EcomobilityIdea 2019: la scossa


Il bilancio Ambientale 2019 è di quelli che restano nella memoria, un anno caldo da tutti i punti di vista.

Il concetto di plastica “usa e getta” è stato quantomeno scardinato, si è finalmente capito che dal 1970 ad oggi, in soli 50 anni abbiamo devastato il pianeta, ma ora in molti hanno capito che si può vivere facendo scelte diverse e si stanno muovendo per risolvere il problema. Si sta tornando alla spesa “sfusa”, sostenibile e consapevole, cioè i sacchetti di plastica sono ormai spariti e si riempie il proprio contenitore a partire da un unico grande contenitore, senza quindi nuovi imballaggi. Speriamo di non vedere più confezioni di plastica con una banana o un’ arancia già sbucciata, uno spreco che i genere umano non può più accettare.

Il clima si è surriscaldato, è stato l’ anno più caldo di sempre, temperature minime quasi sempre sopra la media e con minime da record come i 12 gradi a metà dicembre nelle pianure del nord-est d’ Italia.
L’ Amazzonia brucia, le foreste del mondo bruciano, ma a pochi interessa, perché fanno più danni 10 “cattivi” rispetto a quello che possono fare 100 persone che si definiscono oneste, oppure ci sbagliamo?

La mobilità sta cambiando, ma non è ancora del tutto matura per la mobilità elettrica. Il ventennio storico per il diesel è finito nel peggiore dei modi, dopo aver conquistato quasi tutti, nell’ ultimo anno e mezzo ha perso tutta la sua credibilità e probabilmente fra 2 anni non si potranno più vendere e comprare auto diesel. I blocchi del traffico aumentano per le auto immatricolate pre-2012 e le restrizioni sulle omologazioni cominciano a farsi sentire. L’ aria è irrespirabile e qualche decisione dura a volte va presa, non ne faccio una colpa per chi ha comprato un’ auto prima del 2016, anche perché non c’ erano molte alternative, ma tutti per vivere respiriamo e saremmo ipocriti a dire oggi “Per quello che serviva a me, non esisteva un’ altra auto meno inquinane di questa”. Gli incentivi ci sono, ed oggi ci sono elettriche e plug-in per tutte le tasche.

Come da tradizione, facciamo un piccolo bilancio su EcomobilityIdea:

9.007 visitatori per 12.542 visualizzazioni. Un miglioramento rispetto al 2018 per quel che riguarda i visitatori cresciuti dell’ 8.1 %, mentre rallentano le visualizzazioni che perdono il 3.6 %.
Gli articoli nuovi sono stati 48 e si è aggiunta una pagina importante per il clima
https://ecomobilityidea.wordpress.com/category/clima/ .
– 64.866 visualizzazioni e 38.259 visitatori totali dal 2013 ad oggi. Non si può dire che sono numeri da influencer, ma non si può nemmeno dire che EcomobilityIdea non esista, è un po’ come le auto elettriche, qualche anno fa sembrava non esistessero, ora le conosciamo e vogliamo saperne sempre di più.
– miglior risultato giornaliero: 457 visualizzazioni, 332 visitatori  (23 giugno 2018)
70 paesi nel mondo ci hanno visitato nel 2019, di cui 4 con più di 100 visualizzazioni. In totale, dal 2013 sono 116 paesi nel mondo in visita di cui 10 con più di 200 visualizzazioni e 4 paesi con più di 1.000.
– Articoli più visitati
Twizy, plug-in vs elettriche, FreeEnergy, V.o.l.p.e. car e Hyundai Ioniq.

– il petrolio rimane abbastanza costante intorno ai 57 dollari al barile, ormai nemmeno le guerre lo fanno spostare di molto, segno che saranno anni difficili per i petrolieri. Al momento, ad aumentare è il prezzo netto del diesel e non si fermerà.

– Le immatricolazioni di auto elettriche nel mondo sono oltre 6 milioni, nel 2019 in crescita del 90 % rispetto al 2018. Le nuove normative Euro 2020-2021 saranno decisive per tutti.

