentre non si è fermata la convinzione che Hyundai Ioniq plug-in sia la soluzione per molte cose.  

A inizio marzo in pre-lockdown, lavoravo a giorni alterni tra sede lavorativa e smart-working, in più, per limitare gli spostamenti, mi fermavo al lavoro in pausa pranzo, rinunciando alla ricarica fotovoltaica di 50 minuti, ma non necessaria in quanto percorrevo meno chilometri. Dopodiché spostamenti solo all’ interno del Comune di residenza per la spesa e poco altro. Tutto questo mi ha fatto apprezzare la ricarica da fotovoltaico dalle 11:45 alle 14:15, quando il Sole è nel suo picco e con 2 computer e 2 monitor collegati.
La “fortuna” è stata anche che dal 9 marzo non ha praticamente mai piovuto, ma anche se ci fossero stati giorni molto nuvolosi, il fotovoltaico a metà giornata è comunque reattivo.
Quindi, rivedendo il sistema-lavoro, si può anche rivedere il sistema-auto, pensare cioè ad un’ auto elettrica che con 200 km di autonomia ti permetta il tragitto casa-lavoro con ricarica diurna da fotovoltaico a metà settimana mentre sei in smart-working.
Con questo sistema si può risparmiare sull’ acquisto di un’ auto elettrica, in quanto possiamo comprarne una con un’ autonomia bassa, ma anche sul sistema di accumulo fotovoltaico dato che riusciremmo a ricaricare durante il giorno a metà settimana e sabato o domenica. Il costo di un impianto fotovoltaico rimane, perché è impensabile non averne uno, dato che la spesa è ormai ridicola rispetto ai vantaggi che ti può dare a prescindere dall’ avere o meno un’ auto elettrica.
Detto questo, lo stesso ragionamento se non lo possiamo applicare al lavoro, lo possiamo fare pensando all’ auto elettrica come seconda auto di famiglia valutando tutte quelle auto che hanno circa 200 km di autonomia che, ad oggi, con gli incentivi, hanno un costo inferiore ai 16.500 euro.
A onor del vero c’è da dire che fra 3 anni le auto elettriche costeranno di meno ed avranno più autonomia, ma probabilmente gli incentivi saranno molti meno, poi per qualcuno 3 anni possono essere troppi, in più ad oggi è appunto possibile fare una prima esperienza elettrica a costi relativamente contenuti. Non dobbiamo farci ingannare dal fatto che i prezzi alla pompa di diesel e benzina sono crollati in questo periodo, perché saliranno molto velocemente e con essi anche le accise.

Questa volta non mi è possibile confrontare i consumi tra 2019 e 2020, ma possiamo comunque apprezzare le ricariche da fotovoltaico.

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
Già da inizio marzo si può apprezzare quanto un impianto fotovoltaico sia importante.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
A marzo aprile il consumo medio è stato di 59,4 km con un litro di benzina pagata 1,479 euro al litro.
Dopo 18 mesi i consumi totali sono intorno a 46,6 Km/l.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori, nessun carburante o alimentazione costa ed inquina meno di una ricarica domestica, se con fotovoltaico il costo è quasi zero anche dal punto di vista ambientale. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 18 mesi: 842 + 237 + 0 bollo = 1.079 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 28.328 km ?
2.735 euro ? 2.185 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ? Più del doppio!

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Marzo 2020: un mese normale?


Il caldo a marzo si è un po’ arrestato, ma non così tanto. E’ stato abbastanza normale pensando alle medie degli ultimi 10 anni, mentre un po’ caldo pensando alle medie stagionali: la media delle temperature minime, come ormai da 2 anni è stata 2.5 gradi sopra la media stagionale, mentre le temperature massime sono state superiori alla media soltanto di 1.1 gradi. Quindi il caldo si è leggermente attenuato, perché le premesse di febbraio facevano temere un marzo estivo. 
Colpisce il dato sui giorni di pioggia, 10, ma più che giorni, sono stati ore di poca pioggia! Il clima è impazzito, in inverno non piove più e dobbiamo pregare per non avere alluvioni a maggio e giugno.
1 mar    min. 7  max. 9  (1 marzo 2018 minima -3 massima -1)
5 mar    min. 3  max. 11
7 mar    min.
6  max. 16   
13 mar  min. 10 max. 16 
19 mar  min. 9   max. 21
24 mar  min. -1 max. 11  (uno tra i 24 marzo più freddi degli ultimi 30 anni, crollo di 10 gradi in 5 giorni)
29 mar  min. 8  max. 19
31 mar  min.max. 12  (uno tra i 31 marzo più freddi degli ultimi 20 anni)