Vi ringraziamo tutti: chi ci ha letto, chi ci ha condiviso, chi ci ha criticato in modo costruttivo, i 791 amici di facebook, i 359 follower su twitter, chi ha a cuore l’ Ambiente, questo povero amico indifeso, e spera di migliorarlo e proteggerlo .
Vi auguriamo un buon 2020 pieno di Eco-mobility-Idee, senza petrolio, motori diesel e plastica per un’ aria e una Terra più pulita.
Ringraziamo inoltre Hyundai Ioniq plug-inElon Musk per Tesla e SolarCity e le info di “Aboliamo il motore a scoppio e installiamo energie rinnovabili“.

EcomobilityIdea 2018


EcomobilityIdea-Stats-Country190101Il bilancio Ambientale 2018 è di un anno di cambiamenti, non solo cambiamenti climatici, ma prese di coscienza importanti contro l’ inquinamento.

Finalmente si è capito che la plastica e il concetto di “usa e getta” è una catastrofe, perché non tutti hanno la coscienza al riciclo, ma, pur avendola, la Terra non ha spazio per tutta la plastica che utilizziamo; 45 anni di plastica e il mondo è stato sommerso! Ebbene sì, nel 1970 il “concetto” di plastica odierno praticamente non esisteva, come non esistevano le grandi distribuzioni, come non esistevano i congelatori, ma forse si stava meglio e si mangiava meglio. Dopo il primo passo lo scorso gennaio sui sacchetti della spesa che sembrava una cosa impossibile e discutibile, ma che ce ne siamo già dimenticati, ora si fa sul serio e dal 2021 sarà abolita tutta la plastica “usa e getta” e i famosi cotton-fioc. Su certi scaffali però vedo confezioni di plastica con una banana o un’ arancia già sbucciata o cose simili, ancora non ci siamo! Speriamo in meglio.

Altro punto cruciale 2018 sono state le auto, dalle nuove normative entrate in vigore a settembre, ai blocchi del traffico in molti centri abitati di auto diesel Euro 0,1,2,3,4 e benzina Euro 0,1,2. Non sono mai molto d’ accordo sul bloccare un’ auto che meno di 10 anni fa mi è stato permesso di comprare, ma ancor prima è stato permesso a qualcuno di venderla ed ora  non va più bene e devo spendere non pochi soldi per cambiarla, però sono contento che ci siano, perché l’ aria è irrespirabile e i vecchi motori ci uccideranno prima del surriscaldamento globale. Non ne faccio una colpa per chi ha comprato un’ auto prima del 2016, anche perché non c’ erano molte alternative, ma tutti per vivere respiriamo e saremmo ipocriti a dire che “non sapevo che quest’ auto inquinasse così tanto”.
Anche su questo aspetto c’è stato un cambio di rotta e finalmente anche in Italia, a partire da marzo 2019, verranno introdotti degli incentivi statali per cambiare vecchie auto, che ha molto più senso dei blocchi del traffico.

Nel frattempo il clima è impazzito, temperature minime altamente sopra la media con mesi record di temperature minime 5 gradi sopra la media come luglio, agosto e settembre e 6 gradi a novembre, alluvioni e trombe d’ aria a fine ottobre, vento a 180 km/h in montagna. E questo solo in Italia. L’ ultimo ghiaccio polare della Groenlandia si è spaccato e potrebbe portare nuove conseguenze disastrose sul clima.

Non ci resta che fare un piccolo bilancio su EcomobilityIdea:

8.331 visitatori per 13.011 visualizzazioni. Un gran miglioramento rispetto agli anni precedenti, sia se si guarda al dato visitatori cresciuto del 17.9 %, che per le visualizzazioni cresciute del 10.6 %.
Gli articoli nuovi sono stati 25 e si è aggiunta una pagina importante per la mobilità sostenibile https://ecomobilityidea.wordpress.com/ioniq-plug-in/ .
– 51.930 visualizzazioni e 29.041 visitatori totali dal 2013 ad oggi. Non si può dire che sono numeri da influencer, ma non si può nemmeno dire che EcomobilityIdea non esiste, è un po’ come le auto elettriche, sappiamo che esistono, ma non le vediamo, almeno fino a qualche anno fa, ora sempre di più.
– miglior risultato giornaliero: 457 visualizzazioni, 332 visitatori  (23 giugno 2018)
68 paesi nel mondo ci hanno visitato nel 2018, di cui 4 con più di 100 visualizzazioni. In totale, dal 2013 sono 109 paesi nel mondo in visita di cui 8 con più di 200 visualizzazioni.
EcomobilityIdea-Statisticheanni2018– Articoli più visitati
Twizy, mercato auto, FreeEnergy e V.o.l.p.e. car e Adiva come sempre.

– il petrolio è crollato sotto i 46 dollari al barile, (un anno fa aveva appena superato i 60) il che significa che va tenuto d’ occhio, perché così basso potrebbe mostrare una situazione mondiale instabile. Inoltre va tenuto d’ occhio il prezzo netto del diesel che potrebbe salire ancora.

– Le immatricolazioni di auto elettriche nel mondo sono 4,5 milioni, ma se in passato affinché fosse immatricolato un milione di auto era necessario un arco di tempo pari a circa 17 mesi, ora lo stesso risultato viene ottenuto nel giro di appena 6 mesi. Il governo cinese ha imposto l’obbligo, per le case automobilistiche che producono o importano più di 30 mila vetture l’anno, di passare progressivamente dalla vendita di modelli a benzina e Diesel alla commercializzazione di vetture elettriche e ibride plug-in. Un’imposizione prevista a partire dal 2019.

Vi ringraziamo tutti: chi ci ha letto, chi ci ha condiviso, chi ci ha criticato in modo costruttivo, i 727 amici di facebook, i 366 follower su twitter, chi ha a cuore l’ Ambiente, questo povero amico indifeso, e spera di migliorarlo e proteggerlo .
Vi auguriamo un buon 2019 pieno di Eco-mobility-Idee, senza petrolio, motori diesel e plastica per un’ aria e una Terra più pulita.
Ringraziamo inoltre Hyundai Ioniq plug-inElon Musk per Tesla e SolarCity e le info di “Aboliamo il motore a scoppio e installiamo energie rinnovabili“.