(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

La differenza tra la minima più bassa e la massima più alta è stata di 22 gradi, non così improbabile a marzo (nel 2005 la differenza fu di 29 gradi), ma molto raro se si verifica in soli 5 giorni, con le temperature più basse dopo quelle più alte e così vicine alla fine del mese e mai accaduto prima se si pensa che dopo altri 5 giorni le temperature sono risalite nuovamente di 8 / 9 gradi per poi ricrollare di 6 gradi dopo 2 giorni. Follia climatica!

Questo inverno ho acceso il riscaldamento solo 3 giorni nel reparto notte, quando solitamente i giorni in cui non posso fare a meno di riscaldare la zona notte sono almeno 25. E’ bastato tenere caldo il reparto giorno-cucina dalla sera (18:45)  in poi con apertura circolo d’ aria verso il reparto notte dopo le 21 fino alle 23:30. Questo in un periodo comunque ristretto rispetto al normale circa dal 12 dicembre al 13 febbraio, per poi attivarlo sono nei giorni un po’ più freddi. 

Come sempre monitoriamo la temperatura minima ed anche questa volta la situazione è drammatica, solo 2 volte la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale e solo 5 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 24 i mesi consecutivi in cui le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione drammatica. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 siamo soltanto a 5, andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?! Il lockdown e conseguente minor inquinamento per almeno 50 giorni, faranno cambiare le sorti del 2020 anche dal punto di vista climatico?

Per la seconda volta consecutiva a marzo, la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale soltanto 2 volte.

Da oltre un mese non si parla d’ altro che di coronavirus e dati comunicati in modo errato, ma fra 10 giorni saremo pronti a respirare nuovamente aria inquinata?! Vogliamo davvero ricominciare da dove avevamo lasciato? Diremo ancora che se piove l’ aria sarà più pulita, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Per poi portarlo sulla nostra agricoltura e nei nostri piatti? Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse discreto a marzo, unica nota consolante, 466 kWh.
Se il meno freddo favorisse meno bisogno di riscaldamento, se il fotovoltaico e batteria di accumulo favorisse l’ auto elettrica e viceversa (perché avere un’ auto elettrica può scatenare l’ intelligenza di pensare ad un impianto fotovoltaico), forse inquineremo molto di meno e tutto si sistemerà. Purtroppo la Natura non è un sistema matematico, e se il punto di non ritorno fosse già stato superato?

Hyundai Ioniq plug-in a febbraio per la seconda volta


Con un febbraio così caldo le batterie tornano su buoni livelli e l’ effetto sui consumi si comincia a percepire. Con l’ esperienza dello scorso febbraio ho ritenuto corretto caricarmi di meno fino al 5 febbraio, per poi tornare a caricare sempre di più nei giorni a seguire e, come sempre, la mia Hyundai Ioniq plug-in ha risposto “presente”.

Il motore benzina a febbraio torna utile per qualche sera o mattina fredda e, come al solito, nei viaggi lunghi che però sappiamo non essere all’ ordine del giorno. In più il fotovoltaico comincia a risvegliarsi, pertanto, soprattutto dopo il 10 febbraio, dobbiamo valutare la ricarica al mattino prima di partire per il lavoro e durante la pausa pranzo.
Questo mese ho fatto 3 viaggi di 65 km, uno di 130 e uno di 230 km verso le montagne di Trento dove, a Folgaria, il 7 febbraio a 1610 metri di altitudine ho trovato un caldo anomalo, +6 gradi.
Un’ auto plug-in ideale deve unire il meglio di tutte le tecnologie, quindi autonomia elettrica tra 70 e 100 km, utilizzando un quarto di un pacco batterie di una full-Electric, poi un motore benzina con la massima efficienza ma utilizzato al minimo indispensabile, quindi un serbatoio che consenta solo ulteriori 400 km di autonomia. In questo modo non esiste l’ ansia d’ autonomia o l’ attesa da ricarica, non sono necessarie milioni di colonnine di ricarica, si favorisce la ricarica domestica e di conseguenza il fotovoltaico sia esso “casalingo”, condominiale o al posto di lavoro, dopodiché entrerà in funzione il motore benzina che ci farà rendere conto di quante volte facciamo più di 70 km in un solo spostamento. Finita l’ esperienza plug-in o si rimane con lei o, l’ unica alternativa intelligente, sarà passare al full-Electric.

Viaggiando in Ioniq da fine ottobre 2018, possiamo confrontare i consumi tra febbraio 2020 e febbraio 2019.
A febbraio 2019 i consumi erano a 36,8 km/l, mentre a febbraio 2020 sono a 41,5 km/l, ma con 695 minuti in meno di ricarica e 8,5 litri di benzina in meno, percorrendo 296 km in meno. 

I consumi di benzina nel totale sono praticamente solo un terzo, quando l’ autonomia di un’ elettrica sarà oltre 500 km e il tempo di ricarica sarà inferiore a 3 minuti per 100 km allora si potrà fare il salto tutti insieme.
27.751 / 73.2 = 379,11 litri x 24 = 9.098 km percorsi in benzina
27.751 – 9.098 = 18.653 km percorsi in modalità ELETTRICA

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A febbraio si assiste alla rinascita del Sole e ricariche complete.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
A febbraio il consumo è stato di 41,5 km con un litro di benzina pagata 1,496 euro al litro.
Dopo 16 mesi i consumi totali sono intorno ai 46,4 Km/l.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori, nessun carburante o alimentazione costa ed inquina meno di una ricarica domestica, se con fotovoltaico il costo è quasi zero anche dal punto di vista ambientale. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 16 mesi: 828 + 237 + 0 bollo = 1065 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 27.751 km ?
2.700 euro ? 2150 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ? Più del doppio!

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Febbraio 2020: il paradosso, temperature come a marzo


Il caldo non si ferma più ed anche a febbraio è stato gran protagonista. E’ stato il secondo febbraio più caldo di sempre, secondo solo al 2014, ma è stato protagonista di un paradosso clamoroso: il vortice polare è stato il più forte di sempre a febbraio lasciando temperature miti alla basse latitudini cosicché per la prima volta di sempre in un mese invernale, sia la media della temperature minime che quella delle massime sono state entrambe di almeno 3 gradi sopra la media stagionale, praticamente temperature rilevabili solitamente a marzo.
La media delle temperature massime è stata di 3.5 gradi sopra la media stagionale, la terza più alta di sempre a febbraio dopo quella del 1998 e 2019, mentre la media delle temperature minime è stata di 3 gradi sopra la media stagionale, seconda solo a quella del 2014! I giorni di pioggia, per non chiamarla pioggerella, sono stati soltanto 6 e 7 di nebbia, al minimo come nel 2019, in inverno non piove più ! Il clima è impazzito e non vogliamo ammetterlo.
4 feb    min. 5 max. 15  (4 febbraio 2012 minima -7 massima 0)
7 feb    min. -2 max. 12
14 feb  min.
3 max. 16   
15 feb  min. 3 max. 15   (15 febbraio 1998 minima 2.8 massima 19)

20 feb  min. 0 max. 14
26 feb  min. 7 max. 12  (26 febbraio 2018 minima -6 massima -1)

(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Il 7 febbraio sono stato al passo Coe (Trento) 1610 metri, neve nelle piste e dintorni, ma poco altro, parcheggio senza neve, ai lati della strada neve solo negli ultimi 10 chilometri:
temperatura alle 11:30 5 gradi
temperatura alle 14:30 6 gradi, l’ auto rimasta al sole per 3 ore segnava 19 gradi, poi dopo qualche minuto in movimento è tornata a 9, per poi fermarsi dopo 5 minuti a 6 gradi; temperature almeno 6 gradi sopra la media stagionale!