ParisClimateConference: obiettivi a lungo termine e senza soluzioni


EcomobiliyIdea-RotondaLandDa pochi giorni si è conclusa la conferenza di Parigi che dovrebbe risolvere i problemi sul clima, ecco i punti principali dell’ accordo:
1. Riscaldamento climatico al di sotto dei 2 gradi, puntando a 1,5 gradi
2. Revisione ogni 5 anni
3. Problema innalzamento del mare come le isole Marshall
4. Dialogo facilitato per arrivare al 2020 con nuovi indici
5.100 miliardi di dollari l’anno dal 2020 dai paesi ricchi ai paesi più poveri
6. L’ accordo impone che il mondo deve azzerare le emissioni di gas serra nella seconda metà del secolo.
L’ accordo è avvenuto grazie alle intenzioni di Obama e della Cina. Obama il più ambientalista dei presidenti statunitensi, che, aggirando i veti della destra negazionista, ha imposto tetti alle emissioni in diversi settori; la Cina per la prima volta ammette la consapevolezza che già oggi paga un prezzo insostenibile per la salute dei suoi abitanti. L’ allarme rosso per l’ aria inquinata di Pechino è un chiaro segnale di degrado insopportabile per il ceto medio-alto che sostiene il regime e una consapevolezza politica che questa volta non nasconde i dati sullo smog.
Obama è ai suoi ultimi 12 mesi di presidenza con il rischio che i repubblicani mandino in fumo quanto fatto dal Presidente uscente. Il rallentamento della Cina riduce l’ uso di combusibili fossili, facendo sembrare più semplice la diminuzione di gas serra e il prezzo del petrolio che cala ne incentiva l’ uso. Il rischio è di ritardare il processo di riduzione delle emissioni che si aggraverà quando la Cina riprenderà a crescre, perché fino ad allora si sarà fatto poco e il tempo perso sarà irrecuperabile.
In Europa, la Germania offre un modello sull’ adozione delle energie rinnovabili dando al settore privato l’ obbligo di pensare alle strategie future dove l’ energia fossile è destinata al declino. Ma anche qui la decrescita economica e il prezzo del petrolio così basso non favoriscono il processo.
Il problema dell’ America è che ormai è il primo produttore di petrolio assiema all’ Arabia Saudita e invertire il processo proprio adesso non è visto come una mossa vincente, ma con il prezzo del petrolio ben al di sotto dei 60 dollari sono costretti a distruggere l’ Ambiente ad un prezzo doppiamente insostenibile. Sì perché il fracking o shale-oil è una tecnica che devasta l’ Ambiente con dei costi insostenibili anche con gli aiuti di Stato se il petrolio sta ben al di sotto dei 60 dollari (I sussidi mondiali ai combustibili fossili nel 2011 ammontavano a 520 miliardi di dollari, il 30% in più rispetto al 2010). Allora perché non spostare tali aiuti sulle rinnovabili invece che sperare che il prezzo dell’ oro nero aumenti, visto anche che è destinato ad essere sostituito e a non servire più ? Inoltre c’ è il doppio gioco (o doppio gol) dell’ Arabia Saudita che con un prezzo del petrolio così basso può resistere per 3 anni senza problemi così da far chiudere le raffinerie statunitensi, ma ha anche interesse a tenerlo così basso proprio per disincentivarne la sua sostituzione e magari proprorlo ai paesi più poveri come alternativa al carbone. Se invece si vuole vincere contro l’ Arabia, o meglio, contro il petrolio, si dovrebbe evitare la concorrenza tradizionale su di esso e puntare sulle rinnovabili da estendere a tutti e a tutto ciò che necessita di energia. (Questa è concorrenza all’ Arabia o al petrolio, no il fracking)
Per la Cina e l’ Europa invece, proprio la decrescita e il prezzo basso del petrolio dovrebbero essere un incentivo a sostituirlo, perché se, per produrre pannelli fotovoltaici o pale eoliche o il discusso lampione-EoloSol, ci vuole energia e tale energia deriva dal petrolio, costa meno produrli adesso e al tempo stesso aprirebbe lavoro a migliaia di persone. E meno l’energia sarà prodotta dal petrolio e meno ci costerà sia dal punto di vista economico che ambientale. Mentre con un’ economia in crescita, un bisogno maggiore di energia, forza lavoro già occupata, un prezzo del petrolio sopra ai 60 dollari, paradossalmente sarà più difficile avere le risorse per rinnovare l’energia.

Con questa premessa il primo punto dell’ accordo è pura propaganda visto che 1 grado ce lo siamo giocato negli ultimi 20 anni di industrializzazine, e 0,5 gradi ce lo giocheremo nei prossimi 5 cioè in tempo per quando si rincontreranno i capi di Stato a ridiscutere di clima.
La revisione ogni 5 anni vista la gravità del problema dovrebbe essere almeno ogni 3.
La cifra dei 100 miliardi di dollari l’ anno non ci deve impressionare, perché è paragonabile a qualche giorno di speculazione finanziaria, poi nell’ accordo non è scritto se e come i paesi poveri dovranno restituirli o se è un “Fondo-Ambiente-Globale”. Il problema sarà come investirli e controllare che vengano investiti e su questo punto non è stata menzionalta ancora nessuna soluzione tranne di utilizzare le fonti rinnovabili. Ma come usarle? Va pensato bene come usarle, perché se sacrifichiamo i campi agricoli per “piantare” pannelli fotovoltaici siamo fuori strada, se oscuriamo le coste e le montagne con pale eoliche di centinaia di metri siamo fuori strada. Ecco appunto, non a caso “fuori strada”, perché è la strada la rete di tutti i nostri collegamenti e anche di quelli elettrici, allora perché non potenziare la strada con miliardi di lampioni-Eolico-fotovoltaici? Che potranno fare anche da colonnine di ricarica per i veicoli elettrici? Così forse non dovremo aspettare il 2100 per azzerare le emissioni (cosa che pochi di noi potranno verificare), ma nel 2030 saremo tutti consapevoli della data certa della loro fine senza rimpiangere Venezia sotto al mare.