Come sempre monitoriamo la temperatura minima ed anche questa volta la situazione è inquietante, solo 2 volte la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale e solo 3 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 23 i mesi consecutivi in cui le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione drammatica. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 siamo soltanto a 3, andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?

Per la seconda volta consecutiva a febbraio, la temperatura massima è scesa sotto la media stagionale soltanto 2 volte, nel febbraio 2019 solo una volta.

Ogni giorno, ormai da più di 2 anni, tutti i telegiornali hanno una notizia su eventi climatici che da straordinari sono diventati ordinari e catastrofici, per poi passare a parlare di plastica e di specie animali in via di estinzione. Come al solito in questo periodo aria irrespirabile perché non piove, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Per portarlo sulla nostra agricoltura? Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse discreto a febbraio, unica nota consolante, 286 kWh.
Se il meno freddo favorisse meno bisogno di riscaldamento, se il fotovoltaico e batteria di accumulo favorisse l’ auto elettrica e viceversa (perché avere un’ auto elettrica può scatenare l’ intelligenza di pensare ad un impianto fotovoltaico), forse inquineremo molto di meno e tutto si sistemerà. Purtroppo la Natura non è un sistema matematico, e se il punto di non ritorno fosse già stato superato?

Gennaio 2020: il terzo più caldo di sempre


Non c’è mese ormai che non sia il secondo o il più caldo di sempre e anche gennaio 2020 non si fa attendere. In realtà è stato il terzo più caldo di sempre, dietro al 2014 e al 2018, ma di questo passo, o avremo 37 gradi a maggio oppure, per la teoria della compensazione del clima, avremo un marzo/aprile turbolento.
La media delle temperature massime è stata di 3 gradi sopra la media stagionale, la più alta di sempre a gennaio, mentre la media delle temperature minime è stata di 2.4 gradi sopra la media stagionale! I giorni di pioggia, per non chiamarla pioggerella, sono stati soltanto 4 e solo 5 di nebbia, al minimo storico, seppur simile al 2019, ma molto più caldo rispetto ad un anno fa. Le anomalie sono state molte e incredibili: la neve ormai è facile non prevederla e per poco le temperature massime non hanno superato la media di quelle di dicembre, già di per sé molto calde, andando a toccare i 10 gradi di media che non si erano mai visti a gennaio. Il clima è impazzito e non vogliamo ammetterlo.
2 gen   min. 0 max. 11
5 gen   min. 1 max. 13
7 gen   min.
-2 max 6    (nel gennaio 1985 la minima fu -14,2 e la massima -2, è stato il giorno più freddo degli ultimi 50 anni)
11 gen min. -1 max.15   (nel 1985 la minima fu -14,3 e la massima +0,2)

14 gen min. -3 max. 7
26 gen min. 6 max 11
31 gen min. max. 12 
(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Come sempre monitoriamo la temperatura minima ed anche questa volta la situazione è drammatica, solo una volta la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale e soltanto 5 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 22 i mesi consecutivi che le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione a dir poco allarmante. Nel 2019 solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, nel 2020 andrà peggio o la Natura è pronta a darci prova della sua forza?

Per la prima volta di sempre a gennaio, la temperatura massima è scesa sotto la media stagionale soltanto una volta, un’ anomalia assurda.

Ogni giorno, ormai da più di 2 anni, tutti i telegiornali hanno una notizia su eventi climatici che da straordinari sono diventati ordinari e catastrofici, per poi passare a parlare di plastica e di specie animali in via di estinzione. Come al solito in questo periodo aria irrespirabile perché non piove, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse il migliore di sempre a gennaio, unica nota consolante, 220 kWh.
Se il meno freddo favorisse meno bisogno di riscaldamento, se il fotovoltaico e batteria di accumulo favorisse l’ auto elettrica, forse inquineremo molto di meno e tutto si sistemerà. Purtroppo la Natura non è un sistema matematico, e se il punto di non ritorno fosse davvero già stato superato?

Hyundai Ioniq plug-in gennaio 2020: quando 63 km in elettrico sono sufficienti


Come a dicembre anche a gennaio il freddo, per quanto mite, si è fatto sentire, pertanto, rispetto allo scorso anno, ho cambiato stile di ricarica per la mia Hyundai Ioniq plug-in.

Come ribadito il mese scorso, per scaldare l’ abitacolo, ma anche per disappannare il vetro si attiva il motore benzina, allora non conviene partire a batteria completamente carica, perché ci potrebbe essere una dispersione di energia, in quanto il motore benzina ricarica anche la batteria e attivandolo subito in partenza con batteria “piena” si andrebbe a perdere questa energia. Inoltre a gennaio potrebbero volerci diversi minuti per scaldare l’ abitacolo e mantenere una temperatura gradevole intorno ai 18 gradi, tanto che in qualche fredda mattina conviene di più viaggiare in modalità ibrida.
Alla fine dei conti, se non usassimo il motore benzina nemmeno a dicembre e gennaio, salvo viaggi maggiori di 63 km, lo useremmo davvero pochissimo. Per questo motivo, dopo più di un anno di esperienza posso dire che il motore benzina potrebbe essere ridimensionato con un serbatoio molto più piccolo. Perché avere 1100 km di autonomia? Allo stesso tempo, un anno fa pensavo che 63 km in modalità elettrica fossero pochi e che averne 110 sarebbe stato molto meglio, in realtà l’ ideale sarebbe avere un’ autonomia elettrica di circa 70 km, perché di più comporterebbe un utilizzo del motore benzina troppo finalizzato ai viaggi molto lunghi che per molti di noi non sono la normalità. Probabilmente le auto plug-in dei prossimi anni avranno un’ autonomia elettrica tra 70 e 90 km. 

Torniamo ai nostri consumi e confrontiamo gennaio 2020 con gennaio 2019.
A gennaio 2019 i consumi erano a 33,4 km/l, mentre a gennaio 2020 sono a 33,8 km/l, ma con 608 minuti in meno di ricarica e 7,5 litri di benzina in più e percorrendo 114 km in più. 

I consumi di benzina negli ultimi 2 mesi sono aumentati, ma viaggiare con questi consumi a basse emissioni ti fa capire di aver fatto la scelta giusta.
26.117 / 73.9 = 353,41 litri x 24 = 8.482 km percorsi in benzina
26.117 – 8.482 = 17.635 km percorsi in modalità ELETTRICA

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A gennaio sono più evidenti le ricariche notturne o con Sole debole e ricariche incomplete, cioè senza raggiungere il 100% di carica, bensì spesso fermate al 70 %.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
In verde ricarica gratis (colonnina ZapGrid)
A gennaio il consumo è stato di 33,8 km con un litro di benzina pagata 1,529 euro al litro.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 15 mesi: 769 + 237 + 0 bollo = 1006 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 26.117 km ?
2.600 euro ? 2050 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ? Più del doppio!

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Dicembre 2019: si chiude il secondo anno più caldo di sempre


Il 2019 è stato il secondo anno più caldo degli ultimi 140 anni a livello mondiale, ma dicembre, per noi, è stato il più caldo di sempre.
La media delle temperature massime è stata di 2.4 gradi sopra la media stagionale, mentre la media delle temperature minime è stata di 4.4 gradi sopra la media stagionale! I giorni di pioggia sono stati soltanto 9 e solo 2 di nebbia, quindi non così tanti da favorire delle temperature minime così alte come nel 2014 (minima 4.6 gradi sopra la media con 13 giorni di pioggia e 8 con nebbia). Le anomalie sono state molte e incredibili: la neve ormai è un miraggio, soltanto pioggia mista neve il 12 e 13 dicembre, mentre il 18 dicembre è stato il più caldo di sempre e il 19 dicembre è stata raggiunta la minima più alta mai registrata a dicembre. Il clima è impazzito e non vogliamo ammetterlo.
12 dic   min. -1  max.5
13 dic   min  0  max. 5
17 dic   min.
11 max.13
18 dic   min. 11 max.16  (giorno di dicembre più caldo di sempre)