Il protocollo di Kyoto di 18 anni fa prevedeva di diminuire le emissioni nocive del 5% dal 2008 al 2012 e invece sono aumentate del 40%. La conferenza di Parigi si è conclusa con 4 minuti di applausi, ma con che coraggio applaudire la morte certa del pianeta?
EcomobilityIdea-UomoAmbiente

ParisClimateConference: accordi inconsistenti


EcomobilityIdea-lampioni_cina_EoloSolEra il 1997 quando 35 paesi che rappresentavano il 35 % delle emissioni globali di anidride carbonica, firmarono l’ accordo che impegnava 169 nazioni del mondo a ridurre tra il 2008 e il 2012 il totale delle emissioni del 5% rispetto ai livelli del 1990.
Dopo il flop di Copenaghen del 2009, l’ accordo contro il riscaldamento globale che uscirà da Parigi sarà sottoscritto da 167 paesi, responsabili del 95 % delle emissioni.
Rispetto al 1997, (ormai 20 anni fa), è cambiato che, gli Stati Uniti, da assenti sono diventati i promotori del meeting assieme alla Cina e che finalmente tutto il mondo si è reso conto che il problema esiste. Dopodiché se risolverlo e come è tutto da vedere e soggettivo per ogni singolo paese.
Già per questo motivo è un flop annunciato, oltre al fatto che si dimentica che i cambiamenti climatici sono l’ ultimo stadio del problema, in quanto i milioni di malattie e morti da emissioni nocive sono attuali e devastanti oggi. Probabilmente moriremo prima di vedere la temperatura media del pianeta superare i fatidici 2 gradi.
Ogni governo ha già deciso per suo conto che taglierà le emissioni, poi di quanto e entro quando non si sa, l’ importante è darsi degli obiettivi a lungo termine così da non esser giudicati troppo presto.
Gli Stati Uniti, o meglio, Obama, vogliono fare da traino e da esempio riducendo del 25% le emissioni da qui al 2025, e la data di scadenza per il 100% è per il 2100. Seppure una svolta positiva è un altro flop, perché il 2100 è una data che rinvia il problema alla prossima generazione, in contraddizione con quanto detto da Obama <<.. Abbiamo il potere di cambiare il futuro ma solo se saremo all’ altezza… siamo l’ultima generazione che può fare qualcosa>>. L’ obiettivo deve essere che entro il 2030 dovremo aver già ridotto di oltre il 50 % le emissioni in modo da poter vedere la fine dei combustibili fossili entro il 2050. Oltretutto gli obiettivi devono essere a scadenze di 5 o 6 anni da qui al 2050 così da valutarne l’ efficacia prima che sia troppo tardi, mentre l’ accordo di Parigi entrerà in vigore nel 2020, praticamente un suicidio (come da parole di Papa Francesco: <<Il mondo è sull’ orlo del suicidio>>). Il 2100 è un chiaro segnale di presa in giro, cioè dare all’ opinione pubblica l’ idea di occuparsi di Ambiente, poi al 2030 dire che non è stato raggiunto il 25 % di riduzione, ma il 18% per colpa dei Repubblicani ma c’ è comunque da stare soddisfatti e ottimisti, anche perché il resto del mondo ha ridotto le emissioni del 10%. Scusate, ma è una presa in giro che non accettiamo!
In parte, gli stati europei, con Francia e Italia in testa, chiedevano di fare una tabella di marcia con verifica degli obiettivi dopo 5 anni, ma Cina, India e Arabia Saudita sono d’ accordo solo per una generica promessa di rivedersi senza impegni precostituiti.