19 dic   min. 12 max.14  (minima più alta di sempre a dicembre)
20 dic   min. 11 max 12  (il 21 dicembre 2009 la minima fu -13)
30 dic  min. -2 max. 7 
(Sto descrivendo le temperature di casa mia, ma non serve che vi scriva dove, perché potete riconoscere questa follia climatica anche a casa vostra)

Per la prima volta di sempre a dicembre, la temperatura minima è scesa sotto la media stagionale solo una volta e soltanto 2 volte è rimasta uguale alla media del periodo. Per ora sono 21 i mesi consecutivi che le minime non vanno sotto la media per più di 6 giorni al mese, una situazione a dir poco allarmante, completata dal fatto che, nel 2019, solo 25 volte la temperatura minima è andata sotto la media stagionale, una situazione catastrofica.

Tra la minima del 19 dicembre (+12) e la minima del 21 dicembre 2009 (-13) ci sono 25 gradi, un’ anomalia assurda.
Dimenticavo, forse avrete notato che nell’ immagine iniziale dell’ articolo c’è un arcobaleno, la foto è stata scattata il 21 dicembre 2019 !

Ogni giorno, ormai da più di 2 anni, tutti i telegiornali hanno una notizia su eventi climatici che da straordinari sono diventati ordinari, per poi passare a parlare di plastica e di specie animali in via di estinzione. Come al solito in questo periodo aria irrespirabile perché non piove, come se la pioggia lavasse tutto il male che c’è nell’ aria! Spesso si parla di limitare l’ aumento della temperatura media mondiale di 1.5 o 2 gradi rispetto al trentennio 1970-2000, ma in Italia l’ aumento della temperatura è già di 2.47 gradi! 

Per il resto, la poca pioggia ha fatto si che il rendimento del fotovoltaico fosse migliore che a novembre, risultato 153 kWh, massimo storico per dicembre

Dicembre 2019: esperienza plug-in


Dicembre è tornato e con esso anche un po’ di freddo, pertanto ho dovuto valutare la strategia di ricarica della mia Hyundai Ioniq plug-in, dopo l’ esperienza dello scorso anno quando il freddo allungava leggermente il tempo di ricarica e l’ assorbimento delle batterie, oltre che il fotovoltaico è nel suo peggior mese dell’ anno.

Come accennato il mese scorso, per scaldare l’ abitacolo si attiva il motore benzina, allora tra dicembre a gennaio conviene valutare la modalità ibrida in modo da non sprecare il calore del motore solo per scaldare l’ abitacolo senza dimenticare che viaggiare in elettrico costa comunque meno di viaggiare a benzina (il limite si affievolisce solo tra il 20 dicembre e il 5 gennaio).

Con questi accorgimenti in realtà non si nota molto la differenza con dicembre 2018, cosa che in realtà dimostra che dicembre è il mese più conveniente per far andare l’ auto in modalità ibrida senza sottrarre troppa elettricità al fotovoltaico che alimenta il resto della casa.
A dicembre 2018 i consumi erano a 39,1 km/l, mentre a dicembre 2019 sono a 37,6 km/l, ma con 883 minuti in meno di ricarica e 9 litri di benzina in più e percorrendo 73 km in più. 

I consumi di benzina sono aumentati, ma viaggiare con questi consumi quando senti che dal 2021 aumenteranno le accise sui carburanti e il petrolio sta salendo ti fa capire di aver fatto la scelta giusta.
24.372 / 76.7 = 317,757 litri x 24 = 7.626 km percorsi in benzina
24.372 – 7.626 = 16.746 km percorsi in modalità EV

In tabella ho riportato tutti i dati e tempi di carica in base alla Fascia Energetica e con eventuale fotovoltaico attivo.
A dicembre sono aumentate le ricariche notturne o con Sole debole e ricariche incomplete, cioè senza raggiungere il 100% di carica, bensì spesso fermate al 65 %.
In arancione il Sole del mattino in Fascia1 dalle 8:00 alle 8:45, in azzurrino il Sole del mattino dalle 7:00 alle 8:00 in Fascia2.
A dicembre il consumo è stato di 37,6 km con un litro di benzina pagata 1,524 euro al litro.
Potete pure ipotizzare il consumo senza fotovoltaico e vi accorgereste che nessun altra auto raggiunge consumi migliori. Infine ricordatevi sempre che il bollo auto incide molto sulla spesa e per le ibride e ibride plug-in non si paga per 3 anni, mentre per le elettriche per 5 anni.