Per la Cina è solo una questione di prudenza e si impegna solo a fermare l’ aumento delle emissioni entro il 2030. L’ India, forse giustamente, vuol far valere il suo diritto a crescere e quindi un diritto ad inquinare come hanno fatto in passato gli altri paesi. L’ Arabia saudita sappiamo perché non ha interesse a lasciare i combustibili fossili sottoterra, ma forse dovrebbero essere i primi a capire che l’ era dei combustibili fossili è giunta alla fine e che con i loro soldi potrebbero essere promotori di nuove tecnologie su cui mettere veto.
Al fine di aiutare i paesi più poveri a fronteggiare l’ aumento di emissioni saranno stanziati 100 miliardi di dollari l’anno che dal 2020 i paesi ricchi dovrebbero girare ai paesi più poveri.
Il carbone in India costituisce il 59 % della potenza elettrica installata e gli attuali impianti a carbone di tutto il mondo producono un trend di emissioni che nel 2030 sarà del 150% superiore rispetto al trend necessario a mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2 gradi. E non vogliamo spaventarvi considerando le 2400 centrali a carbone già progettate o in costruzione, ma è chiaro che al 2030 gli obiettivi di Parigi-2015 appariranno briciole. E forse non tutti sanno che il carbone è il combustibile più inquinante ed è ancora la prima fonte di elettricità (perché è a basso costo).
Il petrolio, l’ oro nero, cala di prezzo perché cala la domanda, perché migliora l’efficienza energetica, perché la Cina ha calato i suoi ritmi di crescita. Nonostante ciò, secondo la Iea (Istituto di ecologia applicata) la domanda mondiale crescerà dell’ 1% l’ anno fino al 2020, ma solo al 2040 comincerà a calare. Sempre meglio della crescita del 2% l’ anno a cui eravamo abituati, potrebbe dire qualche ottimista. Questo aumento dipenderà molto dal fatto che il carbone sarà sostituito dal petrolio, con i paesi ricchi che ne utilizzeranno meno grazie alle rinnovabili, ma se l’ accordo di Parigi asseconda questo futuro è un completo disastro.
Tornando ai 100 miliardi di dollari l’anno, presumibilmente per 20 anni, in realtà ne bastano 100 per 3 anni, basta costruire dei lampioni eolico-fotovoltaici, #EoloSol. Perché è la soluzione?
1. perché le strade sono fatte per andare ovunque, quindi energia pulita per tutti ovunque. Questo significa che oltre ad avere una rete efficiente e autosufficiente non serve più nemmeno trasportare i carburanti nei vari distributori.
2. Con una rete elettrica autosufficiente che può andare ovunque tutti potremo riscaldarci con l’ elettricità essedo “attaccati” ad essa, perché si sa che la maggior parte dell’ inquinamento è dovuto al riscaldamento delle case d’ inverno. Se attualmente c’è un lampione ogni 20 metri, basterà fare dei lampioni EoloSol ogni 10 metri e più alti saranno e più pannelli e pale eoliche potranno avere.
3. Con un rete elettrica costruita su strada il cambiamento alle auto elettriche sarà scontato e immediato, dato che basterà decidere dove creare le aree di sosta per ricaricarsi, anzi sarà altrettanto banale convertire gli attuali distributori in aree di sosta per veicoli elettrici.