Costi sostenuti dopo 14 mesi: 690,677 + 237 + 0 bollo = 927,677 euro
E voi quanto avete speso per la vostra auto per percorrere 24.372 km ?
2.500 euro ? 1950 di carburante + 300 manutenzione + 250 bollo ?

Per rispondere a gran parte delle vostre domande su plug-in ed elettriche in questo link trovate delle risposte interessanti.

Senza Eni è meglio, abbiamo un’ altra Energia


Da troppo tempo sentiamo l’ “esaltante” pubblicità di Eni dove appare fortemente impegnata nelle energie rinnovabili e nella decarbonizzazione e la pubblicità finisce con “Eni da sola non ce la può fare, ha bisogno di Luca e Silvia, perché Luca e Silvia è meglio di Eni, insieme abbiamo un’ altra energia”, oppure “ENI+Chiara, ENI+Silvia, ENI+Luca sono più di ENI”.

Gli investimenti totali di Enel (fatturato 2018 pari a 75,77 miliardi di € e utile netto di 4,79 miliardi di €) per il periodo 2020-2022 saranno pari a 28,7 miliardi di euro. Alla decarbonizzazione del parco impianti sarà destinato il 50% del totale, con 14,4 miliardi per accelerare la realizzazione di nuova capacità rinnovabile e sostituire progressivamente la generazione da carbone.
Invece ENI, da quest’ anno al 2022 investirà 3 miliardi di euro in progetti di decarbonizzazione, economia circolare e nello sviluppo delle rinnovabili. E nel prossimo quadriennio c’è in previsione di spendere novecento milioni di euro in ricerca e sviluppo, la metà dei quali proprio su tecnologie per la decarbonizzazione e progetti per l’economia circolare.

Il problema è che ENI nel frattempo, maschera i buoni propositi continuando ad investire sul TAP, il gasdotto dalla Turchia alla Grecia al sud Italia, una catena di 4.000 km. Il gas non è più una fonte adatta alla transazione energetica per la decarbonizzazione, questo era accettabile 15 anni fa, ora è tardi è un’ opera che porterà solo altro inquinamento e ritarderà la transazione energetica, perché l’ importante è ritardare il più possibile la transazione energetica. Anche perché la stessa Snam dice che si possono sostituire dal 5 al 10 % di gas naturale con idrogeno senza investimenti significativi. Ammesso che l’ idrogeno sia la soluzione, il gas sicuramente non lo è.
Il fatturato di ENI è stato di 76,93 miliardi di € nel 2018 (fatturato più alto d’ Italia, 150esima nel mondo) con un utile netto di 4,24 miliardi di €, quindi direi che per i danni ambientali che ha portato fin’ ora dovrebbe investire almeno il quadruplo (visti i numeri di ENEL), evitando investimenti contro l’ Ambiente, come la devastazione del delta del Niger e il gas flaring.
Quindi non dimentichiamo che ENI vende per lo più carburanti, petrolio, quindi “Persone senza ENI è meglio di ENI. Senza ENI abbiamo un’ altra Energia”.
Parlando di energia rinnovabile molto spesso si pensa solo al Sole, mentre comprende luce solare, vento, pioggia, maree, onde e calore geotermico. Il 70 % della Terra è occupato da acqua, quindi il moto ondoso potrebbe garantire energia a sufficienza, come del resto, il Sole è infinito e noi senza Sole non esiteremmo.

Scrivo questo articolo, perché è vero che ENI sta investendo, ma ENI ha bisogno anche di EcomobilityIdea che la sproni ad investire di più e meglio!