Voi che dite? 300 miliardi di dollari in 3 anni per questo progetto possono bastare? Bastano per invertire la rotta, basta decidere quanta forza lavoro dedicare alla conversione dei lampioni attuali, e se si partisse al primo gennaio 2016 convertendo tutti i lampioni esistenti, fra 4 anni saremo già 20 anni avanti a quanto deciso a Parigi.

Vi lascio con l’ EcomobilityIdea che se si vuole si può fare a meno dei combustibili fossili. Condividete questo articolo con tutti e, se vorrete, potete leggere un altro interessante articolo https://ecomobilityidea.wordpress.com/2015/08/08/ecomobilityidealand-il-futuro-si-fa-strada/

Accordo storico sull’ ambiente tra Stati Uniti e Cina. Non scherziamo!


Usa e Cina hanno raggiunto uno storico accordo per ridurre le emissioni di gas serra e fermare il cambiamento climatico.

Barack Obama e il collega cinese Xi Jinping si impegneranno a ridurre gli inquinanti atmosferici, il primo promette una riduzione per il 2025 del 25%, mentre il secondo si impegna a fermare la crescita delle emissioni da parte della Cina entro il 2030.

Non va bene non fare nulla, ma spacciare questo come uno storico accordo mi sembra azzardato e imbarazzante. Di storico c’è appunto che i 2 si sono parlati e hanno parlato di Ambiente, ma ciò che promettono appare poca cosa.

Usa e Cina sono responsabili del 45% delle emissioni di Co2 mondiali e aspettare 16 anni per fermare le emissioni della Cina che, potranno quindi aumentare fino ad allora, significa ridurre la vita del nostro Ambiente. Significa che nel 2030 da parte della Cina avremo una situazione peggiore di oggi e, se oggi è responsabile del 20-25%, nel 2030 sarà responsabile del 30-35% e le emissioni totali al 2030 non saranno diminuite.

Io non sono un giornalista, ma che nessun giornalista faccia notare l’ inconsistenza dell’ accordo mi lascia perplesso, forse non è chiaro a che punto siamo arrivati con l’ambiente. Anzi non ci accorgiamo dell’ ambiente che stiamo vivendo.
Al 25 novembre sarà la prima volta che nelle pianure del nord Italia ci saranno ancora alberi non sempreverdi che avranno ancora le foglie attaccate. E non è un esempio banale, anzi, c’è di più, perché quegli stessi alberi 15 o 25 anni fa perdevano le foglie tra il 5 e il 20 ottobre, mentre adesso le perdono tra il 10 e il 25 novembre e non è un evento straordinario; negli ultimi 30 anni l’autunno, qui, ha perso più di un giorno all’ anno!
Per non parlare poi del 2014 che, per il Nord Italia, già a fine settembre era l’ anno più piovoso di sempre e adesso ad ogni perturbazione è un’ allerta meteo sempre più grave! Da un alluvione in tutta Italia ogni 30 anni siamo passati ad una alluvione ogni 5 anni in più zone d’ Italia fino ad arrivare a 2 o 3 alluvioni all’ anno ma in centinaia di zone d’ Italia!

Spero che il signor Obama e il signor Jiping leggano questo articolo e ci confortino sul fatto che i loro sforzi saranno sinceri e concreti.

Il Veicolo ideale esiste! E’ cinese e costa meno di 3000 dollari !


ecomobilityidea-KayMultiecomobilityidea-VehicleCina_2Come suggerito da Aristide sono andato a curiosare su questi su questi link (http://www.cart100.com/Product/18900217292/Fully_enclosed_electric_tricycle_electri/, http://www.cart100.com/Product/20151882366/Latest_four-door%2C_four_electric_cars_dri/) trovando con stupore quello che sto cercando da tempo, cioè quello che definirei il Veicolo Ideale.
E’ più di un modello ad esser candidabile come Veicolo Ideale, purtroppo sono venduti solo sul mercato Cinese ma la loro esistenza e il loro prezzo dovrebbe, anzi deve!, far riflettere molti costrutturi.

ecomobilityidea-KayGriIsoecomobilityidea-Kay-Blu
Una sembra la fusione tra un Vespino e un Ape-Car e l’ altra sembra la fusione tra una Smart e la vecchia Fiat-500.
Il “VespinoApe” costa solo e dico solo 1849.59 dollari !
La “Smart500” costa solo e dico solo 2813.55 dollari !
Le dimensioni si possono intuire dalle immagini, come larghezza direi perfettamente intorno al metro. Per entrambi il motore è elettrico.
Dalle altre numerose foto che si trovano nei link si vede anche, per entrambi i costruttori, il magazzino pieno di queste vetture quindi a quanto pare sono Veicoli reali e realmente venduti.

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Per una volta che i cinesi non copiano, e forse senza rendersene conto, sono avanti 20 anni sugli altri !